Tre spettacoli, tre sold out e un nuovo capitolo per il teatro sociale e inclusivo a Napoli. Dal 6 all’8 novembre 2026 il Teatro Colosimo di Napoli ospita Alice o il mondo alla rovescia, il nuovo lavoro del regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice, realizzato con la Compagnia della Scuola Elementare del Teatro. Un appuntamento che va ben oltre il debutto di una nuova produzione teatrale, perché rappresenta anche l’inizio di una fase importante per un progetto artistico e pedagogico che da anni mette al centro le persone, le loro fragilità, i talenti e il diritto di esprimersi liberamente attraverso l’arte.
Lo spettacolo, atteso dal pubblico e già sold out in tutte e tre le date napoletane, si presenta come un viaggio poetico nell’universo immaginario di Lewis Carroll, reinterpretato attraverso uno sguardo contemporaneo che supera le convenzioni del reale e invita a scoprire nuove possibilità di relazione con sé stessi e con gli altri. La fantasia diventa così uno strumento di conoscenza e di trasformazione, capace di ribaltare prospettive, abbattere barriere e restituire centralità a quelle sensibilità che troppo spesso la società tende a relegare ai margini.
Il debutto è fissato per venerdì 6 novembre alle ore 21, con una seconda rappresentazione sabato 7 novembre alla stessa ora e una terza domenica 8 novembre alle ore 18. Il successo delle prenotazioni testimonia l’interesse crescente verso un’esperienza teatrale che coniuga qualità artistica, ricerca espressiva e partecipazione sociale. Il percorso proseguirà martedì 10 novembre al Teatro Piccinni di Bari, nell’ambito della seconda edizione del BIFBA – Bari International Fest Bambin&Adolescenti*, dove si preannuncia un ulteriore tutto esaurito.
Con Alice o il mondo alla rovescia, Davide Iodice prosegue la ricerca avviata con Pinocchio, che cos’è una Persona?, spettacolo che nel 2024 ha conquistato il Premio Ubu e il riconoscimento dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, affermandosi come una delle esperienze più significative del teatro contemporaneo italiano. Un lavoro che ha dimostrato come la scena possa diventare uno spazio autentico di incontro tra esperienze umane differenti, superando le categorie tradizionali della normalità e della diversità.
Se nel precedente progetto, ispirato all’opera di Carlo Collodi, il cuore della narrazione era l’affermazione della propria natura straordinaria e irriducibile a qualsiasi modello imposto, nel nuovo spettacolo il confronto si sposta sul confine tra possibile e impossibile. Il mondo di Alice offre l’occasione per interrogarsi sulla libertà individuale, sulla costruzione dell’identità e sulla capacità di guardare la realtà da punti di vista inattesi.
Il Paese delle Meraviglie non è soltanto un territorio fantastico popolato da situazioni sorprendenti, ma diventa la metafora di una condizione umana nella quale ogni certezza può essere messa in discussione. Le porte che si aprono e si chiudono, gli specchi che deformano le immagini e i percorsi che sembrano non condurre da nessuna parte rappresentano altrettante possibilità di scoperta. In questo universo rovesciato, ciò che viene comunemente considerato un limite può trasformarsi in una risorsa e ciò che appare impossibile può rivelarsi una nuova forma di libertà.
È proprio nella capacità di ribaltare le prospettive che si riconosce uno degli elementi più importanti della poetica di Iodice. Il teatro non viene utilizzato per proporre modelli precostituiti, ma per mettere in discussione le convenzioni e restituire valore alle differenze. Il linguaggio scenico diventa uno strumento attraverso il quale esplorare emozioni, desideri, paure e aspirazioni, favorendo una dimensione di ascolto reciproco che attraversa il lavoro degli interpreti e coinvolge idealmente anche il pubblico.
La Scuola Elementare del Teatro, ideata e diretta da Davide Iodice e nata nel 2013, rappresenta da questo punto di vista un’esperienza particolarmente significativa. Il progetto si rivolge prioritariamente a persone con disabilità fisiche e intellettive e a chi vive condizioni di fragilità sociale ed economica, attraverso un modello di formazione artistica gratuita che riconosce nella partecipazione culturale un diritto e una possibilità concreta di crescita personale.
Non si tratta semplicemente di avvicinare al teatro persone che incontrano difficoltà nella vita quotidiana, ma di costruire una comunità artistica nella quale ciascuno possa contribuire con la propria sensibilità, il proprio linguaggio e la propria esperienza. La dimensione pedagogica e quella creativa procedono insieme, alimentandosi reciprocamente e dando vita a produzioni che trovano proprio nell’eterogeneità degli interpreti una delle principali fonti di ricchezza.
