Tre presenze femminili, tre modi diversi di attraversare la scena, tre storie capaci di trasformare il teatro in racconto civile, esperienza immersiva e memoria viva. Sabato 27 giugno 2026 la sedicesima giornata del Campania Teatro Festival mette al centro la forza delle donne con un programma che intreccia la figura rivoluzionaria di Eleonora Pimentel Fonseca, l’impresa sportiva e umana di Alfonsina Strada e l’eredità sonora di Lydia Simoneschi, storica voce del doppiaggio italiano.
La diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania, conferma così la propria vocazione a costruire un dialogo tra linguaggi, luoghi e generazioni. Teatro, narrazione, performance, memoria storica e partecipazione del pubblico diventano strumenti per interrogare il presente attraverso figure che, ciascuna nel proprio tempo, hanno sfidato limiti sociali, culturali e simbolici.
Nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli, alle ore 21, torna l’appuntamento con Il sogno reale. I Borbone di Napoli, il progetto ideato da Ruggero Cappuccio e dedicato alle meraviglie, alle contraddizioni e alle ombre dell’epoca borbonica. La sesta edizione della rassegna prosegue con Reziolla, racconto inedito scritto da Giuseppe Rocca, interpretato da Imma Villa con la partecipazione di Cecilia Lupoli. Al centro c’è Eleonora Pimentel Fonseca, tra le figure più luminose e tragiche della Repubblica Napoletana del 1799, raccontata da un punto di vista inatteso: quello della sua cameriera, ’Reziolla, ovvero Lucrezia.
Il testo mette di fronte due donne lontanissime per lingua, destino, appartenenza sociale e visione del mondo. Da una parte la poetessa, l’intellettuale, la rivoluzionaria; dall’altra una lazzara che osserva, interpreta, resiste e misura la distanza tra la grande Storia e la vita quotidiana. Reziolla diventa così un racconto sulle fratture e sulle possibili empatie, sulle parole che non sempre riescono a incontrarsi e sui destini che, pur partendo da luoghi diversi, finiscono per convergere davanti alla stessa falce: per Eleonora Pimentel Fonseca quella della Storia, per ’Reziolla quella della Vita.
Alla Sala Assoli, invece, la giornata propone un progetto speciale che chiama direttamente in causa gli spettatori. Con quattro repliche, alle 18, 19, 20 e 21, debutta LYDIA – I corpi dietro la voce, installazione performativa immersiva ideata, diretta e interpretata da Sara Lupoli, con immagini e video di Stefano Gargiulo. Il lavoro è dedicato a Lydia Simoneschi, una delle più importanti doppiatrici italiane, voce entrata nell’immaginario collettivo attraverso alcune tra le più celebri attrici del cinema internazionale.
La performance parte da un paradosso affascinante: una voce può essere profondamente familiare anche quando il corpo che la produce resta invisibile. Da questa intuizione nasce un percorso che indaga il rapporto tra voce, corpo e memoria, assumendo il doppiaggio come metafora del nostro modo di incontrare l’altro. L’eredità sonora di Lydia Simoneschi non viene trattata come semplice archivio del passato, ma come materia viva, capace di interrogare il presente e di restituire corporeità all’ascolto. Le voci riascoltate, attraversate e ricomposte diventano presenze fisiche, tracce emotive, vibrazioni che continuano a muoversi nei corpi di chi ascolta.
Il progetto, coprodotto da Casa del Contemporaneo e Art Garage con il sostegno de Il Torchio, coinvolge una squadra artistica articolata: progettazione digitale di Ilaria Palmieri, consulenza tecnica di Antonio Spagnuolo, paesaggio sonoro di Julia Primicile Carafa, costumi di Andrea Iacomino e Anna Giordano, spazio scenico di Anna Orabona e Stefania Palumbo, disegno luci di Simone Picardi, grafica di Sofia De Capoa, curatela e promozione di Eleonora Tempesta.
