Mercoledì 23 settembre 2026, alle ore 18, la Feltrinelli di piazza dei Martiri a Napoli ospita la presentazione di La fabbricante di isole. Viaggio dentro l’immaginario del Sud, il nuovo libro di Antonella Cilento, pubblicato da Bottega Errante Edizioni. La scrittrice dialogherà con Giuseppe Montesano, mentre le letture saranno affidate all’attrice Gea Martire. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’appuntamento è confermato nel calendario ufficiale della libreria Feltrinelli di Napoli.
L’incontro si annuncia come qualcosa di più di una tradizionale presentazione editoriale. Il libro di Antonella Cilento, arrivato nelle librerie il 26 agosto 2026, nasce infatti da un viaggio reale e insieme immaginario attraverso il Mezzogiorno, le sue città, le sue memorie e le sue molteplici identità. È un itinerario che conduce il lettore dalla Campania alla Puglia, dalla Calabria alla Sicilia, intrecciando storia, arte, letteratura, paesaggio e vita quotidiana.
La domanda da cui prende le mosse La fabbricante di isole è tanto semplice quanto difficile da risolvere: che cos’è davvero il Sud? Una geografia delimitata sulle carte, una visione del mondo, un archivio di immagini e memorie oppure un insieme di luoghi comuni ripetuti fino a sembrare verità? Il volume non cerca una risposta definitiva, ma attraversa questa domanda, trasformandola in uno strumento per osservare il Mediterraneo e le sue contraddizioni.
Nel racconto di Antonella Cilento, il Sud appare come una terra concreta e, nello stesso tempo, come una categoria dello sguardo. È un luogo segnato dal passaggio di civiltà diverse, dalla presenza della Magna Grecia, dalle stratificazioni linguistiche e culturali, dagli incontri e dagli scontri avvenuti lungo le rotte mediterranee. Non è quindi uno spazio immobile o periferico, ma un territorio che continua a produrre storie, idee, visioni artistiche e domande sul presente.
Da Napoli a Palermo, da Casarano a Galatina, da Soleto a Sibari, fino a Gerace, Siracusa e Noto, il libro costruisce una geografia sentimentale composta da città e piccoli centri, teatri, rovine, chiese bizantine, dialetti, artisti, scrittori e paesaggi. Ogni tappa diventa l’occasione per interrogare ciò che rimane del passato e ciò che il presente rischia di cancellare, ma anche per raccontare la capacità dei luoghi di reinventarsi e di custodire tracce spesso invisibili a uno sguardo frettoloso.
Il viaggio proposto da La fabbricante di isole procede lentamente, lasciando spazio all’osservazione e all’ascolto. Le isole richiamate dal titolo non sono soltanto territori circondati dal mare. Possono essere comunità, città, lingue, ricordi e identità che sembrano vivere separate, ma che appartengono a una medesima storia mediterranea. L’autrice le avvicina attraverso la scrittura, ricomponendo legami culturali che il tempo, l’abbandono e le narrazioni stereotipate hanno reso meno evidenti.
Il Mezzogiorno raccontato da Antonella Cilento non coincide con una cartolina rassicurante. Alla bellezza dei paesaggi e alla ricchezza del patrimonio storico si affiancano l’incuria, le occasioni mancate, le disuguaglianze e le ferite lasciate da uno sviluppo spesso incompleto. Proprio questa convivenza tra splendore e abbandono impedisce al racconto di scivolare nella celebrazione nostalgica o nella denuncia convenzionale. Il Sud emerge, piuttosto, come un laboratorio nel quale memoria e futuro continuano a misurarsi.
Lo sguardo dell’autrice si sofferma anche sulla distanza tra i luoghi vissuti e la loro rappresentazione. Da secoli il Mezzogiorno viene descritto attraverso immagini opposte: paradiso naturale o terra irrimediabilmente arretrata, culla di civiltà o spazio marginale, destinazione turistica o simbolo di problemi mai risolti. La fabbricante di isole prova a oltrepassare queste semplificazioni, restituendo al Sud la sua complessità e la possibilità di essere raccontato dall’interno.
Il Mediterraneo diventa così uno spazio culturale condiviso, una superficie che apparentemente separa le terre ma che, nella storia, ha favorito viaggi, scambi e contaminazioni. Le città attraversate da Antonella Cilento portano ancora i segni di questa lunga relazione: nelle architetture, nei vocaboli, nei riti, nella cucina, nelle tradizioni e nelle opere degli scrittori e degli artisti che le hanno abitate o immaginate. Il volume invita il lettore a riconoscere tali connessioni e a guardare il paesaggio come un testo nel quale passato e presente si sovrappongono.
Nata a Napoli, Antonella Cilento insegna scrittura creativa dal 1993 e ha fondato Lalineascritta Laboratori di Scrittura, una delle prime realtà italiane dedicate all’insegnamento della narrazione. Coordina inoltre il master “SEMA. Mestieri della scrittura e dell’editoria dall’artigianato al digitale”, nato dalla collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa, e dirige la rassegna internazionale Strane Coppie.
Tra le sue opere figurano Lisario o il piacere infinito delle donne, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Boccaccio, Non leggerai, Solo di uomini il bosco può morire, La babilonese, Quaderno di scrittura creativa e Il sole non bagna Napoli. La sua produzione attraversa narrativa, saggistica, teatro, radio e cinema, mantenendo un legame costante con Napoli, la memoria dei luoghi e il potere trasformativo della scrittura.
La presentazione alla Feltrinelli di piazza dei Martiri offrirà dunque al pubblico napoletano l’opportunità di entrare nel laboratorio del libro e di ascoltarne alcune pagine attraverso la voce di Gea Martire. Il confronto con Giuseppe Montesano potrà approfondire i temi letterari e civili di un’opera che interroga il modo in cui il Sud viene raccontato, osservato e immaginato.
La fabbricante di isole invita in definitiva a rallentare lo sguardo e a considerare il Mezzogiorno non come un’identità uniforme, ma come un arcipelago di esperienze. È un viaggio letterario dentro città celebri e luoghi meno conosciuti, fra rovine antiche e contraddizioni contemporanee, capace di ricordare che il Sud, prima ancora di essere una geografia, è una domanda che riguarda l’intero Paese.
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(foto tratta dal profilo Instagram di Bottega Errante)
