Il mese di luglio del Campania Teatro Festival 2026 si apre nel segno dei grandi autori, delle riscritture sceniche e di un dialogo vivo tra memoria, corpo, parola e contemporaneità. Mercoledì 1 luglio, nella ventesima giornata della diciannovesima edizione diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania, Napoli diventa ancora una volta un laboratorio teatrale diffuso, capace di tenere insieme la forza dei classici e le inquietudini del presente. Al centro del programma ci sono William Shakespeare e Fernando Pessoa, due nomi che attraversano i secoli senza smettere di interrogare il pubblico, ma anche la rassegna SportOpera, che continua a trasformare lo sport in materia narrativa, biografica e poetica.
La giornata propone quattro appuntamenti principali, tutti alle ore 21. Al Teatro Mercadante arriva per la sezione Internazionale Casting Lear, spettacolo dell’artista spagnola Andrea Jiménez, autrice, interprete e regista insieme a Úrsula Martínez, con drammaturgia di Olga Iglesias. Alla Sala Assoli debutta in prima assoluta Lisbona – Negli occhi di Pessoa, scritto da Luca Cedrola, diretto e interpretato da Graziano Piazza, con scenografie sonore di Paolo Coletta. Al Teatro Tedér va in scena Amártēma, rilettura di Macbeth firmata da Anna Orabona e Arianna Moffa, mentre al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale prosegue SportOpera con Eptathlon, progetto al femminile con Silvia Ajelli, Linda Dalisi, Sara Lupoli, Annalisa Madonna, Fabrizia Sacchi, Giovanna Sannino e Caterina Tieghi.
Con Casting Lear, in scena al Teatro Mercadante il 1 luglio alle 21 e in replica il 2 luglio alle 19, il capolavoro di William Shakespeare viene attraversato da una domanda intima e spiazzante: che cosa resta del rapporto con i padri, quelli reali e quelli simbolici, quando il teatro diventa il luogo di una conversazione impossibile? Andrea Jiménez parte da Re Lear per costruire una versione-simulacro in cui vita e scena si sovrappongono. Ogni sera un diverso attore italiano interpreta Lear, trasformandosi in un possibile padre disposto a sedersi in teatro e a confrontarsi con la figlia-Cordelia. Il 1 luglio sarà Paolo Mazzarelli ad assumere questo ruolo, mentre il 2 luglio toccherà a Enrico Ianniello. In scena anche Pablo Gallego, presenza fondamentale in uno spettacolo che si forma nelle ore precedenti la rappresentazione e davanti agli occhi del pubblico.
La forza di Casting Lear sta proprio in questo cortocircuito tra finzione e realtà. Andrea Jiménez non si limita a rileggere Shakespeare, ma usa Re Lear come una lente per osservare la paternità, l’eredità, il perdono, il conflitto generazionale e il peso di ciò che ci precede. Le scene e il disegno luci sono di Judit Colomer, il sound design di Lucas Ariel, i costumi di Yaiza Pinillos. La produzione è di Barco Pirata e Teatro de la Abadía con Andrea Jiménez. Lo spettacolo, della durata di un’ora e venti minuti, è in lingua spagnola con sovratitoli in italiano.
Alla Sala Assoli, sempre alle 21, il viaggio si sposta idealmente a Lisbona con Lisbona – Negli occhi di Pessoa, debutto assoluto tratto dal racconto breve Lisbona, negli occhi di Ferdinando Pessoa di Luca Cedrola. Qui la città portoghese non è soltanto un luogo geografico, ma uno stato d’animo, una geografia interiore fatta di saudade, memoria e percezioni nascoste. Fernando Pessoa diventa il cantore di una relazione invisibile tra l’uomo e le cose mute, tra ciò che sembra sfuggire allo sguardo e ciò che invece continua a vivere negli abissi della coscienza. Graziano Piazza, regista e interprete, porta in scena una pièce in cui gli occhi del poeta generano incontri, riflessi, fughe e ritorni, mentre le scenografie sonore di Paolo Coletta costruiscono una partitura emotiva che accompagna il pubblico dentro una Lisbona reale e immaginaria. La produzione è di Luisa SRL, con Marta Cirello regista assistente.
