Napoli si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più raffinati della stagione cameristica con l’arrivo dell’Armida Quartett, prestigiosa formazione tedesca che giovedì 26 marzo, alle ore 20, sarà protagonista nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella per la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti. L’evento segna l’avvio di un percorso artistico di grande respiro dedicato a Franz Schubert, un progetto che guarda già al 2028, anno in cui ricorrerà il bicentenario della morte del grande compositore austriaco.
Il concerto napoletano rappresenta infatti la prima tappa italiana del cosiddetto “Progetto Schubert”, con cui i musicisti dell’Armida Quartett intendono rendere omaggio al genio viennese attraverso l’esecuzione progressiva dei suoi quartetti per archi. Una scelta che non ha solo il valore di una celebrazione, ma che si presenta come un vero itinerario musicale e culturale dentro una delle scritture più intense, liriche e moderne dell’intero repertorio cameristico europeo. Per questa serata inaugurale il quartetto proporrà il Quartetto in sol minore D. 173, opera giovanile di rara finezza, accanto al Quartetto in sol maggiore D. 887, unanimemente considerato uno dei vertici assoluti della musica da camera di Schubert e suo autentico testamento cameristico.
A sottolineare il rilievo dell’iniziativa è stato Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti, che ha evidenziato come il progetto coinvolga una delle formazioni più autorevoli della scena europea e come Napoli sia stata scelta per ospitarne non solo l’esordio, ma anche le successive tappe fino al 2028. È una notizia importante per il pubblico partenopeo e per tutti gli appassionati di musica classica, perché conferma il ruolo della città come punto di riferimento per i grandi circuiti della musica da camera internazionale.
Del resto, nei quartetti di Schubert si concentra una parte essenziale della sua poetica: il canto interiore, il chiaroscuro emotivo, le improvvise svolte armoniche, la tensione continua tra intimità e slancio drammatico. Proprio per questo, come osserva ancora Tommaso Rossi, il compositore continua a parlare con forza anche al pubblico contemporaneo, compresi i più giovani, grazie a una scrittura che conserva una sorprendente freschezza espressiva e una modernità quasi inquieta. La proposta dell’Armida Quartett si inserisce perfettamente in questa prospettiva, offrendo una lettura che promette rigore, profondità e partecipazione emotiva.
Fondato a Berlino nel 2006 dai violinisti Martin Fulda e Wojciech Koprowski, dalla violista Teresa Schwamm e dal violoncellista Peter-Philipp Staemmler, l’Armida Quartett si è imposto all’attenzione internazionale soprattutto dopo il primo premio conquistato nel 2012 al Concorso ARD di Monaco. Da quel momento l’ensemble ha consolidato una reputazione di altissimo livello, sostenuta da una notevole coesione interpretativa e da un’identità sonora riconoscibile, apprezzata dalla critica e dal pubblico dei maggiori festival. Tra gli elementi che ne hanno rafforzato il prestigio c’è anche il progetto discografico Mozart Exploded, accolto con grande interesse negli ambienti musicali internazionali.
Il programma annunciato per Napoli ha dunque il fascino delle grandi occasioni. Da una parte c’è il volto più giovane di Schubert, ancora immerso in una fase di scoperta e costruzione del proprio linguaggio; dall’altra c’è il compositore maturo, capace di scolpire nel Quartetto D. 887 una visione musicale monumentale, inquieta, luminosa e tragica al tempo stesso. È proprio in questo dialogo tra inizio e compimento che il concerto acquista un significato speciale, trasformandosi in una sorta di racconto sonoro della parabola creativa schubertiana.
L’iniziativa avrà inoltre una continuità precisa nei prossimi anni. Nel 2027 il ciclo proseguirà con i quartetti D. 112, D. 87 e il celebre Rosamunde, mentre nel 2028 giungerà a compimento con il Quartettsatz D. 703, il Quartetto D. 353 e il capolavoro La morte e la fanciulla. Una programmazione di tale coerenza e respiro non è frequente nei cartelloni italiani e testimonia la volontà dell’Associazione Scarlatti, presieduta da Oreste de Divitiis, di investire in progetti artistici di lunga durata e di forte valore culturale.
La presenza dell’Armida Quartett a Napoli assume quindi il significato di un evento che va oltre il singolo concerto. È l’inizio di un cammino che mette al centro Schubert, ma anche il rapporto tra tradizione europea, alta interpretazione e formazione del pubblico. In una città che da sempre vive di musica, l’appuntamento del 26 marzo si annuncia come una serata di grande intensità, destinata a richiamare non solo gli appassionati più fedeli della classica, ma anche chi desidera avvicinarsi a un repertorio capace di emozionare ancora oggi con straordinaria immediatezza.
Per assistere al concerto, i biglietti sono disponibili in una fascia compresa tra 18 e 10 euro, con riduzioni previste per enti convenzionati, under 30 e studenti di conservatorio. Tutte le informazioni utili sono disponibili attraverso i riferimenti ufficiali dell’Associazione Scarlatti.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
