ANM esce ufficialmente dal concordato preventivo e Napoli chiude una delle pagine più delicate della storia recente del suo trasporto pubblico. Con il provvedimento del Tribunale di Napoli del 17 giugno 2026, l’Azienda Napoletana Mobilità è stata dichiarata fuori dalla procedura avviata nel 2017, dopo aver rispettato pienamente gli impegni assunti con i creditori e aver portato a compimento un percorso di risanamento reso ancora più complesso dagli effetti della pandemia e dall’aumento dei costi energetici. Una svolta che non riguarda soltanto i conti dell’azienda, ma il futuro stesso della mobilità urbana, tra rilancio del servizio, investimenti green, digitalizzazione e consolidamento del modello in house.
Il piano di risanamento, depositato nel dicembre 2017 e omologato a fine 2019 dal Tribunale di Napoli, si conclude con risultati superiori alle attese iniziali. ANM ha provveduto al pagamento integrale dei creditori prededucibili e privilegiati e alla liquidazione completa dei chirografari, completata nel giugno 2025. Non solo: grazie a una gestione più solida e alle clausole di upside maturate durante la procedura, l’azienda distribuirà ai creditori ulteriori 14 milioni di euro rispetto a quanto previsto originariamente dal Piano. È il segnale più evidente di un’inversione di rotta che ha trasformato una crisi profonda in un percorso di recupero economico e industriale.
«ANM esce dal concordato con risultati economici importanti, ma anche con un grande potenziamento del servizio», ha commentato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. «Sono aumentati in maniera significativa sia il numero dei passeggeri sia quello dei chilometri percorsi, sia dal servizio su gomma sia dalle linee della metropolitana. Oggi ANM è un piccolo gioiello di tecnologia e competenze, sul quale continueremo a investire. La nostra intenzione è confermare la scelta di farne una società in house e migliorare ulteriormente l’offerta».
Le parole del sindaco fotografano il doppio valore della chiusura del concordato: da un lato la normalizzazione finanziaria, dall’altro la possibilità di programmare con maggiore forza il futuro del trasporto pubblico locale a Napoli. Una società libera dal peso della procedura può infatti muoversi con maggiore autonomia negli investimenti, nella modernizzazione della flotta, nella qualità dei servizi e nell’integrazione tra autobus, metropolitana, funicolari, parcheggi e sistemi di mobilità digitale.
Sulla stessa linea l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile Edoardo Cosenza, che ha sottolineato la portata del passaggio: «Dopo quasi dieci anni si apre una fase importantissima. Abbiamo una società libera dai debiti e in attivo. È un segnale di grandissima efficienza, anche perché si tratta di una società che applica il prezzo del biglietto pubblico più basso d’Italia. Lo sforzo successivo è quello di renderla una società totalmente in house. Occorre raggiungere livelli di efficienza molto elevati. I dati del Consorzio Unico Campania sul livello di soddisfazione dell’utenza sono incoraggianti».
Il rilancio di ANM trova conferma nei numeri. Nel triennio 2023-2025 il Valore della Produzione è cresciuto del 20,7%, passando da 209,1 milioni di euro a 252,4 milioni, con un tasso di crescita composto annuo del 9,9%. A sostenere questa dinamica sono stati sia il Trasporto Pubblico Locale, con una crescita media annua del 4,5%, sia il settore Traffico e Sosta, che ha registrato un incremento medio annuo del 12,4%, favorito dall’aumento dei flussi turistici e dall’introduzione massiccia di soluzioni digitali. La sosta a raso, con oltre 25.000 stalli blu, e i 19 parcheggi automatizzati producono oggi un fatturato annuo superiore ai 23 milioni di euro.
Accanto al riequilibrio dei conti, cresce anche la produzione del servizio. Negli ultimi sei anni, tra il 2020 e il 2026, i veicoli-chilometro sono aumentati del 65%, con un tasso di crescita composto annuo del 10,5%. Il totale dei chilometri percorsi sulla rete è passato dai 12,7 milioni del 2020 ai 18,75 milioni stimati a fine 2025. Un dato che racconta il ritorno progressivo alla piena operatività dopo gli anni più difficili e che si accompagna a una domanda di mobilità in aumento, trainata sia dai residenti sia dalla crescita turistica della città.
In questo scenario si inserisce anche l’entrata in funzione di infrastrutture strategiche come la Linea 6 della metropolitana, riaperta nel 2024, e l’ascensore di Monte Echia, che collega rapidamente l’area di Chiaia e Santa Lucia con uno dei belvedere più suggestivi della città. La Linea 6, nel primo semestre 2026, ha già quasi raddoppiato i passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo quota 1,05 milioni. È un segnale importante per una città che punta a rafforzare la mobilità su ferro, ridurre la pressione del traffico privato e costruire una rete più integrata tra centro, quartieri collinari, aree turistiche e nodi di interscambio.
