A Scampia la legalità non resta una parola astratta, ma prende forma in uno spazio restituito alla collettività. Mercoledì 27 maggio 2026, dalle ore 15.00 alle 17.00, in via Roma verso Scampia n. 110, sarà inaugurato un bene confiscato alla criminalità organizzata, trasformato in un nuovo presidio sociale, culturale e civile. L’iniziativa, significativamente intitolata “La forza del bene”, rappresenta un passaggio di grande valore simbolico per Napoli e per uno dei suoi territori più complessi, spesso raccontato attraverso le sue ferite ma sempre più capace di esprimere energie, competenze, comunità e futuro.
Il senso profondo dell’inaugurazione è racchiuso proprio nella metamorfosi del luogo: uno spazio sottratto all’illegalità viene riconsegnato alla città come ambiente di partecipazione, formazione, inclusione e coesione sociale. Non si tratta soltanto dell’apertura di una struttura, ma di un gesto pubblico che ribalta il significato originario del bene confiscato. Là dove la criminalità aveva imposto dominio, controllo e paura, nasceranno attività pensate per i giovani, per le famiglie e per il quartiere. È in questa trasformazione concreta che si misura la forza del bene: nella capacità di convertire un simbolo negativo in un presidio permanente di cittadinanza attiva.
L’iniziativa rientra nel progetto Tessitori di Bene, codice 2023-CON-00549, sostenuto da Fondazione CON IL SUD nell’ambito dell’Avviso “Beni confiscati alle mafie 2023”. Il progetto vede come ente capofila Fondazione Città Nuova ETS, insieme a una rete di partenariato composta da L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale, Associazione Chi Rom e Chi No ONLUS e Fondazione Jorit. La scheda pubblicata da Fondazione CON IL SUD indica per Tessitori di Bene un contributo di 380.000 euro e colloca l’intervento nell’area di Secondigliano, con l’obiettivo di proseguire un percorso di rigenerazione sociale e promozione della legalità. Anche Fondazione Città Nuova ETS presenta il progetto come intervento legato al bando sui beni confiscati, confermando il ruolo di capofila e la rete dei partner coinvolti.
Il nuovo centro polivalente sarà pensato come luogo vivo, aperto e operativo, non come semplice contenitore. Una volta avviate le attività, offrirà servizi dedicati ai giovani e alle famiglie, rispondendo a bisogni reali del territorio e contribuendo a rafforzare il tessuto sociale del quartiere. In questa prospettiva, il bene confiscato diventa infrastruttura civile: uno spazio in cui costruire relazioni, competenze, opportunità e fiducia. La rigenerazione urbana, infatti, non passa solo dal recupero fisico degli immobili, ma soprattutto dalla capacità di abitarli con progettualità durature e riconoscibili.
La presenza annunciata di autorità locali e rappresentanti degli enti istituzionali conferisce alla cerimonia un valore ulteriore. L’inaugurazione non è soltanto un evento del terzo settore, ma un momento pubblico in cui istituzioni, associazioni, fondazioni e comunità riconoscono insieme l’importanza del riuso sociale dei beni confiscati. È proprio questa alleanza a rendere efficace il percorso: senza una rete stabile, un bene sottratto alla criminalità rischia di restare un edificio vuoto; con una comunità attiva, invece, può diventare un presidio capace di generare appartenenza, educazione alla legalità e sviluppo sociale.
Scampia, in questo senso, torna a essere laboratorio di trasformazione. Il quartiere, spesso ridotto a stereotipo nel racconto pubblico, mostra ancora una volta la propria capacità di produrre risposte collettive. La forza del bene non cancella le difficoltà, ma indica una direzione: quella di una città che non si limita a denunciare la criminalità, ma lavora per sostituirne i segni con luoghi di crescita, cultura e partecipazione. La restituzione del bene di via Roma verso Scampia 110 alla collettività assume quindi un valore esemplare: dimostra che la legalità è più forte quando diventa servizio, presenza quotidiana, cura degli spazi e investimento sulle persone.
Il progetto si inserisce inoltre in una visione più ampia del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, tema centrale per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. Fondazione CON IL SUD, ente non profit privato impegnato nella promozione della coesione sociale e dello sviluppo del Sud Italia, sostiene da anni percorsi che mettono insieme organizzazioni del terzo settore, comunità locali e istituzioni. Nel caso di Tessitori di Bene, l’intervento valorizza un bene confiscato non come monumento alla sconfitta della criminalità, ma come spazio produttivo di futuro: un luogo in cui formazione, inclusione e cultura possano intrecciarsi con la quotidianità del quartiere.
La scelta del titolo “La forza del bene” contiene dunque una dichiarazione programmatica. Il bene non è inteso come concetto generico, ma come pratica concreta: bene comune, bene confiscato, bene restituito, bene condiviso. È un lessico che unisce legalità e comunità, memoria e futuro, istituzioni e cittadinanza. A Scampia, il 27 maggio 2026, questa forza assumerà la forma di porte che si aprono, di spazi che tornano accessibili, di giovani e famiglie che potranno trovare un nuovo punto di riferimento. E sarà proprio questa la notizia più importante: un luogo che apparteneva alla criminalità torna finalmente ad appartenere alla città.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

