Quanto accaduto a Policoro rappresenta, secondo la UIL Basilicata, un nuovo e preoccupante segnale della fragilità del territorio lucano e della necessità di superare definitivamente una gestione basata quasi esclusivamente sulla risposta alle emergenze. A intervenire è Vincenzo Tortorelli, segretario generale della UIL Basilicata, che dopo gli eventi atmosferici che hanno colpito la città ionica rilancia la proposta di una strategia regionale permanente per la prevenzione dei dissesti, degli incendi e dei rischi ambientali.
«Quanto accaduto a Policoro è l’ennesimo campanello d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare», afferma Tortorelli, esprimendo innanzitutto «la vicinanza della UIL Basilicata alla comunità colpita, alle famiglie, alle attività economiche e a quanti stanno lavorando in queste ore».
Per il sindacato, la priorità nell’immediato deve essere quella di sostenere il territorio e le attività danneggiate attraverso strumenti straordinari. «Sono necessarie misure straordinarie e immediate, a partire dalla dichiarazione dello stato di calamità, per attivare aiuti europei, nazionali e regionali e favorire la ripresa delle attività produttive e la salvaguardia dell’occupazione», sottolinea il segretario generale.
La questione, tuttavia, per Tortorelli non può esaurirsi nella gestione dei danni e nelle misure adottate dopo ogni evento. Una volta superata la fase più critica, secondo la UIL Basilicata sarà necessario affrontare alla radice il problema della sicurezza del territorio e interrogarsi sull’efficacia dell’attuale modello di prevenzione.
«Quante altre emergenze dobbiamo affrontare prima di cambiare davvero il nostro modello di prevenzione e tutela del territorio?», domanda Tortorelli, richiamando l’attenzione sulla frequenza con cui negli ultimi anni la Basilicata deve fare i conti con incendi, precipitazioni violente, allagamenti, frane ed eventi meteorologici estremi.
Fenomeni che, nell’arco di poche ore, possono mettere in difficoltà intere comunità, isolare centri abitati, interrompere collegamenti, danneggiare strade e infrastrutture e provocare conseguenze pesanti per imprese, lavoratori e famiglie. Una vulnerabilità particolarmente delicata nelle aree interne, dove anche un singolo evento può contribuire a indebolire ulteriormente un tessuto economico e sociale già esposto a numerose criticità.
«Non possiamo più considerare questi fenomeni come episodi eccezionali», osserva il segretario della UIL Basilicata. «Dobbiamo prepararci a convivere con una maggiore fragilità climatica e territoriale, ma convivere non significa rassegnarsi. Significa prevenire, programmare e organizzarsi».
Da qui la richiesta di un cambio di impostazione nelle politiche regionali. Secondo Tortorelli, «la Basilicata non può continuare a vivere di emergenze, rincorrendo ogni volta incendi, frane o alluvioni quando il danno è già avvenuto». L’obiettivo deve essere quello di «passare definitivamente dalla cultura dell’emergenza alla cultura della prevenzione».
La proposta avanzata dalla UIL Basilicata è la costruzione di un vero Piano regionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, attraverso il quale coordinare settori che spesso vengono affrontati separatamente: il contrasto al dissesto idrogeologico, la prevenzione degli incendi boschivi, la manutenzione dei corsi d’acqua, la cura dei boschi, il monitoraggio delle zone maggiormente fragili, la viabilità delle aree interne e l’organizzazione degli interventi in occasione di eventi meteorologici estremi.
Al centro di questa strategia dovrebbe trovare spazio anche una profonda evoluzione dell’attuale sistema della forestazione regionale. La UIL Basilicata considera infatti «non più rinviabile» la nascita di una vera Agenzia Regionale per la Forestazione, la Prevenzione dei Dissesti e degli Incendi, dotata di personale, competenze, professionalità, tecnologie e risorse economiche adeguate.
«La forestazione deve smettere di essere considerata esclusivamente come un capitolo occupazionale o come un’attività stagionale», sostiene Tortorelli. «Può e deve diventare una delle grandi infrastrutture ambientali della Basilicata».
Una concezione che trasformerebbe il settore forestale in uno degli elementi centrali delle politiche di manutenzione e difesa del territorio. Secondo il sindacato, la Basilicata dispone già di un patrimonio importante di lavoratrici e lavoratori, professionalità e conoscenze dirette delle diverse aree regionali che potrebbe essere valorizzato all’interno di un progetto organico e permanente.
«Abbiamo lavoratrici e lavoratori, competenze e conoscenza del territorio che possono essere messe al servizio di un grande progetto regionale di prevenzione», evidenzia Tortorelli. Un sistema in grado di assicurare il presidio dei boschi, la pulizia degli alvei e delle aree maggiormente esposte al rischio, la realizzazione di interventi di manutenzione, la prevenzione degli incendi, il monitoraggio costante del territorio e una maggiore tempestività negli interventi.
Il principio sostenuto dalla UIL Basilicata è quello di investire risorse prima che si verifichino i danni, anziché essere costretti ogni volta a mobilitare somme considerevoli per affrontarne le conseguenze. «Prevenire costa meno che ricostruire», sottolinea Tortorelli. «E soprattutto significa proteggere vite, comunità, lavoro e imprese».
Gli eventi di Policoro diventano così, secondo il sindacato, l’occasione per rilanciare una discussione che non può essere accantonata una volta terminata la fase dell’emergenza. «Policoro oggi ci richiama ancora una volta a questa responsabilità. Non possiamo aspettare il prossimo incendio, la prossima frana o il prossimo evento meteorologico eccezionale per tornare a discuterne», avverte il segretario generale.
La UIL Basilicata chiede pertanto alla Regione Basilicata di avviare un confronto che coinvolga organizzazioni sindacali, amministrazioni locali e strutture competenti, con l’obiettivo di elaborare un modello stabile di prevenzione, manutenzione e presidio del territorio.
«La sicurezza del territorio deve diventare una grande politica pubblica regionale», ribadisce Tortorelli. Per il sindacato è necessario «passare dall’emergenza alla prevenzione, dalla frammentazione alla programmazione, dagli interventi occasionali a un presidio permanente del territorio».
Una sfida che riguarda non soltanto l’ambiente e la gestione delle emergenze, ma anche lo sviluppo economico, l’occupazione e la tenuta sociale delle comunità lucane. «Difendere il territorio significa difendere le persone, il lavoro e il futuro stesso delle nostre comunità», conclude Vincenzo Tortorelli.
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