Questa filosofia emerge anche dalla composizione del cast di Alice o il mondo alla rovescia, che porta sul palcoscenico Annalisa Arbolino, Livia Bertè, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Simona De Cesare, Gianluca De Stefano, Chiara Alina di Sarno, Pina Farina, Alice Maggioletti, Marino Mazzei, Mara Merullo, Monica Palomby, Tonia Persico, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Antonio Senese, Jurij Tognaccini e Valerio Venosti.
Un insieme di interpreti che dà corpo a un progetto fondato sull’incontro tra identità differenti, dove la costruzione della scena diventa anche il risultato di un percorso condiviso di ricerca, relazione e crescita.
Davide Iodice firma l’ideazione, la drammaturgia, la regia e le scene dello spettacolo. La cura del percorso laboratoriale è affidata ad Annalisa D’Amato, insieme alla Scuola Elementare del Teatro, mentre Monica Palomby ed Eleonora Ricciardi collaborano al processo creativo e all’attività pedagogica. Chiara Alborino cura il training e le coreografie, Tonia Persico svolge il ruolo di tutor ed Eleonora Ricciardi è anche assistente alla regia.
La realizzazione delle scene è affidata a Fabio Cosimo, i costumi sono firmati da Daniela Salernitano con Federica Ferreri, il disegno luci è di Simone Picardi e la direzione di produzione è di Hilenia De Falco. Le fotografie sono di Guglielmo Verrienti.
Il debutto assume un valore ancora più importante perché coincide con l’avvio della nuova fase della Scuola Elementare del Teatro, che ha trovato una sede stabile all’interno del Teatro Colosimo, oggi identificato anche come Il Teatro delle Persone. Lo spazio è stato affidato dalla Regione Campania alla Fondazione Campania dei Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, che ne cura la gestione e ha seguito gli interventi di riqualificazione.
L’assegnazione della sede, avvenuta nel luglio 2026 attraverso un percorso istituzionale che ha coinvolto gli assessorati regionali competenti e la Città Metropolitana di Napoli, rappresenta un passaggio decisivo per garantire continuità a un’esperienza che nel corso degli anni ha dimostrato il proprio valore culturale e sociale.
Il Teatro Colosimo diventa così un luogo di produzione artistica, formazione e incontro, destinato ad accogliere attività che ampliano la tradizionale funzione degli spazi teatrali. Non soltanto rappresentazioni rivolte agli spettatori, dunque, ma anche laboratori, percorsi di apprendimento, esperienze di relazione e occasioni di confronto capaci di coinvolgere persone di età e provenienze differenti.
Il progetto è sostenuto dalla Regione Campania attraverso un modello di collaborazione che mette in rete il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival, con il contributo di realtà impegnate nella promozione culturale e sociale come F.O.R.G.A.T. ODV, la Fondazione Eduardo De Filippo, Interno5 e l’Asilo – Comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte, della cultura e dello spettacolo.
Una rete che permette di rafforzare il modello del Teatro delle Persone, fondato sull’idea che l’accesso alla cultura debba rappresentare un’opportunità concreta e non un privilegio riservato a pochi. In questa prospettiva, la nuova sede del Colosimo costituisce anche il punto di partenza per lo sviluppo di un Conservatorio Popolare per le Arti della Scena, capace di coniugare formazione gratuita, produzione artistica e partecipazione collettiva. Regione Campania+1
Il calendario delle attività prevede infatti un articolato programma di otto cicli laboratoriali, destinati ad ampliare le possibilità di coinvolgimento della comunità. Il primo appuntamento, intitolato Ascolto, prenderà il via il 16 novembre e sarà dedicato alle famiglie e alle persone che accompagnano quotidianamente gli allievi con disabilità. Attraverso incontri periodici di sostegno e confronto, il laboratorio intende estendere il lavoro pedagogico della Scuola oltre il palcoscenico, riconoscendo il ruolo fondamentale delle relazioni familiari e sociali.
Il percorso continuerà con Vocazione, un laboratorio nel quale il teatro diventa strumento di conoscenza personale e benessere individuale e collettivo, favorendo il riconoscimento dei talenti, delle attitudini e delle necessità espressive di ciascun partecipante.
