SULIEIA arriva al momento conclusivo del suo percorso e sceglie Napoli, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Palazzo Gravina come luogo simbolico per raccontare un viaggio internazionale costruito intorno a cultura, innovazione, inclusione e cooperazione accademica. L’appuntamento è in programma mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 16, nell’Aula Magna del DiARC – Dipartimento di Architettura della Federico II, dove saranno restituiti i risultati del progetto Supporting Universities in digital transition, educational Innovation, & environment protection, fostering the Launch of Italian Educational Institutions Abroad, promosso e coordinato dall’Ateneo federiciano nell’ambito del programma transnazionale TNE 2023. L’evento è annunciato anche dall’Università Federico II, che lo presenta come momento conclusivo del progetto internazionale SULIEIA a Palazzo Gravina.
Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito delle iniziative transnazionali per l’istruzione, SULIEIA ha rappresentato nei suoi 20 mesi di attività una delle esperienze più ampie e significative di collaborazione accademica nel Mediterraneo. Il progetto ha coinvolto 33 università straniere, 4 università italiane, 12 Paesi e 11 Dipartimenti dell’Università Federico II, dando vita a una rete internazionale fondata sul confronto tra saperi, territori, generazioni e comunità scientifiche. La scheda MUR del progetto indica tra gli obiettivi il rafforzamento dell’internazionalizzazione, dell’inclusione, dell’uguaglianza di genere, della tolleranza culturale, della transizione digitale ed ecologica, con particolare attenzione al networking nel Mediterraneo e nei Balcani.
I numeri restituiscono la portata di questa esperienza: 1 master, 24 Summer Schools, 10 workshop internazionali, 8 Staff Week e Training Program, 12 attività di disseminazione, oltre a una vasta comunità composta da docenti, studenti, ricercatori, professionisti e istituzioni partner. Ma il valore di SULIEIA non si esaurisce nella dimensione quantitativa. Il progetto ha infatti costruito un vero spazio di dialogo permanente intorno ad alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: climate change, gender equality, transizione digitale, tutela dell’ambiente, inclusione sociale, integrazione culturale e valorizzazione del modello universitario italiano all’estero.
A raccontare il senso più profondo del percorso è Valeria Costantino, coordinatrice del programma, che descrive SULIEIA come un’esperienza umana e collettiva, prima ancora che accademica: un viaggio fatto di incontri, visioni, contaminazioni culturali, parole, immagini ed emozioni. In questa prospettiva, il progetto ha saputo superare la logica del semplice scambio universitario, trasformandosi in una piattaforma di relazioni autentiche tra università, territori e persone. L’innovazione, in questo quadro, non è stata soltanto tecnologica o didattica, ma anche culturale: un modo nuovo di intendere la cooperazione internazionale come pratica quotidiana di ascolto, confronto e costruzione condivisa.

L’evento conclusivo del 27 maggio non sarà quindi soltanto una restituzione istituzionale dei risultati raggiunti, ma anche un’occasione di riflessione pubblica sui grandi temi dell’identità, delle migrazioni, delle seconde generazioni e dell’incontro tra culture. In questo senso, uno dei momenti centrali del pomeriggio sarà la presentazione del volume Parole che attraversano i confini, curato da Laura Valente e Valeria Costantino, con la partecipazione delle autrici Takoua Ben Mohamed, Sabrina Efionayi e Pegah Moshir Pour. Il libro raccoglie voci, testimonianze e narrazioni contemporanee capaci di restituire la complessità del dialogo interculturale, mettendo al centro esperienze di attraversamento, appartenenza, memoria e trasformazione.
Accanto alla parola scritta, SULIEIA ha scelto anche la fotografia come strumento di racconto e documentazione. Durante l’evento saranno infatti presentati il catalogo finale del progetto e la mostra fotografica Mediterranean Climate – Portraits Change, realizzata dal fotografo Salvatore Esposito, autore di centinaia di scatti prodotti durante le attività del programma. La fotografia diventa così una lingua comune, capace di attraversare confini geografici e disciplinari, restituendo volti, luoghi e momenti di un percorso collettivo che ha intrecciato formazione, ricerca, sostenibilità e inclusione. Il sito ufficiale del progetto presenta SULIEIA come iniziativa dedicata alla transizione digitale delle università, all’innovazione educativa e alla protezione dell’ambiente.
Nei 20 mesi di attività, il progetto ha prodotto due libri, due cataloghi editoriali e due edizioni della mostra itinerante, accompagnando la dimensione accademica con numerose iniziative culturali e sociali. Tra queste, Il Pranzo di Comunità, il Garden Party, reading pubblici, eventi dedicati alla Gender Inclusion e incontri sul tema della Digital Violence. È proprio in questa pluralità di linguaggi e formati che emerge la forza di SULIEIA: un progetto capace di tenere insieme università e società, ricerca e vita quotidiana, didattica e cittadinanza, Mediterraneo e dimensione internazionale.
Il percorso si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di internazionalizzazione del sistema universitario italiano, sostenute dal MUR attraverso i progetti TNE. Nei decreti di ammissione al finanziamento, il progetto SULIEIA, con capofila l’Università degli Studi di Napoli Federico II, risulta associato a un importo riconosciuto di 1.839.490,50 euro, a conferma della rilevanza strategica dell’iniziativa.
La chiusura di SULIEIA a Napoli assume dunque un significato che va oltre il bilancio finale. Palazzo Gravina diventa il luogo in cui si ricompone il racconto di un’esperienza internazionale che ha saputo mettere in relazione università, culture e comunità diverse, trasformando la formazione in uno spazio di cittadinanza globale. In un tempo segnato da crisi climatiche, disuguaglianze, conflitti identitari e accelerazioni digitali, il progetto coordinato dalla Federico II indica una possibile direzione: costruire reti di conoscenza fondate sull’inclusione, sulla sostenibilità e sul riconoscimento reciproco. Ed è proprio da questo intreccio tra innovazione e umanità che SULIEIA lascia la sua eredità più importante.
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(foto di Salvatore Esposito fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
