Basilicata, la UIL chiede alla Regione un tavolo permanente sulla questione sociale. Vincenzo Tortorelli rilancia il confronto su lavoro, salari, pensioni, sanità, giovani, spopolamento, energia e sviluppo: “A settembre rimettiamoci tutti al lavoro, dobbiamo organizzare la speranza”.
Settembre deve diventare il mese della ripartenza del confronto sociale in Basilicata. È il messaggio lanciato da Vincenzo Tortorelli, segretario generale della UIL Basilicata, che sollecita la Regione Basilicata a convocare nelle prossime settimane un vero e proprio tavolo regionale dedicato alla questione sociale ed economica lucana, coinvolgendo sindacati, istituzioni locali, imprese e rappresentanze della società regionale.
Un appello che nasce dalla convinzione che le difficoltà vissute oggi da lavoratori, famiglie, giovani e pensionati non possano essere affrontate attraverso interventi isolati o riunioni occasionali. La proposta della UIL Basilicata punta invece alla costituzione di una sede stabile di confronto nella quale mettere insieme emergenze immediate e programmazione di lungo periodo, superando divisioni, tatticismi e interessi di parte.
“Il disagio non si amministra. Il disagio si ascolta e si affronta”, è uno dei passaggi centrali del messaggio di Tortorelli, che richiama l’attenzione soprattutto sul rischio che la crescente delusione sociale possa trasformarsi in rassegnazione, alimentando ulteriormente uno dei problemi strutturali più gravi della Basilicata: la partenza di giovani e famiglie verso altri territori.
La fotografia tracciata dal sindacato parte dall’esperienza quotidiana maturata nei luoghi di lavoro e nelle sedi della UIL. Qui, sottolinea Tortorelli, arrivano continuamente segnali di preoccupazione: famiglie costrette a misurarsi con l’aumento del costo della vita, lavoratrici e lavoratori coinvolti in vertenze o alle prese con l’incertezza sul futuro, giovani che incontrano difficoltà crescenti nel costruire un percorso professionale e personale in Basilicata e pensionati che vedono progressivamente ridursi il proprio potere d’acquisto.
A questo scenario interno si aggiunge una situazione internazionale caratterizzata da conflitti e tensioni che continua ad avere conseguenze dirette anche sui territori. L’aumento dei costi energetici e dei carburanti, le ripercussioni sulla produzione industriale e gli effetti sui consumi finiscono inevitabilmente per pesare sui bilanci delle imprese e delle famiglie. È quella che il segretario della UIL Basilicata definisce una vera e propria “economia di guerra”, capace di trasferire rapidamente gli squilibri geopolitici nella vita quotidiana delle persone.
Da qui la richiesta di tornare al confronto già da settembre. Non un appuntamento simbolico o una riunione destinata a concludersi con una fotografia istituzionale, ma un tavolo permanente nel quale affrontare contemporaneamente lavoro, salari, pensioni, energia, industria, automotive, welfare, sanità, politiche per i giovani, spopolamento, utilizzo delle risorse naturali e sviluppo economico.
Per Tortorelli, infatti, sarebbe un errore considerare questi temi come problemi indipendenti gli uni dagli altri. Tutti concorrono a definire una questione molto più grande: quale futuro costruire per la Basilicata e, soprattutto, quali condizioni creare affinché le persone possano continuare a vivere, lavorare e progettare la propria vita nella regione.
Il tema del lavoro rimane inevitabilmente centrale. La Basilicata continua a confrontarsi con vertenze industriali, precarietà, difficoltà occupazionali e trasformazioni profonde di settori produttivi strategici. In particolare, la transizione dell’automotive rappresenta uno dei nodi decisivi per un territorio nel quale l’industria automobilistica e il suo indotto hanno avuto per decenni un peso rilevante sull’occupazione e sull’economia.
Ma il lavoro, nella visione proposta dalla UIL Basilicata, non può essere separato dalla questione salariale, dalla qualità dei servizi pubblici, dall’accesso alla sanità, dalle infrastrutture e dalle opportunità offerte alle nuove generazioni. Senza un miglioramento complessivo delle condizioni di vita, anche creare nuova occupazione rischia di non essere sufficiente a invertire il declino demografico.
Ed è proprio lo spopolamento uno dei grandi interrogativi che attraversano la riflessione sindacale. La partenza dei giovani non rappresenta soltanto una perdita demografica, ma anche una riduzione di competenze, energie e capacità produttiva. Quando un giovane formato in Basilicata è costretto a trasferirsi altrove per trovare opportunità professionali adeguate, il territorio perde una parte dell’investimento sostenuto per la sua crescita e, contemporaneamente, vede restringersi la propria prospettiva futura.
