Napoli diventa protagonista del dialogo europeo sulla conoscenza, sulla formazione universitaria e sull’innovazione scientifica. Venerdì 6 novembre 2026, alle ore 10, l’Aula Magna Storica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ospiterà il Forum Italia-Francia 2026 per l’Europa della conoscenza, un importante appuntamento internazionale dedicato al rafforzamento della cooperazione tra Italia e Francia e alla costruzione di un sistema europeo della ricerca e dell’istruzione superiore sempre più competitivo, integrato e capace di affrontare le sfide del futuro.
L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e degli enti di ricerca dei due Paesi, con l’obiettivo di promuovere nuove strategie condivise nei settori dell’alta formazione, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione. Al centro del confronto ci saranno il futuro delle università europee, le competenze richieste dal mercato del lavoro, l’attrazione dei talenti, le infrastrutture scientifiche e il ruolo della cooperazione internazionale nel rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Unione europea.
La scelta di Napoli come sede del Forum Italia-Francia 2026 conferma la centralità dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nel panorama accademico internazionale e rappresenta un’occasione significativa per valorizzare il contributo del Mezzogiorno alla crescita scientifica, culturale e tecnologica dell’Europa. In un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti economici e geopolitici, la collaborazione tra sistemi universitari assume infatti un’importanza crescente, perché dalla capacità di produrre conoscenza, sviluppare nuove competenze e sostenere la ricerca dipende una parte fondamentale della competitività europea.
Il Forum si inserisce in un percorso diplomatico e istituzionale già consolidato, che trova uno dei suoi principali riferimenti nel Trattato del Quirinale, sottoscritto nel 2021 per rafforzare la cooperazione bilaterale tra Italia e Francia. Un accordo che ha posto le basi per una collaborazione più strutturata in numerosi ambiti strategici, compresi l’istruzione superiore, la ricerca scientifica, la cultura e l’innovazione.
A questo percorso si è aggiunto il Memorandum d’Intesa firmato nel luglio 2025 tra il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) italiano e il ministero francese competente per l’istruzione superiore e la ricerca. L’intesa ha ulteriormente rafforzato la volontà dei due Paesi di sviluppare iniziative congiunte, favorire gli scambi accademici e costruire strumenti di collaborazione capaci di incidere concretamente sulla qualità della formazione e sull’avanzamento scientifico.
Un ulteriore passaggio è stato rappresentato dal vertice bilaterale di Antibes del 25 giugno 2026, durante il quale è stata ribadita l’importanza strategica della cooperazione italo-francese per la competitività dell’Europa, l’autonomia nelle scelte tecnologiche e la capacità dell’Unione di sviluppare competenze e infrastrutture scientifiche indipendenti. Il Forum di Napoli nasce dunque come prosecuzione di un dialogo che punta a trasformare gli impegni istituzionali in opportunità concrete per università, ricercatori, studenti e imprese innovative.
Ad aprire i lavori, alle ore 10, saranno i saluti istituzionali del rettore della Federico II, Andrea Mazzucchi, dell’ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, e del direttore generale dell’Internazionalizzazione del MUR, Gianluigi Consoli. La partecipazione di rappresentanti di alto profilo istituzionale testimonia il rilievo attribuito all’appuntamento e la volontà di consolidare un confronto permanente sulle politiche europee della conoscenza.
Il programma entrerà nel vivo con tre sessioni plenarie dedicate ad alcune delle questioni più rilevanti per il futuro del sistema universitario europeo. Il primo confronto riguarderà le Alleanze delle università europee, strumenti di cooperazione attraverso i quali gli atenei di diversi Paesi possono sviluppare percorsi formativi comuni, progetti di ricerca condivisi e nuove opportunità di mobilità internazionale.
