Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2026 arriva al momento culminante della sua 42ª edizione con una giornata che unisce riflessione culturale, intelligenza artificiale, informazione, ricerca, musica e spettacolo. Sabato 12 settembre, a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, è in programma la cerimonia ufficiale di consegna dei riconoscimenti, con la partecipazione dell’attore e regista Massimiliano Gallo, il concerto di Roberto Colella insieme a Michele Maione e l’esibizione dell’Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello “Paolo Ragone”. L’appuntamento con la premiazione è fissato alle 21.30 al Largo della Memoria, nello spazio antistante l’auditorium provinciale.

La serata rappresenta il punto d’arrivo di un’edizione che ancora una volta pone al centro il Mezzogiorno non soltanto come territorio geografico, ma come luogo di elaborazione culturale, ricerca, innovazione e confronto sui cambiamenti della società. Prima dello spettacolo serale, infatti, il programma prevede alle 18, nell’auditorium regionale, il convegno conclusivo dedicato al tema “La comunicazione conflittuale. Come la tecnologia condiziona il confronto pubblico”, con due sessioni che metteranno a confronto studiosi, giornalisti ed esperti sui nuovi scenari della comunicazione e dell’intelligenza artificiale.
La prima sessione, dedicata a “Media e informazione nell’epoca della generazione dei testi”, vedrà intervenire Luca De Biase, giornalista, saggista ed esperto di innovazione digitale e fondatore di Nova24 / Il Sole 24, Emma Giammattei, professoressa emerita dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e componente della Giuria del Premio, Massimo Marrelli, professore emerito di Scienza delle Finanze e già rettore dell’Università Federico II, Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista, e Lucio Romano, del Centro interuniversitario di ricerca bioetica e già senatore della Repubblica. A coordinare il confronto sarà il giornalista Emanuele Imperiali, componente della Giuria.
La seconda parte del convegno sposterà invece l’attenzione su “Le frontiere dell’IA: robot, nuovi linguaggi e coscienza digitale”. Tra i protagonisti ci saranno Paolo Benanti, docente di Etica della Tecnologia, Vincenzo Di Vincenzo, direttore de Il Mattino, Nicola Leone, professore ordinario di Informatica e già rettore dell’Università della Calabria, Amedeo Lepore, presidente della Giuria del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, e Paolo Spagnoletti, professore ordinario di Organizzazione aziendale e Digital Transformation alla Luiss Guido Carli e presidente di Cyber 4.0. Coordinerà Alfonso Ruffo, direttore de Il Denaro e componente della Giuria.
Il programma serale prenderà il via alle 21.30 con l’Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello “Paolo Ragone”, diretta dal maestro Maurizio Managò. La formazione calabrese arriva a Oliveto Citra dopo aver conquistato il Platinum Award alla dodicesima edizione del World Orchestra Festival di Vienna, risultato che trova un riconoscimento diretto anche nell’ambito del Sele d’Oro. L’Orchestra, nata nel 2009 e da anni impegnata nella formazione dei giovani attraverso la musica, riceve infatti il premio nella sezione Bona Praxis Young per il valore educativo, culturale e sociale della propria attività e per la capacità di creare concrete opportunità di crescita partendo dal Sud.
A seguire sarà protagonista Roberto Colella, autore, compositore e polistrumentista, impegnato nel suo percorso solista con l’album Ce sta sempe na via. Sul palco sarà accompagnato da Michele Maione. Nel corso della cerimonia interverrà inoltre Massimiliano Gallo, mentre la conduzione è affidata alla giornalista Giovanna Di Giorgio.
Proprio Massimiliano Gallo figura tra i nomi scelti per i riconoscimenti di questa 42ª edizione. La motivazione mette in risalto la sua capacità di raccogliere l’eredità della grande tradizione teatrale napoletana senza trasformarla in una memoria immobile, ma rendendola materia viva e contemporanea. Tra teatro e schermo, secondo la Giuria, l’attore e regista ha saputo restituire le molte anime di un Mezzogiorno capace di partire dalle proprie radici per trovare linguaggi nuovi con cui raccontare il presente.
Ampio e articolato è l’elenco dei premiati del Sele d’Oro Mezzogiorno 2026. Tra i Premi Speciali della Giuria figura Paolo Benanti, riconosciuto per il contributo all’approfondimento dei temi legati all’intelligenza artificiale, all’innovazione tecnologica e alle loro implicazioni etiche e sociali. Il suo lavoro di studio, ricerca e divulgazione ha posto al centro il delicato rapporto tra tecnologia, società e persona.
Un Premio Speciale va anche ad Anna Maria Colao, professore ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, per il contributo scientifico e professionale nel campo della medicina e della ricerca e per l’attività dedicata alle nuove frontiere dell’endocrinologia, della nutrizione e della cura della persona. La Giuria sottolinea il valore nazionale e internazionale del suo percorso accademico e scientifico.