Secondo Tortorelli, la Basilicata possiede però risorse significative sulle quali costruire una strategia di sviluppo. Petrolio, gas, acqua e patrimonio ambientale rappresentano ricchezze importanti, ma il punto decisivo è comprendere quanto valore queste risorse riescano effettivamente a lasciare sul territorio.
Il principio indicato dalla UIL Basilicata è netto: “Ogni barile estratto deve lasciare alla Basilicata più valore di quello che porta via”. Una posizione che richiama quanto sostenuto anche durante il Congresso regionale del sindacato e che pone al centro il tema della redistribuzione dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali.
Per il sindacato, petrolio, gas e acqua devono trasformarsi sempre di più in lavoro stabile, servizi efficienti, investimenti, infrastrutture e nuove opportunità. La disponibilità di risorse, da sola, non è sufficiente: è necessario costruire politiche capaci di generare valore duraturo, evitando che la Basilicata rimanga esclusivamente un territorio di estrazione senza ottenere un ritorno proporzionato in termini economici, sociali e occupazionali.
L’invito di Tortorelli coinvolge direttamente anche le altre organizzazioni sindacali. La UIL Basilicata dichiara la propria disponibilità a lavorare insieme a CGIL e CISL, chiedendo un confronto unitario con istituzioni e sistema produttivo. L’obiettivo dichiarato è superare ricette individuali e contrapposizioni, riportando al centro una visione condivisa delle principali emergenze regionali.
Non si partirebbe, peraltro, da zero. Nel corso del 2026 il confronto tra Regione e organizzazioni sindacali ha già interessato specifiche vertenze, come quella legata alla forestazione. Ad aprile e giugno si sono svolti incontri istituzionali con la partecipazione dei segretari confederali regionali, tra cui lo stesso Vincenzo Tortorelli, a dimostrazione dell’esistenza di interlocuzioni su singoli dossier. La richiesta avanzata adesso dalla UIL, però, punta a compiere un salto di qualità: passare dai tavoli dedicati alle singole emergenze a una sede capace di leggere complessivamente le trasformazioni economiche e sociali della Basilicata.
Il riferimento temporale indicato dal sindacato è settembre. La Giunta regionale è impegnata con l’Assestamento di Bilancio, ma proprio il susseguirsi delle scadenze e delle emergenze, secondo Tortorelli, dimostra la necessità di dotarsi di una programmazione più ampia. Continuare a inseguire i problemi quando esplodono non sarebbe più sufficiente: occorre anticiparli attraverso una strategia regionale che tenga insieme politiche economiche, industriali e sociali.
La questione diventa allora anche politica, nel significato più ampio del termine. Non riguarda semplicemente la distribuzione di risorse disponibili, ma la capacità di scegliere un modello di sviluppo per i prossimi anni. Una Basilicata che continua a perdere popolazione e giovani, che fatica a garantire servizi uniformi sul territorio e che deve contemporaneamente affrontare la trasformazione industriale ha bisogno, secondo la UIL, di una visione capace di superare la gestione quotidiana delle emergenze.
L’appello rivolto alla Regione Basilicata, alle forze politiche, alle imprese e alle organizzazioni sociali diventa così una richiesta di responsabilità collettiva. Nessun soggetto, sostiene implicitamente il sindacato, può affrontare da solo una trasformazione di questa portata.
Il confronto auspicato dalla UIL Basilicata dovrebbe quindi servire non soltanto a individuare strumenti per sostenere chi oggi si trova in difficoltà, ma anche a stabilire alcune priorità strategiche: creare occupazione stabile, difendere il potere d’acquisto, rafforzare sanità e welfare, accompagnare la transizione industriale, utilizzare meglio le risorse naturali, contrastare lo spopolamento e offrire ai giovani ragioni concrete per rimanere o tornare in Basilicata.
La formula scelta da Vincenzo Tortorelli sintetizza il senso politico e sociale dell’iniziativa: “Dobbiamo organizzare la speranza”. Una speranza che, nelle intenzioni del sindacato, non deve tradursi in uno slogan, ma in un programma di interventi verificabili e condivisi.
Settembre diventa così un passaggio decisivo. “Torniamo al tavolo. Rimettiamoci tutti al lavoro”, è l’invito del segretario generale della UIL Basilicata. La disponibilità del sindacato è dichiarata; adesso la richiesta è che istituzioni, parti sociali e sistema produttivo trasformino il confronto in un percorso stabile.
In una regione chiamata contemporaneamente a rispondere alle difficoltà del presente e a interrogarsi sul proprio futuro demografico, produttivo e sociale, “organizzare la speranza” significa dunque provare a trasformare le risorse disponibili in opportunità e il disagio crescente in una nuova stagione di partecipazione e programmazione. È questa la sfida che la UIL Basilicata vuole mettere sul tavolo regionale a partire da settembre.
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