Sabato 12 settembre 2026 il canale web StoriaCinema dedica una puntata speciale a Riccardo Pazzaglia nel centenario della nascita. Giovanni Cecini e Michelangelo Iossa ripercorrono la carriera dello scrittore, regista, attore e paroliere napoletano, tra cinema, libri, radio, televisione, il sodalizio con Domenico Modugno e l’omaggio firmato E. Marinella.
Cento anni fa, il 12 settembre 1926, nasceva a Napoli Riccardo Pazzaglia, una delle personalità più originali, colte e difficili da racchiudere in una sola definizione del Novecento italiano. Scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista, attore, autore radiofonico e televisivo, paroliere: Pazzaglia ha attraversato mondi apparentemente lontani lasciando ovunque il segno di un’ironia intelligente, profondamente napoletana ma mai confinata nel semplice colore locale.
Nel giorno esatto del centenario della nascita, sabato 12 settembre 2026, il canale web StoriaCinema, diretto dallo storico Giovanni Cecini, gli dedica una puntata speciale dal titolo 100 anni di RICCARDO PAZZAGLIA, disponibile su YouTube sul canale @GiovanniCeciniStoriaCinemaa partire dalle 6.45.
Accanto a Giovanni Cecini ci sarà il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, chiamato a ricostruire le tante anime di un autore capace di muoversi con naturalezza dalla letteratura alla canzone, dal grande schermo alla radio e alla televisione. Il dialogo sarà anche l’occasione per rileggere il rapporto privilegiato che Riccardo Pazzaglia ebbe con Napoli: non soltanto città d’origine, ma inesauribile laboratorio umano, linguistico e culturale.
Il dato biografico assume nel 2026 un significato particolare. Pazzaglia nacque infatti a Napoli il 12 settembre 1926 e morì a Roma il 4 ottobre 2006, pochi giorni dopo aver compiuto ottant’anni.
Cresciuto nel Rione Sanità, si formò professionalmente nel cinema e conseguì il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nei primi anni Cinquanta. Quella formazione rappresentò soltanto il punto di partenza di una carriera che avrebbe finito per attraversare quasi ogni linguaggio della comunicazione e dello spettacolo italiano. Cinema e scrittura restarono comunque due coordinate fondamentali del suo percorso: Pazzaglia lavorò come sceneggiatore, regista e interprete, dimostrando una capacità non comune di trasformare l’osservazione della realtà in racconto, paradosso e satira.
Uno dei capitoli più significativi della sua attività fu il rapporto con Domenico Modugno. Dietro alcuni brani entrati stabilmente nella storia della musica italiana c’è infatti anche la penna di Riccardo Pazzaglia. Treccani ricorda, tra le collaborazioni dei due, Io, mammeta e tu, Sole, sole, sole, Nisciuno po’ sapé, ‘O ccafè e soprattutto Meraviglioso, pubblicata nel 1968 con testo di Pazzaglia e musica di Modugno.
È proprio questa capacità di passare dal sorriso alla profondità a rendere ancora oggi sorprendente il suo lavoro. Io, mammeta e tu costruisce una piccola commedia sentimentale intorno alle convenzioni familiari dell’epoca; Lazzarella fotografa con leggerezza e intuizione i cambiamenti sociali dell’Italia degli anni Cinquanta; Meraviglioso, invece, affronta un tema drammatico trasformandolo in un inno alla vita. La produzione realizzata con Modugno testimonia quindi molto più di una fortunata collaborazione professionale: racconta l’incontro tra due autori capaci di trasformare lingua, costume e sentimento popolare in musica destinata a durare.
Il legame con Domenico Modugno sarà uno dei temi della conversazione tra Giovanni Cecini e Michelangelo Iossa. Quest’ultimo ha dedicato una parte importante del proprio lavoro alla figura del cantautore pugliese e ha anche co-firmato con il cantautore Marco Francini lo spettacolo Meraviglioso – Omaggio a Domenico Modugno. Attraverso questa prospettiva, la puntata di StoriaCinema consentirà di restituire a Pazzaglia anche il ruolo fondamentale di autore di canzoni, talvolta meno ricordato dal grande pubblico rispetto alle sue apparizioni televisive.
Perché per diverse generazioni il volto di Riccardo Pazzaglia resta inevitabilmente associato anche a Quelli della Notte, la trasmissione di Renzo Arbore diventata nel 1985 uno dei fenomeni televisivi più importanti di quegli anni. In quel salotto surreale Pazzaglia assunse il ruolo del “filosofo”, portando davanti alle telecamere un personaggio che in realtà sintetizzava molte delle caratteristiche autentiche del suo stile: il ragionamento portato fino al paradosso, l’aria apparentemente serissima, il gusto per la divagazione e quella capacità di trasformare un’osservazione quotidiana in una piccola teoria universale. Le fonti ricordano inoltre che Pazzaglia aveva già collaborato con Arbore nel 1984 come autore di Cari amici vicini e lontani, programma dedicato ai sessant’anni della radio italiana.
Ed è proprio la radio un altro territorio fondamentale per comprendere la modernità di Pazzaglia. Nel 1968 ideò con Corrado Martucci Radio Ombra, esperienza che contribuì a innovare il linguaggio radiofonico, mentre l’anno seguente proseguì quella ricerca con L’altra radio. RaiPlay Sound ricorda il carattere sperimentale di quelle trasmissioni, costruite mescolando attori, professionisti provenienti da altri ambiti, dibattiti e situazioni surreali.
