Si chiude giovedì 18 giugno la prima settimana della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival 2026, diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania. Dopo sette giorni di spettacoli, incontri e appuntamenti diffusi tra Napoli e la Campania, il Festival conferma la sua vocazione di grande laboratorio culturale, capace di intrecciare prosa, scena internazionale, letteratura, musica, formazione teatrale e arti visive in un programma che attraversa luoghi simbolici della città.
La settima giornata del Festival propone un calendario ricco, costruito intorno a debutti, repliche e incontri letterari. Al Teatro Mercadante, alle ore 19.00, torna Rendez-vous, spettacolo di e con Victoria Thierrée-Chaplin, Jean-Baptiste Thierrée, Aurélia Thierrée e James Thierrée, con la partecipazione di Lucia Leonardi. La produzione, firmata da La Compagnie du Hanneton, porta in scena una traversata visionaria che fonde teatro, circo e music-hall, trasformando il palcoscenico in uno spazio onirico, mobile, sospeso tra memoria familiare, gesto poetico e immaginazione scenica. La presenza della famiglia Thierrée, erede di una tradizione artistica internazionale, aggiunge all’appuntamento un valore particolare, restituendo al pubblico una forma di spettacolo in cui il corpo, la luce, il costume e il ritmo diventano linguaggi autonomi.
Alle ore 21.00, al Teatro Nuovo, arriva invece il debutto assoluto di La signorina Else, tratto dall’omonimo testo di Arthur Schnitzler, nell’adattamento e con la regia di Claudio Di Palma. Interpretata da Simona Fredella, la protagonista viene riletta in una chiave contemporanea, inquieta e profondamente ambigua. Else è una figura fragile e contraddittoria, attraversata da desideri, paure, vanità e costrizioni sociali. Nella nuova versione scenica, il ricatto che la investe non resta confinato in una dimensione privata, ma assume una possibile esposizione pubblica, quasi mediatica, rendendo ancora più attuale il conflitto tra individuo, famiglia e società. La drammaturgia lavora su dialoghi immaginari e proiezioni virtuali, mentre la protagonista sembra moltiplicarsi davanti allo spettatore, fino a rendere visibile il progressivo svuotamento interiore prodotto dal peso del dovere, della vergogna e del sacrificio. Le scene sono realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti, cattedra del professor Luigi Ferrigno, con visual di Pietro di Francesco e musiche di Gianluigi Montagnaro. La produzione è di Actorial Immersion APS.
La giornata del Campania Teatro Festival 2026 prosegue anche al Ridotto del Mercadante, dove alle ore 21.00 è prevista la replica di Quindici ragazzə con qualche esperienza, spettacolo tratto da Festa al celeste e nubile santuario e Ragazze sole con qualche esperienza di Enzo Moscato, con drammaturgia e regia di Arturo Cirillo. Il lavoro, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, coinvolge gli allievi della Scuola del Teatro di Napoli e si configura come un omaggio a una delle voci più originali, liriche e perturbanti della drammaturgia napoletana contemporanea. Attraverso il linguaggio di Moscato, la scena diventa luogo di formazione, memoria e sperimentazione, affidando a una nuova generazione di interpreti il compito di confrontarsi con una scrittura densa, musicale, visionaria e profondamente radicata nell’identità teatrale della città.
Spazio anche alla letteratura con il secondo appuntamento della sezione curata da Silvio Perrella e organizzata da Vesuvioteatro. Alle ore 19.00, sulla terrazza prospiciente il Giardino Romantico di Palazzo Reale di Napoli, va in scena Ma’ come mare – Fabrizio De André e Alvaro Mutis, con Enzo Salomone e Federico Vacalebre. L’incontro mette in dialogo due immaginari legati al mare, alla deriva, al viaggio e alla libertà: da un lato la musica di Fabrizio De André, con canzoni come Crêuza de mä e Anime salve; dall’altro l’universo letterario di Alvaro Mutis e del suo personaggio Maqroll il Gabbiere. Il mare diventa così non solo paesaggio, ma metafora dell’erranza, della solitudine, dell’incontro tra culture e della continua oscillazione tra approdo e infinito.
A completare il programma della giornata c’è il Dopo Festival, curato da Drop Eventi, che anima il Giardino Romantico di Palazzo Reale con un dj set dalle ore 19.00 e, dalle 21.30, con il live di Jovine, Caso e Tartaglia. Tre protagonisti della scena musicale napoletana portano al Festival un intreccio di reggae, canzone d’autore, tradizione e racconto urbano, confermando la capacità della manifestazione di aprirsi a linguaggi diversi e a pubblici differenti.
Durante la giornata restano visitabili anche le mostre fotografiche allestite in Vico Mauriello, a Palazzo Reale di Napoli: Con i tuoi occhi, con fotografie di Salvatore Liguori; Siria, con fotografie di Romeo Civilli; e Jazz: la pellicola del suono, con fotografie di Salvatore Pastore. Tre percorsi visivi che ampliano l’identità multidisciplinare del Festival, affiancando alla scena teatrale il potere narrativo dell’immagine fotografica.
La chiusura della prima settimana del Campania Teatro Festival 2026 si presenta dunque come una sintesi efficace dello spirito della manifestazione: un programma che tiene insieme grandi nomi internazionali, nuova drammaturgia, formazione, letteratura, musica e arti visive. Napoli diventa ancora una volta un palcoscenico diffuso, dove il teatro dialoga con la città e dove ogni appuntamento contribuisce a costruire una mappa culturale aperta, contemporanea e profondamente radicata nel territorio.
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(foto di Sabrina Cirillo fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
