Sabato 27 giugno al Reale Yacht Club Canottieri Savoia la presentazione della quinta edizione del progetto promosso dalla Fondazione Centro Velico Caprera con One Ocean Foundation. Il catamarano “Caprera” fa tappa a Napoli durante una missione di dieci settimane nel Mar Tirreno dedicata a biodiversità, microplastiche, inquinamento e cambiamenti climatici.
Napoli torna a essere crocevia di mare, ricerca e divulgazione scientifica con l’arrivo del progetto M.A.R.E. 2026, acronimo di Marine Adventure for Research & Education, la missione promossa dalla Fondazione Centro Velico Caprera con la collaborazione scientifica di One Ocean Foundation per monitorare lo stato di salute del Mediterraneo e sensibilizzare istituzioni, comunità costiere, giovani e cittadini sulla tutela dell’ambiente marino.
La quinta edizione del progetto sarà presentata sabato 27 giugno, alle ore 10:00, nei saloni del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, in occasione della tappa napoletana del catamarano Caprera, impegnato in una lunga navigazione scientifica nel Mar Tirreno. L’incontro rappresenta uno dei momenti centrali del percorso 2026, non solo per il valore simbolico dell’approdo a Napoli, città da sempre legata al mare e alla cultura nautica, ma anche per il ruolo crescente che la ricerca ambientale assume nella comprensione delle trasformazioni in atto negli ecosistemi marini.
Il catamarano Caprera è salpato il 16 maggio dalla base della Marina Militare di La Maddalena e, nel corso della missione, ha attraversato le coste della Sardegna e della Sicilia prima di raggiungere la Campania. Dopo la tappa al RYCC Savoia, la rotta proseguirà verso Roma, Cala de’ Medici e Portofino, fino al rientro previsto a Caprera il 22 luglio. Dieci settimane di navigazione durante le quali il mare diventa laboratorio aperto, spazio di osservazione e piattaforma di conoscenza, con attività di monitoraggio, campionamento e raccolta dati affidate a ricercatori, studenti e specialisti provenienti da università e centri di ricerca italiani e internazionali.
Giunto alla quinta edizione, M.A.R.E. 2026 assume un significato particolarmente rilevante perché torna lungo la rotta della prima missione, realizzata quattro anni fa. L’obiettivo è confrontare i nuovi dati con quelli raccolti nel 2022 e valutare l’evoluzione degli ecosistemi marini lungo un arco temporale ormai significativo. Non si tratta, dunque, soltanto di una nuova spedizione scientifica, ma di un passaggio importante in un lavoro di lungo periodo che mira a costruire una base conoscitiva sempre più solida sul Mediterraneo, uno dei mari più ricchi di biodiversità ma anche tra i più esposti alle pressioni dell’attività umana.
La missione del 2026 inaugura inoltre il nuovo ciclo di attività 2026-2029, che consoliderà l’esperienza maturata nelle precedenti edizioni e amplierà i campi di indagine. Le attività scientifiche saranno dedicate a temi cruciali come l’inquinamento ambientale e acustico, la biodiversità marina, la presenza di microplastiche nella rete trofica, i fenomeni di eutrofizzazione e gli effetti dei cambiamenti climatici. Sono ambiti di studio sempre più interconnessi, perché la salute del mare non dipende da un solo fattore, ma dall’equilibrio fragile tra qualità delle acque, presenza di specie, pressione antropica, temperatura, rumore sottomarino e capacità degli ecosistemi di adattarsi ai cambiamenti.
In questo scenario, la scelta di utilizzare un’imbarcazione come piattaforma di ricerca itinerante rafforza il carattere innovativo e divulgativo del progetto. M.A.R.E. non è solo una missione scientifica, ma anche un’esperienza educativa, pensata per avvicinare il pubblico alla conoscenza del mare attraverso dati, testimonianze e attività sul campo. La presenza a bordo di studenti e giovani ricercatori conferma la vocazione formativa dell’iniziativa, che mette insieme navigazione, ricerca applicata e responsabilità ambientale.
La tappa di Napoli offre anche l’occasione per sottolineare il ruolo dei club nautici storici nella promozione della cultura del mare. Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, che ospita la presentazione, si inserisce in un percorso che unisce tradizione marinara, educazione ambientale e impegno scientifico. Accogliere il catamarano Caprera significa aprire uno spazio di confronto su una questione che riguarda da vicino il futuro del Mediterraneo e delle comunità che vivono lungo le sue coste.
Il progetto promosso dalla Fondazione Centro Velico Caprera con One Ocean Foundation conferma così una visione del mare come patrimonio comune, da conoscere, proteggere e raccontare. In un tempo in cui l’inquinamento, le microplastiche, il riscaldamento delle acque e la perdita di biodiversità impongono nuove responsabilità, iniziative come M.A.R.E. 2026 contribuiscono a trasformare la ricerca in consapevolezza pubblica e la navigazione in strumento di osservazione scientifica.
Napoli, con il suo golfo e la sua antica relazione con il mare, diventa una tappa naturale di questo viaggio. La presentazione al RYCC Savoia sarà dunque non soltanto un appuntamento istituzionale, ma un momento di riflessione sul futuro del Mediterraneo, sulla necessità di proteggere gli ecosistemi marini e sull’importanza di costruire una cultura ambientale capace di unire scienza, educazione e partecipazione.
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Fondazione Centro Velico Caprera: centrovelicocaprera.it
One Ocean Foundation: 1ocean.org
Reale Yacht Club Canottieri Savoia: ryccsavoia.it
(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