Con Officina, invece, il progetto si apre a gruppi informali e compagnie teatrali, creando occasioni di incontro tra lavoratrici e lavoratori delle arti sceniche e contribuendo alla costruzione di nuove collaborazioni professionali e artistiche.
Un’attenzione particolare alla dimensione fisica ed espressiva caratterizza Corpo unico, il laboratorio dedicato alla danza e alla comunicazione non verbale, rivolto a persone con e senza disabilità. Il corpo diventa un linguaggio attraverso il quale sperimentare possibilità di movimento, relazione e comunicazione che non dipendono necessariamente dalla parola.
La musica trova spazio in Orchestria e Musicaria, due percorsi che puntano alla realizzazione di un’orchestra eterogenea e alla valorizzazione delle passioni musicali. Tra gli obiettivi figura anche la costruzione di strumenti originali attraverso tecniche di riciclo e l’impiego delle tecnologie contemporanee, in un intreccio tra creatività, sostenibilità e sperimentazione.
Il laboratorio Invisibile si rivolge prioritariamente a persone non vedenti e ipovedenti, proponendo un’esplorazione del teatro sensoriale attraverso percezione, immaginazione, presenza e relazione. Un’esperienza che invita a considerare la scena come uno spazio accessibile attraverso molteplici modalità di conoscenza e partecipazione.
Completa il programma Tutto il mondo è paese, un workshop interculturale dedicato a ragazze e ragazzi italiani e stranieri tra i 15 e i 25 anni. L’obiettivo è favorire l’incontro tra culture differenti, trasformando le diversità linguistiche e le esperienze personali in occasioni di dialogo e crescita condivisa.
L’insieme di queste attività dimostra come il progetto della Scuola Elementare del Teatro intenda superare la distinzione tra produzione artistica e intervento sociale. Il teatro diventa un luogo nel quale si costruiscono relazioni, si riconoscono capacità spesso poco valorizzate e si sperimentano nuove forme di appartenenza.
È in questo contesto che Alice o il mondo alla rovescia acquista il suo significato più profondo. Lo spettacolo non si limita a reinterpretare un classico della letteratura, ma porta sulla scena una riflessione sulla possibilità di immaginare una società diversa, nella quale le persone non siano definite esclusivamente dai propri limiti o dalle condizioni di partenza.
L’universo immaginato da Lewis Carroll diventa il terreno ideale per mettere in discussione gerarchie e consuetudini. Nel Paese delle Meraviglie nulla è definitivamente stabilito, le regole possono essere sovvertite e l’identità può essere osservata da prospettive nuove. È un mondo nel quale la fragilità può manifestare una forza inattesa, mentre il potere, apparentemente solido, può rivelare tutta la propria precarietà.
La dimensione poetica si intreccia così con quella civile, senza che il messaggio prevalga sull’esperienza teatrale. Il valore del progetto risiede proprio nella capacità di affidare alle immagini, ai corpi e alle relazioni sceniche una riflessione che riguarda il modo in cui la società accoglie le differenze e riconosce la dignità delle persone.
Il successo registrato dalle tre rappresentazioni napoletane conferma l’attenzione verso un teatro che non rinuncia alla sperimentazione e che trova nella partecipazione una delle proprie ragioni fondamentali. Per Napoli e per la Campania, il debutto dello spettacolo rappresenta anche un’occasione per valorizzare un modello culturale nel quale istituzioni, artisti e realtà associative collaborano per costruire opportunità durature.
Con il nuovo corso del Teatro Colosimo, la città si arricchisce di uno spazio che considera l’arte una pratica collettiva, aperta alle differenze e capace di incidere concretamente sulla vita delle persone.
Alla fine, il viaggio di Alice sembra suggerire proprio questo: per scoprire un mondo diverso non è sempre necessario cercare luoghi lontani, ma può bastare modificare il proprio sguardo, riconoscere il valore dell’altro e concedersi la libertà di immaginare ciò che ancora non esiste.
È questa la prospettiva che Davide Iodice porta nuovamente sulla scena, trasformando la fantasia in una possibilità di emancipazione e il teatro in uno spazio di incontro autentico. Un luogo nel quale la fragilità non è sinonimo di debolezza, la differenza non rappresenta un ostacolo e ogni persona può trovare una propria voce.
Perché, come ricorda il messaggio che accompagna Alice o il mondo alla rovescia, il segreto è «circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore». Ed è forse proprio da questo incontro tra sensibilità, immaginazione e umanità che può nascere, ogni giorno, un nuovo Paese delle Meraviglie.
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(foto di Guglielmo Verrienti fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