Particolare attenzione sarà riservata allo European Label e alla prospettiva della Laurea europea, due elementi del dibattito sull’integrazione dell’istruzione superiore. L’obiettivo è favorire una maggiore collaborazione tra gli atenei, valorizzare i percorsi accademici internazionali e rendere più semplice la costruzione di esperienze formative che coinvolgano contemporaneamente diversi sistemi universitari nazionali.
In questa prospettiva, la cooperazione tra Italia e Francia può assumere un ruolo determinante. I due Paesi condividono una lunga tradizione culturale e scientifica, ma soprattutto possono contribuire alla costruzione di uno spazio universitario europeo più aperto, nel quale studenti, docenti e ricercatori abbiano maggiori possibilità di partecipare a programmi internazionali e accedere a reti di eccellenza.
Il secondo grande tema del Forum Italia-Francia 2026 a Napoli sarà dedicato alle competenze STEM, acronimo che identifica le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Si tratta di settori sempre più strategici per lo sviluppo economico, per la trasformazione digitale e per la capacità dell’Europa di competere nei mercati internazionali.
La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, l’evoluzione delle tecnologie digitali e le trasformazioni dei sistemi produttivi rendono necessario investire nella formazione di nuove professionalità e nella valorizzazione dei talenti. Università e centri di ricerca sono chiamati a svolgere un ruolo essenziale, non soltanto attraverso la trasmissione delle conoscenze, ma anche favorendo percorsi interdisciplinari, esperienze internazionali e una maggiore connessione tra formazione e innovazione.
Il confronto sull’attrattività dei talenti sarà particolarmente importante per comprendere come rendere le università europee più competitive, migliorando le opportunità offerte ai giovani ricercatori e creando condizioni favorevoli alla circolazione delle competenze. Per l’Italia e per il Mezzogiorno, queste riflessioni assumono un significato particolare, perché la capacità di attrarre e valorizzare capitale umano qualificato rappresenta una delle principali leve dello sviluppo territoriale.
La terza sessione plenaria affronterà il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Francia nello Spazio europeo della ricerca, con uno sguardo rivolto al futuro Programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione, conosciuto come FP10.
Il prossimo ciclo della programmazione europea rappresenta una prospettiva fondamentale per definire le priorità scientifiche e tecnologiche dei prossimi anni. In questo scenario, il dialogo tra i due Paesi potrà contribuire a individuare settori di collaborazione strategica, favorire la partecipazione a progetti internazionali e rafforzare le reti tra università, laboratori e organismi di ricerca.
La competitività dell’Europa, del resto, non dipende esclusivamente dalla capacità di sviluppare nuove tecnologie, ma anche dalla possibilità di trasformare i risultati della ricerca in innovazioni utili alla società e al sistema produttivo. Una sfida che richiede investimenti, cooperazione istituzionale e una visione condivisa delle politiche scientifiche.
Nel pomeriggio, il Forum proseguirà con due sessioni tematiche parallele, pensate per approfondire aspetti complementari del futuro della ricerca europea.
La prima sarà dedicata alle infrastrutture di ricerca e alle tecnologie strategiche per la leadership scientifica dell’Europa. Laboratori avanzati, piattaforme tecnologiche, grandi infrastrutture sperimentali e sistemi di condivisione dei dati rappresentano strumenti indispensabili per sostenere progetti scientifici complessi e favorire la collaborazione internazionale.
Il rafforzamento di queste infrastrutture costituisce una priorità per garantire ai ricercatori europei condizioni competitive e per ridurre la dipendenza tecnologica da altri contesti internazionali. La cooperazione tra Italia e Francia può contribuire a sviluppare progettualità condivise, valorizzando competenze e risorse già presenti nei rispettivi sistemi scientifici.
La seconda sessione parallela sarà invece dedicata al contributo delle scienze umane e sociali nell’interpretazione delle trasformazioni prodotte dalle nuove tecnologie.
