Il Mezzogiorno deve rafforzare la propria capacità di generare investimenti sociali, costruire reti e trasformare le risorse filantropiche in occasioni concrete di sviluppo. È il messaggio lanciato da Domenico Credendino, coordinatore della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e delle Isole e presidente della Fondazione Carisal, che richiama l’attenzione sul divario ancora esistente tra Nord e Sud anche sul terreno della filantropia e della capacità dei territori di sostenere iniziative sociali durature.
Secondo Credendino, infatti, la distanza tra le diverse aree del Paese non può essere affrontata soltanto attraverso una redistribuzione delle risorse disponibili. La vera sfida è mettere il Sud nelle condizioni di produrre valore autonomamente, facendo crescere competenze, progettualità e capacità di attrarre nuovi investimenti. «Il divario tra Nord e Sud riguarda anche la capacità filantropica dei territori. Per ridurlo non basta redistribuire risorse: dobbiamo rafforzare la capacità del Mezzogiorno di generare, attrarre e moltiplicare investimenti sociali», sottolinea.
Una prospettiva nella quale le Fondazioni di origine bancaria presenti nel Mezzogiorno possono assumere un ruolo sempre più strategico. Il loro radicamento nelle comunità locali permette infatti di conoscere da vicino esigenze, fragilità e potenzialità dei diversi territori, creando un raccordo tra istituzioni, associazioni, enti del Terzo settore e realtà produttive.
«Le Fondazioni meridionali possono svolgere una funzione decisiva come presìdi di prossimità, capaci di conoscere i bisogni delle comunità, sostenere il Terzo settore, creare reti e accompagnare la crescita dei territori», spiega Credendino. Un modello che punta quindi non soltanto al finanziamento di singoli interventi, ma alla costruzione di un’infrastruttura sociale capace di consolidarsi nel tempo.
In questo quadro si inserisce l’esperienza di SUDdiVISIONI, l’avviso straordinario sperimentale promosso da ACRI insieme alla Consulta delle Fondazioni del Sud e delle Isole, con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro. Per Credendino, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto della possibilità di costruire una strategia condivisa tra le Fondazioni meridionali, superando una logica frammentata degli interventi e favorendo invece progettualità comuni.
«L’iniziativa ha dimostrato che le Fondazioni meridionali possono fare sistema, condividere una visione e costruire strumenti comuni», osserva il presidente della Fondazione Carisal. Da questa esperienza nasce la proposta di compiere un ulteriore salto di qualità, trasformando SUDdiVISIONI da iniziativa sperimentale a strumento stabile per lo sviluppo del Mezzogiorno.
L’obiettivo indicato da Credendino è quello di creare una vera e propria piattaforma permanente dedicata all’innovazione sociale, capace di accompagnare nel tempo gli enti del Terzo settore e di favorire la nascita di reti territoriali sempre più solide. «Possiamo compiere un passo ulteriore: trasformare SUDdiVISIONI da sperimentazione straordinaria in una piattaforma permanente per l’innovazione sociale nel Mezzogiorno», afferma.
Non si tratterebbe, dunque, semplicemente di aggiungere un nuovo bando al panorama degli strumenti già esistenti. La proposta punta a creare un meccanismo continuativo attraverso il quale mettere in relazione competenze, esperienze e progettualità provenienti dalle diverse regioni del Sud, sostenendo percorsi di crescita capaci di produrre effetti anche nel medio e lungo periodo.
La questione assume particolare rilievo considerando la distribuzione storicamente disomogenea del patrimonio e della capacità erogativa delle Fondazioni di origine bancaria sul territorio nazionale. La stessa ACRI, nei propri rapporti, ha più volte evidenziato come la concentrazione delle Fondazioni nelle regioni centro-settentrionali abbia prodotto negli anni una minore disponibilità di risorse istituzionali nelle regioni meridionali, favorendo al tempo stesso la nascita di strumenti specifici di riequilibrio e cooperazione destinati al Sud.
Da qui la necessità, secondo Credendino, di superare una visione del Mezzogiorno esclusivamente come area destinataria di interventi compensativi. Il cambio di paradigma proposto consiste nel riconoscere alle comunità meridionali un ruolo attivo nella definizione delle politiche sociali e nella costruzione delle strategie di sviluppo.
«Non si tratta di contrapporre Nord e Sud, ma di costruire un nuovo patto di sistema», chiarisce Credendino. «Il Mezzogiorno non può essere considerato soltanto destinatario di risorse: deve diventare protagonista della propria infrastrutturazione sociale».
In questo processo, le Fondazioni possono rappresentare uno dei punti di raccordo fondamentali tra risorse finanziarie, capitale umano e progettazione territoriale. Una funzione resa ancora più significativa dal ruolo istituzionale dello stesso Credendino, presidente della Fondazione Carisal, consigliere ACRI e coordinatore della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e delle Isole. La sua presenza negli organi ACRI e il coordinamento della Consulta trovano conferma anche nelle fonti ufficiali delle due organizzazioni.
La prospettiva indicata è quindi quella di un Mezzogiorno nel quale la filantropia istituzionale diventi sempre più uno strumento di sviluppo, innovazione e partecipazione. Non soltanto risorse da distribuire, ma investimenti capaci di alimentare nuove reti sociali, sostenere le organizzazioni locali e aumentare la capacità dei territori di progettare il proprio futuro.
«Le Fondazioni del Sud possono essere uno dei motori di questo processo», conclude Credendino, indicando nella trasformazione delle risorse filantropiche in capitale sociale, innovazione e sviluppo duraturo una delle strade attraverso cui contribuire concretamente alla riduzione dei divari territoriali e alla costruzione di un Mezzogiorno sempre più protagonista.
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