Napoli si prepara ad accogliere una nuova iniziativa dedicata a chi sceglie l’adozione e ai bambini che ne sono protagonisti: si chiama A.I.D.A. – Insieme per l’adozione ed è un progetto di supporto, accompagnamento e tutela promosso dall’associazione Consulo aps insieme al Distretto di Napoli dell’Ami – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, con il patrocinio del Comune di Napoli. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete concreta attorno alle famiglie adottive, prima e dopo l’ingresso del minore in famiglia, per sostenere l’equilibrio emotivo ed educativo, prevenire possibili crisi relazionali e ridurre il rischio di disadattamento sociale, offrendo al tempo stesso un orientamento chiaro anche nei passaggi più delicati del percorso.
La presentazione pubblica è fissata per venerdì 20 febbraio 2026, dalle ore 16 alle 18, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino (Castel Nuovo), a Napoli: una cornice istituzionale che sottolinea la volontà di rendere l’adozione non solo un fatto privato, ma un tema di comunità, da sostenere con strumenti competenti e continuativi.
Il progetto A.I.D.A. si muove su un punto spesso trascurato: l’adozione non “inizia” con l’arrivo del bambino e non “finisce” con l’esito positivo dell’iter, ma attraversa fasi complesse — emotive, educative, sociali e anche burocratiche — in cui la coppia può sentirsi isolata o poco compresa. In questa prospettiva, l’idea di un supporto coordinato diventa una forma di tutela preventiva: uno spazio in cui le coppie possano elaborare aspettative e paure, trovare indicazioni pratiche, confrontarsi con esperienze simili e, soprattutto, non vivere da sole i momenti di maggiore intensità. È proprio qui che A.I.D.A. punta a fare la differenza: non un intervento “a chiamata” solo quando la crisi esplode, ma un accompagnamento che prova ad anticipare i nodi, lavorando sulle competenze genitoriali, sull’alleanza educativa e sulla tenuta del legame familiare nel tempo.
Accanto al sostegno emotivo ed educativo, l’A.I.D.A. integra anche un presidio giuridico: l’Ami parteciperà offrendo consulenza legale specializzata alle famiglie nelle diverse fasi del percorso adottivo. Questa sinergia tra area psico-relazionale e area legale è uno degli elementi più interessanti del progetto: perché spesso l’adozione mette insieme aspetti intimi (identità, attaccamento, storia personale del minore e dei genitori) e passaggi formali (atti, procedure, tempi, interlocuzioni istituzionali) che richiedono competenze diverse ma coordinate, per evitare che l’incertezza burocratica diventi stress emotivo, e che lo stress emotivo si trasformi in conflitto familiare.
Il convegno di presentazione — accreditato presso il Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti (CNCP) — prevede i saluti istituzionali di Iris Savastano, Paola Brunese e Gian Ettore Gassani, con introduzione affidata a Cristiana Crisi. Interverranno inoltre Rosa Labonia, Fabio Amato, Valentina de Giovanni e Maria Teresa Vitale: un parterre che mette insieme livelli diversi (istituzionale, giuridico, sociale e operativo) e che, almeno nelle intenzioni, punta a tradurre l’adozione in un percorso accompagnato e condiviso, anziché in una strada “a ostacoli” percorsa in solitudine.
Nelle parole di Cristiana Crisi, l’adozione è un viaggio di desiderio e speranza, ma anche un’esperienza capace di generare dubbi, paure, senso di inadeguatezza e un’impressione di incomprensione, soprattutto quando le procedure appaiono complesse e il carico emotivo cresce. Il bisogno, quindi, è quello di un gruppo e di una struttura di supporto che creino comunità, offrano condivisione e strumenti, e accompagnino i futuri genitori in modo non giudicante, competente e continuativo. In questa chiave, A.I.D.A. si propone come un “ponte” tra istituzioni e famiglie, e come un contesto protetto dove si possa parlare anche delle fragilità senza trasformarle in stigma.
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