È stato ufficialmente attivato il Tavolo interistituzionale per l’attuazione della Carta di Amalfi, segnando un passaggio chiave nella costruzione di una nuova governance del turismo in Italia. L’accordo è stato formalmente sottoscritto dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè, dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dai Sindaci dei Comuni italiani ad alta vocazione turistica aderenti alla Carta, a conclusione del Terzo Forum Internazionale sul Turismo promosso dal Ministero del Turismo in collaborazione con ENIT.
La firma del Protocollo è avvenuta presso il Palazzo del Ghiaccio, nell’ambito dell’iniziativa dedicata al tema “Undertourism, la sfida dell’Italia da scoprire”. Un contesto che ha posto al centro del dibattito nazionale l’esigenza di superare una gestione emergenziale dei flussi turistici per approdare a un modello strutturato, sostenibile e condiviso, capace di tenere insieme attrattività dei territori, sicurezza e qualità della vita dei residenti.
Il Tavolo interistituzionale nasce per dare concreta attuazione ai principi della Carta di Amalfi, sottoscritta nell’aprile 2025 al termine del Summit Nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile”, e rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato con il tavolo di lavoro svoltosi a Roma nel luglio 2025, alla presenza degli stessi Ministri Santanchè e Piantedosi. Al centro dell’accordo vi è una visione di coordinamento multilivello tra Stato, Regioni ed Enti locali, pensata per governare in modo programmato e sicuro i flussi turistici nelle destinazioni più esposte alla pressione dei visitatori.
I Sindaci dei Comuni aderenti hanno sottolineato con una dichiarazione congiunta come i temi emersi dal Summit di Amalfi siano oggi diventati una priorità nazionale. Il turismo viene riconosciuto come una leva strategica irrinunciabile, ma solo se accompagnato da strumenti adeguati a tutelare il benessere delle comunità locali. In questo quadro, è stato particolarmente apprezzato l’accento posto dal Ministro dell’Interno sul tema della sicurezza, considerata un caposaldo imprescindibile per la tenuta e la credibilità delle destinazioni turistiche italiane.
Nel suo intervento, Matteo Piantedosi ha evidenziato il valore operativo della Carta di Amalfi, spiegando come essa consenta di portare le specificità dei territori all’interno dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica, coinvolgendo prefetti, sindaci e forze di polizia in un’analisi puntuale e contestualizzata. Ogni destinazione, ha ricordato il Ministro, presenta caratteristiche e criticità diverse: Amalfi non è Courmayeur, né Roccaraso, e proprio questa diversità richiede risposte su misura, costruite a partire dalle realtà locali.
Il Tavolo interistituzionale, istituito presso il Ministero del Turismo, avrà il compito di incrementare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del settore, sperimentare modelli innovativi di gestione dei flussi anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, rafforzare la sicurezza, la mobilità e la gestione degli spazi pubblici, e promuovere un turismo capace di generare benefici diffusi e duraturi. Centrale sarà anche il coinvolgimento attivo delle comunità residenti nella definizione delle politiche turistiche, in un’ottica di corresponsabilità e concertazione.
A gennaio 2026, i Comuni aderenti alla Carta di Amalfi sono: Amalfi, Arzachena, Atrani, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo/Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina e Volterra. Il Tavolo resterà aperto a nuove adesioni da parte degli enti locali che sottoscriveranno la Carta, con l’ambizione dichiarata di diventare un modello replicabile a livello nazionale, capace di coniugare sviluppo turistico, tutela dei territori e qualità della vita delle comunità residenti.
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