La sezione Osservatorio porta invece al Teatro Tedér, alle ore 21, il debutto assoluto di Alfonsina. Non puoi fermare il vento con le mani, testo di Marilena Lucente, interpretato da Anna Bocchino e diretto da Roberto Solofria. Lo spettacolo restituisce alla scena la vicenda straordinaria di Alfonsina Strada, prima e unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia. Nel 1924, per consentirle di figurare nell’elenco degli iscritti, le cancellarono perfino l’ultima vocale del nome: divenne “Alfonsin” Strada. Ma quella sottrazione simbolica non riuscì a fermare la sua corsa.
Tra i novanta corridori partiti, soltanto trenta completarono quel Giro durissimo, lungo oltre tremila chilometri. Tra loro c’era anche lei, donna combattiva e visionaria, capace di sfidare le convenzioni di un Paese che non era pronto a vederla competere alla pari con gli uomini. Definita da qualcuno una “suffragetta a pedali”, Alfonsina Strada attraversò lo sport, il circo, la fatica, l’emarginazione e la leggenda con la consapevolezza che nessuna barriera può davvero fermare chi decide di abitare il proprio destino. Alfonsina. Non puoi fermare il vento con le mani è una coproduzione Mutamenti / Teatro Civico 14 e Piccola Città Teatro – Teen Theatre. Scene di Vincenzo Leone, costumi di Giulia Contrastato, assistenza alla regia di Marica Palmiero, organizzazione di Ilaria Delli Paoli, amministrazione di Viola Forestiero ed Ettore Nigro, locandina di Francesco Palladino.
La giornata del Campania Teatro Festival 2026 prosegue anche con Emozioni in viaggio, il contest promosso da ANM e Fondazione Campania dei Festival con la direzione artistica di Nadia Baldi. Alle ore 19, nella terrazza prospiciente il Giardino Romantico di Palazzo Reale, autobus, metropolitane e stazioni tornano a trasformarsi in luoghi di racconto, incontro e memoria condivisa. A dare voce ai testi selezionati saranno Rosa Cerullo e Martin Cristofaro.
Rosa Cerullo leggerà Dalla forma delle nuvole di Gianmarco Bisesti, La vecchia suonatrice di Gennaro Ferraiuolo, Il relativismo delle parole di Germana Grasso, Un viaggio senza meta di Giorgia Grasso, In giro con il mio papà di Giovanni Marzano, Andiamo a Napoli in Metropolitana di Gennaro Morra, Esterina di Giorgia Recchia e L’Addio di Gennaro Ruggiero. Martin Cristofaro interpreterà invece Tutti di Pasquale Aversano, Tommaso di Romolo Giovanni Capuano, I lettori di Roberto Cocchis, Rain di Roberto Colonna, La bellezza non deve avere barriere. ANM: il tuo diritto di viaggiare, liberi di meravigliarsi di Pasquale De Caro, La “linea” che ci unisce di Rachele Fogliamanzillo, Cronache dal 421 di Roberta Limatola e Virgilio e mio padre Virgilio di Rocio Morlan Luna.
A completare il percorso del festival, Palazzo Reale ospita anche le mostre fotografiche allestite in Vico Mauriello: Con i tuoi occhi con fotografie di Salvatore Liguori, Siria con fotografie di Romeo Civilli e Jazz: la pellicola del suono con fotografie di Salvatore Pastore. Tre esposizioni che ampliano il racconto della scena oltre il palcoscenico, confermando la natura multidisciplinare del festival.
Nel Giardino Romantico di Palazzo Reale spazio anche al Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, con listening bar dalle 20.30 e, alle 22.15, il Club Tasso, format musicale pensato per costruire esperienze di ascolto dinamiche e coinvolgenti.
La sedicesima giornata del Campania Teatro Festival 2026 appare così come un attraversamento della memoria femminile e dei suoi linguaggi: la parola politica di Eleonora Pimentel Fonseca, il corpo in corsa di Alfonsina Strada, la voce invisibile e potentissima di Lydia Simoneschi. Tre figure diverse, unite da una stessa capacità di restare nel tempo. Perché il teatro, quando incontra la storia, non si limita a ricordare: restituisce presenza, domanda ascolto, riapre ferite e possibilità.
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(foto di Alice Bruno e altri fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