Il direttore generale di ANM, Francesco Favo, ha richiamato l’attenzione sulla qualità percepita dagli utenti e sulle criticità ancora da superare: «Per quanto riguarda la customer satisfaction, che comprende aspetti come la puntualità, la pulizia e la digitalizzazione, siamo in crescita, ma c’è ancora molto da fare. Ai cittadini vogliamo offrire servizi sempre migliori, ma abbiamo bisogno anche della loro collaborazione, perché un’auto in sosta vietata rallenta la marcia degli autobus e oggi la velocità media dei nostri mezzi è ancora bassa».
Il tema della velocità commerciale resta infatti centrale. Il rilancio del trasporto pubblico non dipende soltanto da nuovi mezzi o da bilanci in ordine, ma anche dalla capacità di liberare le corsie, contrastare la sosta irregolare, rendere più fluidi gli assi viari e favorire comportamenti urbani più responsabili. In una città complessa come Napoli, la mobilità pubblica è un ecosistema nel quale efficienza aziendale, controlli, infrastrutture, tecnologia e collaborazione dei cittadini devono procedere insieme.
La nuova fase di ANM guarda con decisione anche alla transizione ecologica. L’azienda opera come soggetto attuatore dei fondi PNRR per un piano di investimenti da 180 milioni di euro destinato alla mobilità sostenibile. Entro il 2026 è prevista l’immissione in servizio di 302 autobus elettrici di ultima generazione, suddivisi in sei lotti tipologici. L’obiettivo è ridurre del 100% le emissioni dirette di CO2 della nuova flotta e abbattere del 30% i costi energetici rispetto ai carburanti tradizionali.
La trasformazione non riguarderà soltanto i mezzi, ma anche i depositi, le infrastrutture e i sistemi di gestione. Il piano prevede la ristrutturazione completa dei depositi aziendali, l’installazione di stazioni di ricarica intelligenti, l’utilizzo di tecnologie IoT e sistemi di manutenzione predittiva basati sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di prevenire i guasti, ottimizzare i consumi e migliorare l’affidabilità del servizio. La riduzione attesa dell’efficienza energetica, stimata tra il 15 e il 20%, conferma la direzione di una mobilità pubblica più sostenibile, meno impattante e più moderna.
Sul fronte dei servizi all’utenza, la rivoluzione digitale prosegue con l’estensione progressiva del sistema di pagamento Tap&Go e con lo sviluppo di un’applicazione mobile integrata per l’acquisto dei titoli di viaggio e la consultazione delle informazioni in tempo reale. La stessa ANM dispone già di canali digitali dedicati alla mobilità e di strumenti informativi per linee, fermate, parcheggi, ascensori e servizi urbani, mentre il Comune di Napoli rimanda al sito aziendale per le informazioni su autobus, Alibus, tram, Linea 1, Linea 6 e funicolari.
La prospettiva è quella della Mobility as a Service, un modello nel quale il cittadino può pianificare, acquistare e utilizzare più servizi di trasporto attraverso piattaforme integrate. Per Napoli, città che vive ogni giorno la sfida dell’accessibilità, del turismo, del traffico e della sostenibilità, la digitalizzazione della mobilità pubblica rappresenta una leva strategica non meno importante dell’acquisto dei nuovi autobus o dell’ampliamento della rete metropolitana.
L’uscita dal concordato chiude dunque una fase storica e apre una stagione nella quale ANM può tornare a essere uno degli strumenti principali della trasformazione urbana. La crisi iniziata nel 2017 aveva messo in discussione la tenuta economica dell’azienda e la qualità del servizio; oggi il quadro è radicalmente diverso. I conti sono risanati, la produzione cresce, i passeggeri aumentano, le infrastrutture si rafforzano e gli investimenti green ridisegnano l’orizzonte dei prossimi anni.
La sfida, adesso, sarà trasformare il risanamento in qualità quotidiana. Perché il successo di una grande azienda pubblica di mobilità si misura nei bilanci, ma anche nei tempi di attesa alle fermate, nella puntualità dei bus, nella frequenza delle corse, nella pulizia dei mezzi, nella sicurezza, nella facilità di pagamento e nella capacità di connettere davvero i quartieri della città. Napoli riparte da ANM con una società più solida, più moderna e più pronta a sostenere il futuro della mobilità urbana.
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(foto e video forniti dall’Ufficio stampa del Comune di Napoli in allegato al comunicato)
