Napoli torna a esplorare le radici più profonde della comicità teatrale con ATELLANE, il nuovo ciclo di incontri, spettacoli e laboratori inserito nella rassegna UNICI TEATRO di Villa di Donato. Un progetto culturale che parte dall’antica tradizione delle Fabulae Atellanae, nate in Campania, per attraversare secoli di storia dello spettacolo e arrivare all’eredità artistica di Dario Fo e Franca Rame, due protagonisti fondamentali del teatro italiano contemporaneo.
L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Campania e dalla Fondazione Fo-Rame, sarà presentata ufficialmente giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 17.30, negli spazi di Villa di Donato, in via Macedonia 12, a Napoli. A guidare l’incontro sarà Jacopo Fo, direttore della rassegna, scrittore, attore e figlio di Dario Fo e Franca Rame, che accompagnerà il pubblico in un percorso capace di intrecciare ricerca storica, memoria familiare, formazione teatrale e spettacolo dal vivo.
L’obiettivo è valorizzare il ruolo della Campania nella nascita e nello sviluppo del teatro comico occidentale, riportando l’attenzione su una tradizione che, pur affondando le proprie radici nell’antichità, continua a influenzare il linguaggio della scena contemporanea. Le Fabulae Atellanae, forme di rappresentazione popolare caratterizzate dall’improvvisazione, dalla presenza di maschere riconoscibili e da situazioni comiche ricorrenti, costituiscono infatti un riferimento essenziale per comprendere l’evoluzione della comicità teatrale.
Come sottolinea Jacopo Fo, le Atellane rappresentano un patrimonio straordinario della civiltà campana e una delle fondamenta storiche della tradizione comica occidentale. Il loro linguaggio scenico, costruito sull’immediatezza della recitazione e sul rapporto diretto con gli spettatori, ha contribuito a delineare un modello espressivo destinato a lasciare tracce profonde nella storia del teatro.
La presentazione del 15 ottobre non sarà soltanto l’occasione per illustrare il calendario degli appuntamenti, ma anche un momento di confronto scientifico e culturale con studiosi ed esperti del mondo antico e delle discipline teatrali. Interverranno Aglaia McClintock, docente di Diritto Romano e Fondamenti del Diritto Europeo all’Università del Sannio; Ettore Massarese, autore e regista, già docente di Discipline dello spettacolo all’Università degli Studi di Napoli Federico II; Maria Luisa Chirico, presidente della Delegazione di Terra di Lavoro dell’Associazione Italiana di Cultura Classica e già professoressa ordinaria di Filologia classica; e Fabrizio Loffredo, studioso di antropologia del mondo antico, che parteciperà in collegamento. A coordinare il confronto sarà lo stesso Jacopo Fo.
L’appuntamento inaugurale sarà a ingresso libero, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo prenotazioni@villadidonato.it, e rappresenterà il punto di partenza di un programma pensato per coinvolgere non soltanto il pubblico degli appassionati, ma anche giovani attori, studenti e professionisti interessati ad approfondire le tecniche e le radici della rappresentazione comica.
Il primo grande appuntamento teatrale è fissato per venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 20.30, quando Jacopo Fo porterà per la prima volta a Napoli lo spettacolo Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo, una produzione della Compagnia teatrale Fo-Rame che nasce da un racconto autobiografico e diventa un viaggio personale attraverso ricordi, esperienze e riflessioni.
Al centro dello spettacolo c’è una domanda che ha accompagnato Jacopo Fo per gran parte della sua vita: che cosa significa crescere avendo come genitori due personalità artistiche così straordinarie? Da questo interrogativo prende forma una narrazione che restituisce il lato umano e familiare di Dario Fo e Franca Rame, andando oltre l’immagine pubblica dei due artisti.
Il racconto attraversa episodi privati, insegnamenti ricevuti e situazioni fuori dall’ordinario, mostrando come la crescita all’interno di una famiglia profondamente legata al teatro, all’impegno culturale e alla libertà espressiva abbia influenzato il percorso personale e artistico di Jacopo Fo.
Uno dei passaggi più significativi riguarda il rapporto con il padre e il valore della scrittura. Jacopo Fo ricorda un consiglio ricevuto da Dario Fo: quando una storia si blocca e non riesce più ad andare avanti, probabilmente è necessario tornare indietro e cercare uno sviluppo differente. Un insegnamento apparentemente semplice, ma capace di diventare una riflessione sul modo di raccontare, creare e interpretare la realtà.
Lo spettacolo si presenta così come un’occasione per conoscere da una prospettiva inedita due figure centrali della cultura italiana, attraverso uno sguardo che alterna ironia, affetto, memoria e consapevolezza. Non soltanto il racconto di una famiglia celebre, ma anche una riflessione sull’eredità che i genitori lasciano ai figli e sul significato della libertà creativa.