Pazzaglia, dunque, non fu soltanto un uomo dello spettacolo nel senso tradizionale del termine. Fu un autore capace di intuire quanto l’informazione, l’intrattenimento e la cultura potessero mescolarsi. Il suo umorismo nasceva dalla conoscenza, dalla lingua, dalla storia e dall’osservazione dei comportamenti, mantenendo una leggerezza che non coincideva mai con la superficialità.
Il pubblico cinematografico continua però ad associarlo in maniera quasi istintiva a un’altra scena diventata parte dell’immaginario collettivo napoletano: quella del cavalluccio rosso in Così parlò Bellavista, il film del 1984 diretto da Luciano De Crescenzo.

Pazzaglia, che partecipò anche alla sceneggiatura della pellicola, interpreta l’uomo che, tenendo tra le mani il celebre giocattolo rosso, racconta con crescente animazione un episodio accaduto per strada. Ogni nuovo arrivato gli chiede che cosa sia successo e il racconto ricomincia puntualmente dall’inizio. Una situazione minima che si trasforma progressivamente in teatro popolare, rito collettivo e perfetta rappresentazione dell’arte napoletana del racconto. Nel cast del film Pazzaglia è indicato proprio come “l’uomo del cavalluccio rosso”.
Quell’immagine è tornata oggi a vivere anche fuori dallo schermo grazie a un’iniziativa di E. Marinella legata all’universo di Luciano De Crescenzo. La storica maison napoletana ha trasformato il Cavalluccio Rosso di Così parlò Bellavista in un motivo destinato a una cravatta in pura seta, realizzata a Napoli e presentata in un packaging dedicato. Sul proprio sito ufficiale, E. Marinella descrive la creazione come un incontro tra artigianalità, identità napoletana ed eleganza, accompagnato da un libretto celebrativo.
Non si tratta soltanto di un’operazione sartoriale. Il motivo scelto rimanda direttamente a una delle interpretazioni più riconoscibili di Riccardo Pazzaglia e permette a una scena cinematografica di quasi mezzo secolo fa di diventare oggetto contemporaneo. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’universo e l’associazione dedicati a Luciano De Crescenzo, comprende inoltre altre creazioni ispirate allo stesso simbolo.
Il cavalluccio originale utilizzato nel film è stato inoltre esposto nello storico showroom napoletano di E. Marinella in Riviera di Chiaia, riportando fisicamente nel cuore della città un oggetto diventato parte della memoria cinematografica collettiva.
È una coincidenza particolarmente significativa nel centenario di Pazzaglia. Da un lato una trasmissione web prova a restituire la profondità del suo percorso intellettuale; dall’altro un’immagine resa celebre dalla sua recitazione torna a circolare attraverso l’artigianato e il design napoletano. Due linguaggi lontani che finiscono per raccontare la stessa cosa: la capacità di certe figure culturali di continuare a produrre significati anche molto tempo dopo la loro scomparsa.
La puntata speciale di StoriaCinema può così diventare l’occasione per riscoprire un protagonista che sarebbe riduttivo identificare con una sola opera o con un solo periodo. Dietro il volto televisivo di Quelli della Notte c’era l’autore radiofonico sperimentale; dietro l’uomo del cavalluccio rosso di Così parlò Bellavista c’era lo sceneggiatore; dietro il paroliere di Meraviglioso c’era lo scrittore capace di attraversare narrativa, saggistica e satira.
I suoi libri costituiscono un’altra parte di questa identità multiforme. Tra i titoli figurano Il brodo primordiale, La stagione dei bagni, Partenopeo in esilio, L’invenzione della pasta. Certificato di nascita dei maccheroni, Garibaldi ha dormito qui. Storia tragicomica dell’unità d’Italia e Il regno dei due cognati. Storia tragicomica di Napoli francese. Anche nella pagina scritta ritornano elementi tipici della sua poetica: storia e invenzione, erudizione e comicità, Napoli e il gusto di mettere in discussione le certezze attraverso il paradosso.
A cento anni dalla nascita, Riccardo Pazzaglia appare così ancora sorprendentemente contemporaneo. La sua è stata una cultura senza steccati, capace di considerare una canzone, una trasmissione radiofonica, un romanzo, una battuta televisiva o una scena cinematografica strumenti differenti dello stesso mestiere: raccontare gli uomini.
Ed è forse questo il filo conduttore più autentico della puntata che Giovanni Cecini e Michelangelo Iossa gli dedicano il 12 settembre. Non soltanto la celebrazione nostalgica di un anniversario, ma la riscoperta di un intellettuale popolare nel significato più alto dell’espressione, capace di essere insieme colto e immediato, napoletano e nazionale, ironico e profondo.
Un secolo dopo quel 12 settembre 1926, Napoli può dunque tornare a guardare uno dei suoi autori più versatili attraverso le parole, le immagini e le musiche che ha lasciato. Dal Rione Sanità a Quelli della Notte, dalle canzoni scritte per Domenico Modugno a Così parlò Bellavista, dalla radio sperimentale ai libri, il percorso di Riccardo Pazzaglia resta quello di un narratore impossibile da confinare in una sola definizione.
E proprio per questo ancora tutto da riscoprire.
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Canale YouTube Giovanni Cecini
E. Marinella x Luciano De Crescenzo – Cavalluccio Rosso
Cravatta Cavalluccio Rosso E. Marinella
Treccani – Domenico Modugno e la collaborazione con Pazzaglia


(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