Il terzo appuntamento della ventesima giornata è Amártēma, al Teatro Tedér, una rilettura di Macbeth in chiave di teatro-danza. Il titolo richiama il concetto greco di colpa e diventa il punto di partenza per una riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva, sul libero arbitrio e sul rapporto tra desiderio, potere e destino. La regia è di Anna Orabona e Arianna Moffa, con l’aiuto regia di Marco Napolitano. In scena gli attori Francesca Zampelli, Silvia Mormile e Domenico Riccio, insieme ai danzatori Anna Simeoli, Chiara Monda, Flavia Maezza, Stefania Palumbo e Asia Varlese. Le coreografie sono di Arianna Moffa, il disegno luci di Anna Orabona, i costumi di Daniele Nicoletti, le musiche di Gabriel Miranda. La produzione è di Amartema Arte e Danza – Liberamente APS.
Al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, Eptathlon prosegue invece il percorso di SportOpera, rassegna curata da Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro. Lo spettacolo, in debutto assoluto il 1 luglio alle 21 e in replica il 2 luglio alla stessa ora, è costruito come un attraversamento di sette storie sportive al femminile, sette stanze narrative in cui il gesto atletico diventa destino, ferita, resistenza, memoria. La regia è curata dalle interpreti, con coordinamento scenico di Claudio Di Palma, mentre le scene sono realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, cattedra del professor Luigi Ferrigno.
Tra le figure evocate da Eptathlon c’è Gertrude Ederle, la campionessa olimpica americana che cento anni fa fu la prima donna ad attraversare a nuoto la Manica, percorrendo 35 miglia in 14 ore e 34 minuti. La sua storia ispira Una ragazza nel mare, di e con Fabrizia Sacchi. C’è poi Ekaterina Gordeeva, pattinatrice artistica sovietica e due volte medaglia olimpica, al centro de La Quinta di Mahler con Caterina Tieghi, liberamente ispirato a un ritratto letterario di Emanuela Audisio. Altre pagine sportive e umane riguardano Ana Fidelia Quirot, atleta cubana capace di tornare a correre dopo un terribile incidente domestico, e Kerri Strug, ginnasta americana protagonista alle Olimpiadi di Atlanta 1996: a loro sono dedicati Fidelia, con Annalisa Madonna, e Un altro salto buono, con Silvia Ajelli.
Il racconto sportivo si allarga poi a Fausto Coppi, con Giulia, coreografia e interpretazione di Sara Lupoli, ispirata a Coppi e il diavolo di Gianni Brera; al getto del peso paralimpico per ipovedenti con Un lancio nel buio, testo di Antonio Marfella interpretato da Giovanna Sannino; e infine al caso olimpico di Angela Carini e Imane Khelif, al centro di Intersex, scritto e interpretato da Linda Dalisi, che porta sul palco uno dei temi sportivi e mediatici più discussi degli ultimi anni, tra identità, corpo, regole, percezione pubblica e violenza simbolica.
La giornata del Campania Teatro Festival non si esaurisce con gli spettacoli. A Vico Mauriello, nel Palazzo Reale di Napoli, proseguono le mostre fotografiche Con i tuoi occhi di Salvatore Liguori, Siria di Romeo Civilli e Jazz: la pellicola del suono di Salvatore Pastore. Nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, il Dopo Festival curato da Drop Eventi propone il listening bar dalle 19 e, alle 22.15, Sabba: Tribute to Showmen, omaggio agli Showmen e a un repertorio che ha segnato la storia della musica italiana.
Con Shakespeare, Pessoa, il teatro-danza e le biografie sportive di SportOpera, il 1 luglio del Campania Teatro Festival 2026 conferma la vocazione della rassegna a non separare mai tradizione e ricerca. I classici non vengono celebrati come reliquie, ma rimessi in movimento; la poesia diventa sguardo sul mondo; lo sport si fa racconto di corpi che cadono, resistono, vincono, perdono e ricominciano. Napoli, ancora una volta, diventa la scena in cui il passato parla al presente e il teatro torna a essere una forma viva di conoscenza.
Campania Teatro Festival / Fondazione Campania dei Festival: www.fondazionecampaniadeifestival.it
Regione Campania: www.regione.campania.it
Teatro di Napoli – Teatro Mercadante: www.teatrodinapoli.it
Sala Assoli: www.casadelcontemporaneo.it
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(foto di Bárbara Sánchez Palomero fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


