Alla Città della Scienza di Napoli la divulgazione scientifica compie un passo deciso verso il futuro. Il 24 gennaio 2026 è stato presentato ufficialmente Aphel, il primo robot umanoide guida museale con una presenza permanente all’interno di Corporea, il museo interattivo dedicato al corpo umano. Un debutto accolto con entusiasmo da famiglie, studenti e appassionati di tecnologia, che hanno potuto sperimentare dal vivo un nuovo modo di vivere il museo: più accessibile, empatico e immersivo.
Aphel non è una semplice attrazione tecnologica, ma una vera e propria interfaccia intelligente tra visitatori e contenuti scientifici. Dotato di intelligenza artificiale, capacità di movimento autonomo, voce naturale, gestualità ed espressioni empatiche, il robot accompagna il pubblico tra gli exhibit, risponde alle domande, spiega contenuti multimediali e raccoglie feedback. Tre unità operative – una per ciascun piano del museo – rendono l’esperienza fluida e personalizzata, trasformando la visita in un dialogo continuo tra uomo e tecnologia.
Sviluppato dalla PMI innovativa Predict, Aphel è stato pensato fin dall’inizio come presenza stabile, integrata nella quotidianità del museo. Una scelta che rafforza il ruolo di Corporea come primo museo interattivo europeo sul corpo umano e che posiziona Città della Scienza tra i Science Centre più avanzati nel panorama internazionale, grazie alla collaborazione virtuosa tra istituzioni culturali, imprese innovative e ricerca.
All’evento inaugurale hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente Riccardo Villari, la Vicepresidente Giuseppina Tommasielli e lo staff del Science Centre di Coroglio. Nel suo intervento, Villari ha sottolineato come Aphel rappresenti il primo tassello del percorso di rinnovamento tecnologico del museo previsto per il 2026, evidenziando il valore del robot come strumento di inclusione, accessibilità e comunicazione immediata per tutte le fasce d’età.
L’arrivo di Aphel rientra nel progetto “Logicamente”, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dell’APQ “Ricostruzione Città della Scienza”, a valere su risorse FSC. Un investimento che conferma la volontà di rendere la divulgazione scientifica sempre più concreta, partecipata e in sintonia con le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata alla cultura.
Con Aphel, il museo non si limita a raccontare il corpo umano, ma diventa esso stesso un organismo vivo, capace di interagire, ascoltare e adattarsi ai suoi visitatori. Un segnale forte di come tecnologia e scienza possano dialogare con il pubblico in modo naturale, abbattendo barriere e stimolando curiosità, soprattutto nelle nuove generazioni.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