Il percorso proseguirà sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle ore 16.30 alle 19.30, con i laboratori teatrali condotti da Jacopo Fo, aperti a giovani attori, studenti e partecipanti interessati a confrontarsi direttamente con il linguaggio della scena. La partecipazione sarà gratuita, previa prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il secondo appuntamento con gli spettacoli è previsto per sabato 14 novembre 2026, alle ore 20.30, con Mistero Buffo e altre storie, opera di Dario Fo e Franca Rame, diretta e interpretata da Christian Poggioni per la Compagnia teatrale Fo-Rame. Anche questa produzione arriverà per la prima volta a Napoli nell’ambito del ciclo ATELLANE.
Lo spettacolo riporta al centro della scena il teatro dei giullari, la forza della satira e la capacità della comicità di mettere in discussione il potere, restituendo voce e dignità a chi viene abitualmente escluso dai racconti ufficiali della storia.
Proprio questa particolare visione del teatro fu uno degli elementi riconosciuti dall’Accademia Svedese quando, nel 1997, assegnò a Dario Fo il Premio Nobel per la Letteratura, celebrando una scrittura drammaturgica capace di recuperare la tradizione dei giullari medievali e trasformarla in uno strumento di critica sociale.
Attraverso l’interpretazione di Christian Poggioni, il pubblico potrà assistere a tre celebri storie tratte dall’universo teatrale di Dario Fo: La nascita del giullare, Il primo miracolo di Gesù Bambino e La parpaja topola. Tre racconti nei quali comicità, invenzione linguistica e osservazione della società si intrecciano per costruire una rappresentazione intensa, provocatoria e fortemente comunicativa.
Particolare importanza assume il grammelot, il linguaggio teatrale reso celebre da Dario Fo, costruito attraverso suoni, ritmo, intonazioni e contaminazioni dialettali. Una forma espressiva che supera il significato letterale delle parole e affida al corpo, alla voce e alla relazione con il pubblico il compito di comunicare emozioni, situazioni e conflitti.
Le giullarate, pur essendo strutturate come monologhi, diventano così veri e propri dialoghi con gli spettatori, chiamati a partecipare alla costruzione del racconto attraverso la propria immaginazione e sensibilità.
Lo spettacolo del 14 novembre sarà seguito, domenica 15 novembre, dalle ore 10.30 alle 13.30, da un laboratorio teatrale con Christian Poggioni, a ingresso libero. Un’ulteriore opportunità per approfondire il rapporto tra parola, gesto, improvvisazione e presenza scenica, elementi che collegano idealmente la tradizione delle antiche Atellane alla comicità contemporanea.
Con ATELLANE, Villa di Donato conferma la propria vocazione a luogo di produzione e diffusione culturale, trasformando la rassegna UNICI TEATRO in uno spazio di incontro tra ricerca accademica e pratica artistica. La scelta di partire dalle radici campane del teatro comico, per arrivare alle opere di Dario Fo e Franca Rame, permette di ricostruire un filo conduttore che attraversa epoche, stili e linguaggi differenti, mantenendo al centro la funzione sociale della risata.
Il programma assume inoltre un particolare valore formativo grazie alla presenza dei laboratori, che affiancano gli spettacoli e favoriscono il confronto diretto tra artisti e nuove generazioni. Un’impostazione che valorizza il teatro non soltanto come forma di intrattenimento, ma anche come strumento di conoscenza, partecipazione e trasmissione culturale.
Per quanto riguarda le informazioni pratiche, Villa di Donato, situata in via Macedonia 12, nei pressi di piazza Sant’Eframo a Napoli, aprirà alle ore 20.00 nelle serate di spettacolo, con inizio delle rappresentazioni alle 20.30. Per l’appuntamento del 14 novembre con Mistero Buffo e altre storie, il biglietto unico costa 40 euro, con tariffa di 30 euro per Magnifici77 e 35 euro per le associazioni. Al termine della rappresentazione è prevista una piccola cena a tema.
I biglietti sono disponibili anche in prevendita presso Concerteria, in via Michelangelo Schipa 15 a Napoli, mentre per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi direttamente a Villa di Donato. La prenotazione degli spettacoli si considera confermata soltanto dopo l’acquisto del biglietto; l’eventuale acquisto in sede è consentito all’ultimo momento, previa verifica della disponibilità.
Tra approfondimento scientifico, memoria artistica e spettacolo dal vivo, ATELLANE si propone dunque come un’occasione per riscoprire il ruolo storico della Campania nella nascita della comicità teatrale e per avvicinare il pubblico napoletano all’eredità di Dario Fo e Franca Rame. Un viaggio nel tempo che dimostra come il teatro, dalla tradizione popolare antica fino alla scena contemporanea, continui a trovare nella risata uno degli strumenti più potenti per raccontare l’essere umano e la società.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