Tra i premiati c’è inoltre Massimo Marrelli, professore emerito di Scienza delle Finanze e già rettore dell’Università Federico II di Napoli. Il riconoscimento valorizza il suo lungo percorso accademico e istituzionale, gli studi dedicati all’economia pubblica e allo sviluppo economico, nonché il contributo alla riflessione sul ruolo dello Stato, con un’attenzione particolare all’Italia e al Mezzogiorno.
Nella sezione Saggistica viene premiata Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista iraniana, per una produzione culturale concentrata sulla condizione delle donne, sulla pace e sulla conoscenza della realtà sociale e culturale dell’Iran. Tra i libri segnalati dalla Giuria figurano La casa dimenticata, Teheran. Il fascino millenario e l’inquietudine contemporanea e La notte sopra Teheran, opere considerate espressione di un impegno insieme culturale e civile.
Nella stessa sezione trova spazio Luca De Biase, premiato per il costante lavoro di analisi dei processi di trasformazione tecnologica e digitale e delle loro ricadute economiche e sociali. L’attività giornalistica e saggistica dell’esperto ha alimentato negli anni il confronto sui rapporti tra innovazione, lavoro, impresa e società contemporanea. Tra le opere indicate dalla Giuria c’è Pensare bene. Un’ecologia dei media per il XXI secolo, pubblicato da Treccani nel 2025. Una menzione speciale viene invece attribuita a Vincenzo Mario Sbrescia per il volume dedicato al prefetto Raffaele Sbrescia e per l’impegno nella valorizzazione della storia delle istituzioni e del meridionalismo.
Il giornalismo occupa uno spazio significativo nel palmarès 2026. Il riconoscimento va a Vincenzo Di Vincenzo, direttore de Il Mattino, del quale la motivazione evidenzia l’equilibrio e la vocazione inclusiva nella guida del quotidiano, oltre alla capacità di raccontare i progressi di Napoli e della Campania senza nasconderne le criticità. Nel documento della Giuria vengono richiamati anche i cambiamenti strutturali attesi per il capoluogo campano e il recupero di Bagnoli.
Premiata nella sezione Giornalismo anche Barbara Carfagna, giornalista Rai del Tg1, per essersi distinta nella realizzazione di una trasmissione di respiro internazionale dedicata alle società digitali. Il riferimento è a Codice, programma apprezzato, secondo la motivazione, per la qualità dei contenuti e la fluidità della conduzione.
La sezione Bona Praxis riconosce invece il lavoro di Nicola Leone, professore ordinario di Informatica e già rettore dell’Università della Calabria, premiato per l’attività scientifica sviluppata insieme all’équipe accademica del Campus di Arcavacata, indicato come una delle realtà particolarmente attrattive negli studi sull’intelligenza artificiale. Una menzione speciale della Giuria viene assegnata all’Associazione Paolo Broccoli Odv, apprezzata per l’attività di promozione culturale e per un progetto innovativo dedicato alla valorizzazione degli archivi casertani, considerati una risorsa per la conoscenza del Mezzogiorno.
Per il Premio Euromed – Saggi inediti viene scelta Vera Iuzzolino, autrice della tesi di dottorato La collezione d’arte tra appartenenza e continuità. Governo, separazione e circolazione nel diritto privato comparato, discussa all’Università di Salerno. La ricerca analizza gli strumenti giuridici attraverso cui tutelare, conservare e valorizzare le collezioni d’arte, confrontando modelli come trust, fondazioni e società e sviluppando una prospettiva europea e internazionale sul patrimonio culturale.
Tra i riconoscimenti compare anche Antonio Iodice, già parlamentare ed europarlamentare, vicepresidente del Partito Popolare Europeo e presidente dell’Istituto di Studi Politici “San Pio V”. Il premio valorizza il suo impegno nel considerare cultura, ricerca e alta formazione strumenti strategici per la crescita del Mezzogiorno e del Paese, con particolare attenzione alle nuove generazioni e al dialogo tra culture, istituzioni e società.
A essere premiato è inoltre Marco Trombetti, imprenditore e cavaliere del lavoro, per aver esplorato il rapporto tra intelligenza umana e artificiale e per aver posto la tecnologia al servizio della comprensione tra le persone. La motivazione insiste su una concezione dell’innovazione che non consiste soltanto nell’anticipare il futuro, ma nel renderlo più umano e capace di superare le distanze create dalle lingue.
La cerimonia del 12 settembre non chiuderà definitivamente il calendario musicale della manifestazione. Il gran concerto conclusivo del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno è infatti previsto per il 30 settembre alle 21.30 in piazza Europa. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale del Premio.
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