Un tema particolarmente attuale, considerando che innovazioni come l’intelligenza artificiale, l’automazione e la digitalizzazione non modificano soltanto i processi produttivi, ma incidono anche sulle relazioni sociali, sui diritti, sull’organizzazione del lavoro e sulle modalità di accesso alla conoscenza.
In questo contesto, il dialogo tra discipline tecnologiche e umanistiche diventa essenziale per orientare l’innovazione verso obiettivi di sostenibilità, inclusione e responsabilità sociale. La costruzione di un’Europa più competitiva non può infatti prescindere dalla capacità di comprendere le conseguenze culturali, economiche ed etiche del progresso scientifico.
Uno dei momenti più significativi della giornata sarà la sessione conclusiva dedicata direttamente agli studenti e alle studentesse che hanno beneficiato di borse di studio per la mobilità franco-italiana.
L’incontro, intitolato La mobilità franco-italiana: esperienze, percorsi e prospettive, offrirà spazio alle testimonianze di chi ha vissuto esperienze di studio e formazione tra i due Paesi, permettendo di conoscere il valore concreto della cooperazione accademica internazionale.
A moderare il confronto saranno Caterina Severino, professoressa di diritto pubblico presso Sciences Po Aix e vicepresidente del Consiglio esecutivo dell’Università Italo-Francese (UIF), e Valeria Costantino, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e vicepresidente della European University Foundation.
Le testimonianze degli studenti rappresenteranno un’occasione per riflettere sull’importanza della mobilità internazionale come strumento di crescita personale, accademica e professionale. Studiare all’estero significa infatti confrontarsi con differenti approcci didattici, migliorare le competenze linguistiche, sviluppare capacità di adattamento e costruire relazioni che possono accompagnare l’intero percorso lavorativo.
Attraverso programmi di scambio e borse di studio, la cooperazione tra Italia e Francia contribuisce inoltre a rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio europeo condiviso, nel quale la conoscenza supera i confini nazionali e diventa patrimonio comune.
I lavori del Forum si svolgeranno in italiano e francese, sottolineando anche sul piano linguistico la dimensione bilaterale dell’iniziativa.
Per Napoli, ospitare questo appuntamento significa inserirsi ancora una volta al centro di una riflessione internazionale sulle prospettive della formazione superiore e dell’innovazione. La Federico II, con la sua lunga tradizione accademica, rappresenta un punto di riferimento importante per il sistema universitario meridionale e un interlocutore significativo nei processi di internazionalizzazione della ricerca.
L’evento offre inoltre l’opportunità di richiamare l’attenzione sul ruolo che le università del Sud Italia possono svolgere nella costruzione di nuove reti scientifiche europee. La collaborazione internazionale, infatti, può favorire la crescita dei territori attraverso l’attrazione di competenze, la partecipazione a progetti di ricerca e lo sviluppo di ecosistemi innovativi capaci di generare ricadute economiche e sociali.
Il Forum Italia-Francia 2026 si presenta quindi non soltanto come un momento di confronto istituzionale, ma come un appuntamento dal forte valore strategico per il futuro dell’Europa. Università, ricerca, innovazione e mobilità studentesca costituiscono elementi fondamentali di un progetto che punta a rendere l’Unione europea più autonoma, competitiva e protagonista delle grandi trasformazioni internazionali.
La sfida sarà tradurre il dialogo tra istituzioni e comunità scientifiche in collaborazioni durature, capaci di offrire nuove opportunità alle giovani generazioni e di sostenere il progresso tecnologico e culturale.
Il messaggio che emerge dall’iniziativa è chiaro: un’Europa più forte si costruisce investendo nella conoscenza, nella formazione e nella cooperazione tra i Paesi. Ed è proprio da Napoli, dall’Aula Magna Storica della Federico II, che il 6 novembre partirà un nuovo momento di confronto sulle strategie necessarie per trasformare questa visione in un futuro condiviso.
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- Università degli Studi di Napoli Federico II
- Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)
- Commissione europea – Iniziativa delle università europee
