Nell’ultima settimana l’area dei Campi Flegrei ha mostrato un’accelerazione evidente di alcuni dei parametri più significativi del suo stato di attività. Il bollettino dell’INGV, pubblicato il 25 novembre 2025, segnala infatti un incremento della sismicità e un sollevamento del suolo più rapido rispetto ai mesi precedenti, confermando che la caldera continua a muoversi con una dinamicità che merita attenzione costante. A destare interesse è soprattutto la velocità del sollevamento, stabile da ottobre su circa 25 ± 3 millimetri al mese, un valore superiore rispetto al trend della prima metà dell’anno e indicativo di un sistema interno ancora in pressione.
Nel periodo compreso tra il 17 e il 23 novembre sono stati registrati 110 terremoti, un numero che si inserisce in una sequenza ormai persistente ma che questa settimana si distingue per la presenza di uno sciame particolarmente significativo avvenuto il 19 novembre, quando 47 eventi si sono concentrati in poche ore, con magnitudo fino a 2.7. La magnitudo massima della settimana, intorno a Md 3.0 ± 0.3, conferma che la sismicità resta prevalentemente lieve o moderata, ma continua a essere superficiale e localizzata soprattutto tra Pozzuoli e Solfatara, le aree più sensibili del bradisismo flegreo.
Parallelamente, i dati della rete GNSS mostrano che la stazione “RITE”, punto di riferimento per il monitoraggio del sollevamento, ha raggiunto un totale di 19,5 centimetri di innalzamento da inizio anno. È un dato che si inserisce nel quadro di lungo periodo ma che, nella lettura settimanale, suggerisce una continuità del processo di pressurizzazione sotterranea. Dal punto di vista geochimico, i valori non evidenziano cambiamenti improvvisi ma confermano un trend solido e coerente con quanto osservato negli ultimi mesi: la temperatura della fumarola “BG” della Solfatara si mantiene sui 173 °C, mentre nell’area di Pisciarelli il flusso di CO₂ resta elevato ma stabile, senza variazioni degne di nota nell’ultima settimana.
Secondo gli esperti dell’INGV, il quadro generale rimane sotto controllo e non ci sono segnali che indichino un’evoluzione immediata verso scenari più critici, anche se il sistema resta attivo e dinamico. La lettura congiunta dei dati – sismici, geodetici e geochimici – riflette una caldera in equilibrio instabile, tipica delle fasi di bradisismo più vivace, ma non mostra elementi di escalation a breve termine. In un’area densamente popolata come Pozzuoli e la fascia costiera flegrea, la comunicazione scientifica rimane però essenziale: conoscere i dati ufficiali, affidarsi ai canali istituzionali e comprendere la natura del fenomeno permette alla comunità di vivere la complessità dei Campi Flegrei con maggiore sicurezza e consapevolezza.
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