Riscoprire, tutelare e valorizzare i vitigni tradizionali della Campania, trasformando la memoria agricola del territorio in una risorsa per il futuro. È questo l’obiettivo di Radici Autoctone, il nuovo progetto promosso da Tenuta Fontana e presentato in occasione dell’avvio della Vendemmia 2026. L’iniziativa riunisce sotto un’unica identità il lavoro che l’azienda della famiglia Fontana, con sede a Pietrelcina, porta avanti da anni tra l’agro aversano e il Sannio beneventano, puntando su alcune delle varietà più rappresentative della viticoltura campana: Asprinio, Pallagrello bianco e nero, Sciascinoso, Falanghina e Aglianico.
Il progetto nasce dalla volontà di dare continuità a un percorso di recupero varietale che affonda le proprie radici nella storia familiare e in quella stessa della viticoltura regionale. Tenuta Fontana conduce infatti tutti i propri vigneti con metodo biologico, lavorando in territori diversi ma accomunati da una forte identità agricola e dalla presenza di vitigni autoctoni capaci di raccontare la Campania attraverso vini profondamente legati ai luoghi di origine.
Tra le produzioni più caratteristiche spicca l’Asprinio, coltivato secondo l’antico sistema dell’alberata aversana. Le viti vengono “maritate” ai pioppi e crescono in verticale raggiungendo altezze che possono arrivare fino a nove metri. La vendemmia viene ancora eseguita a mano, attraverso una pratica spettacolare e complessa che rappresenta uno degli esempi più riconoscibili della viticoltura tradizionale campana. Da queste uve nascono Alberata e Civico44, entrambi Asprinio di Aversa Doc, oltre allo spumante Olmo.
Accanto all’Asprinio, Radici Autoctone valorizza il Pallagrello bianco e nero, protagonista della linea Oro Re e coltivato anche in uno dei luoghi più suggestivi e simbolici dell’intero patrimonio vitivinicolo campano: la Vigna di San Silvestro, all’interno della Reggia di Caserta. Sciascinoso, Falanghina e Aglianico costituiscono invece il cuore della linea Civico, completando un mosaico produttivo costruito quasi interamente intorno alla biodiversità viticola regionale.
Proprio la Vigna di San Silvestro rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Si tratta di un vigneto di poco più di un ettaro che Tenuta Fontana ha in concessione dal febbraio 2018, con licenza d’uso del marchio “Vigna di San Silvestro – Reggia di Caserta”. Il vigneto si trova all’interno del Bosco di San Silvestro e costituisce una realtà di straordinario valore storico, agricolo e paesaggistico, inserita nel complesso della Reggia di Caserta.
Qui vengono coltivati Pallagrello bianco e Pallagrello nero, varietà che per lungo tempo hanno rischiato di essere marginalizzate e che oggi sono invece protagoniste di un importante percorso di recupero e valorizzazione. Le uve raccolte nella Vigna di San Silvestro vengono utilizzate per la produzione di Oro Re, realizzato in circa tremila bottiglie l’anno e diventato nel tempo anche un prodotto destinato agli appassionati e ai collezionisti.
“Con Radici Autoctone continuiamo un lavoro che la nostra famiglia porta avanti da cinque generazioni: non perdere i vitigni della Campania. Non è un progetto che riguarda solo Tenuta Fontana, ma un patrimonio di tutti”, spiegano Antonio Fontana e Mariapina Fontana, oggi alla guida dell’azienda.
Al centro della filosofia del progetto, sottolineano i produttori, non c’è soltanto l’azienda, ma prima di tutto il patrimonio viticolo del territorio. L’Asprinio, il Pallagrello e le altre varietà tradizionali campane diventano così il punto di partenza di un percorso che intende far conoscere a un pubblico sempre più ampio produzioni legate alla storia agricola locale, alcune delle quali hanno attraversato periodi di forte ridimensionamento e hanno rischiato di scomparire.
La Vendemmia 2026 rappresenta quindi non soltanto l’occasione scelta per il lancio di Radici Autoctone, ma anche un momento importante per valutare l’andamento produttivo dell’annata. Secondo Tenuta Fontana, il quadro si presenta piuttosto eterogeneo. Le aspettative sono per una produzione quantitativamente contenuta, ma con uve sane e prospettive qualitative particolarmente interessanti nei vigneti che hanno raggiunto un migliore equilibrio vegetativo e produttivo.
La storia della famiglia Fontana nel mondo del vino risale alla fine dell’Ottocento, quando le prime generazioni iniziarono a coltivare Asprinio nell’agro aversano. Un legame con la terra che ha attraversato più di un secolo e che oggi prosegue con la quinta generazione rappresentata da Mariapina Fontana e Antonio Fontana. L’attuale azienda è stata costituita nel 2009, raccogliendo e strutturando un patrimonio di esperienze tramandato nel corso delle generazioni.
Oggi Tenuta Fontana opera nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei vini, con vigneti distribuiti tra l’agro aversano e il Sannio beneventano. Dal febbraio 2018 collabora inoltre con la Reggia di Caserta per il recupero e la valorizzazione del Pallagrello nella Vigna di San Silvestro. Un progetto che unisce agricoltura, storia e tutela del paesaggio e che trova ora in Radici Autoctone una cornice più ampia.
L’obiettivo è raccontare la Campania del vino partendo dalle sue varietà più identitarie, evitando che pratiche agricole, vitigni e conoscenze tramandate per generazioni vengano progressivamente dimenticati. In questo senso, il progetto promosso da Tenuta Fontana va oltre la semplice produzione enologica e si inserisce in una riflessione più ampia sulla biodiversità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei territori di conservare la propria identità attraverso l’agricoltura.
L’Asprinio allevato ad alberata aversana, il Pallagrello recuperato anche nel suggestivo scenario della Reggia di Caserta, la Falanghina, l’Aglianico e lo Sciascinoso diventano così tasselli di un unico racconto. Un racconto che parte dalle radici della famiglia Fontana, attraversa alcuni dei territori vitivinicoli più rappresentativi della Campania e guarda alla Vendemmia 2026 come a una nuova tappa nel percorso di tutela e rilancio dei vitigni autoctoni regionali.
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Tenuta Fontana – Società Agricola Semplice, Contrada Paduli 19, 82020 Pietrelcina (Benevento)
Cantina e shop: Carinaro, Strada Consortile Zona ASI. Tel. 0824 9918.79
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





