La sfida del Mezzogiorno si gioca anche e soprattutto sulle infrastrutture. È quanto emerso con forza durante il convegno “Napoli–Bari e Salerno–Reggio Calabria – Investimenti, connessioni, sviluppo”, tenutosi a Napoli il 23 giugno 2025, dove il presidente dell’Acen, Angelo Lancellotti, ha sottolineato il ruolo strategico delle due direttrici ferroviarie nell’ambito della rete centrale TEN-T (Trans-European Transport Network), la dorsale dell’Unione Europea per l’intermodalità e la mobilità sostenibile. «Questi tracciati – ha dichiarato – non sono semplici linee ferroviarie ma infrastrutture strutturali, concepite per avvicinare territori, rafforzare la competitività logistica, interconnettere le città in meno di 30 minuti e abbattere le emissioni di CO₂ fino al 60% entro il 2050».
L’intervento di Lucio Menta, direttore investimenti di Rete Ferroviaria Italiana, ha reso ancora più chiaro l’impatto dell’opera: «Oltre 23 miliardi di euro di investimenti attivi in Campania rappresentano un’occasione storica. Connettere il Sud significa trasformarlo in protagonista dello sviluppo sostenibile». I cantieri della Napoli–Bari e della Salerno–Reggio Calabria si inseriscono nel disegno del PNRR, che punta non solo alla ripartenza post-pandemica ma a una vera metamorfosi infrastrutturale del Meridione, agendo su accessibilità, tempi di percorrenza e logistica green.
A confermare la portata economica delle opere è stato Luca Bianchi, direttore della Svimez. Secondo i dati dell’associazione, il solo investimento di 6 miliardi per la Napoli–Bari genererà 4,4 miliardi di valore aggiunto e oltre 62.000 nuovi posti di lavoro. Ma l’impatto è anche sociale: il potenziamento dell’asse est-ovest sblocca il potenziale industriale inespresso delle aree interne, come Irpinia e Sannio, che da decenni subiscono spopolamento e isolamento.
Eppure, la strada è ancora lunga. «Il divario infrastrutturale tra Nord e Sud è inaccettabile», ha ribadito Paola Marone, presidente di Federcostruzioni. «Il compito del PNRR è colmare questo gap per fermare l’emorragia di capitale umano e attrarre investimenti di lungo periodo». Le sue parole hanno trovato eco nell’intervento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha rimarcato come infrastrutture e mobilità siano elementi fondanti della qualità della vita urbana: «Il Comune è soggetto attuatore di 86 progetti finanziati da PNRR e altre fonti, per un totale di circa un miliardo di euro. Il potenziamento dei trasporti e della mobilità dolce è la voce più rilevante. Oggi serve uno scatto in avanti: Napoli e il Sud devono essere il motore dell’Italia, non più fanalino di coda».
Il convegno, moderato da Mario Hübler, direttore dell’Acen, ha rappresentato un momento cruciale per riflettere sulla necessità di una visione integrata che coniughi rigenerazione territoriale, innovazione logistica e sostenibilità ambientale. Le direttrici ferroviarie Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria, oggi più che mai, sono le spina dorsale di un futuro meridionale connesso, attrattivo e resiliente.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa ACEN)





