Napoli si prepara a vivere un 8 marzo dal forte valore civile e simbolico con “D-Day Donne per la Costituzione”, l’iniziativa pubblica in programma domenica 8 marzo 2026 alle ore 11.00 nella Sala Assoli Moscato. L’evento, aperto alla cittadinanza fino a esaurimento posti, nasce come un momento di confronto e riflessione dedicato alla Giornata Internazionale della Donna, ma si inserisce anche in un contesto politico e sociale più ampio, in cui il tema dei diritti, della rappresentanza e della partecipazione democratica torna al centro del dibattito pubblico. L’iniziativa è presentata come uno spazio di dialogo tra cultura, diritto e cittadinanza attiva, con al centro la Costituzione italiana, indicata come presidio di libertà, uguaglianza e tutela dei diritti fondamentali.
Il senso dell’appuntamento è chiaro: riaffermare il valore della Carta costituzionale in un tempo in cui le conquiste civili e sociali, a partire da quelle delle donne, chiedono di essere non soltanto celebrate, ma difese con consapevolezza. In questo quadro, “D-Day Donne per la Costituzione” si propone come una manifestazione capace di unire voci e competenze diverse, coinvolgendo attrici, giornaliste, giuriste, cittadine e cittadini in una discussione che mette in relazione la dimensione culturale con quella giuridica e politica. L’obiettivo non è soltanto commemorare una data simbolica, ma trasformare l’8 marzo in un’occasione di partecipazione concreta, in cui il tema dell’emancipazione femminile venga letto dentro la più ampia cornice dei diritti costituzionali e della responsabilità democratica.
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro sarà infatti la riflessione sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, che rappresenta uno dei nodi del dibattito pubblico nazionale di queste settimane. Secondo le informazioni ufficiali del Ministero dell’Interno, la consultazione referendaria è stata indetta con decreto del Presidente della Repubblica pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio 2026. Il confronto previsto a Napoli sarà moderato dalla giornalista Ilaria Urbani e vedrà la partecipazione della giudice Monica Amirante, della pm Gloria Sanseverino e dell’avvocata Marianna Hasson, chiamate a offrire strumenti di lettura e approfondimento su un tema che riguarda da vicino la tenuta dell’equilibrio costituzionale e il rapporto tra cittadinanza e istituzioni.
In questo senso, l’evento assume anche il valore di un invito al voto informato. Il richiamo alla partecipazione democratica non viene formulato in modo astratto, ma come esercizio concreto di responsabilità collettiva. La scelta di collocare al centro della discussione il referendum di marzo rende l’iniziativa ancora più attuale: il voto, infatti, viene presentato come uno strumento essenziale di consapevolezza civica, tanto più importante quando entra in gioco la struttura stessa dell’ordinamento costituzionale. La consultazione del 22 e 23 marzo 2026 riguarda una riforma della giustizia già approvata dal Parlamento ma sottoposta a referendum confermativo proprio perché incide sulla Costituzione. Tra i punti più discussi figurano la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura e la ridefinizione di alcuni equilibri interni al sistema giudiziario.
Dentro questa cornice istituzionale, la giornata napoletana acquista una forza ulteriore perché intreccia la riflessione giuridica con il protagonismo femminile. Parlare di Costituzione l’8 marzo significa infatti riportare al centro il lungo cammino delle donne nello spazio pubblico italiano: dal diritto di voto alla presenza nelle professioni, dalla rappresentanza culturale alla difesa dei diritti sociali e civili. Non si tratta soltanto di ricordare conquiste passate, ma di interrogarsi sul loro stato attuale e sulla necessità di rafforzarle in una fase storica in cui il lessico dei diritti viene spesso messo alla prova da tensioni politiche, trasformazioni sociali e nuove fragilità. È proprio qui che l’iniziativa sembra voler incidere: costruire un linguaggio condiviso tra saperi diversi e restituire alla cittadinanza un luogo di parola, ascolto e consapevolezza.
A rendere ancora più significativa la manifestazione è la presenza di numerose artiste e interpreti, chiamate a dare corpo e voce a un appuntamento che non si esaurisce nella sola dimensione del dibattito giuridico. Tra i nomi annunciati figurano Benedetta Buccellato, Marina Confalone, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Fabrizia Sacchi, Dalal Suleiman, Luciana Zazzera, Giulia Alfano, Emma La Marca, Anna Pimpinelli, Fiamma Leonetti, Angelica Bifano, Annalisa D’Amato, Fabiana Fazio, Valentina Acca, Anna Carla Broegg e Arianna d’Angiò. Accanto a loro compaiono anche Igina Di Napoli, Costanza Boccardi, Fabia Lonz, Gabriella Galbiati, Sofia De Capoa, Luciana Simeone, Alessia Guardascione, Tizia Sellato, Sara Formisano e Paola Antonini. La pluralità delle presenze conferma la natura corale del progetto, pensato come una chiamata pubblica alla partecipazione e non come un semplice appuntamento celebrativo.
La scelta della Sala Assoli Moscato non è secondaria. Luogo storicamente legato alla scena culturale napoletana e alle pratiche del contemporaneo, lo spazio si trasforma per un giorno in un laboratorio civile, in cui il teatro della parola incontra il linguaggio del diritto e la coscienza della cittadinanza. In questa convergenza tra arti e istituzioni si riconosce uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: la volontà di sottrarre la Costituzione a una lettura distante o puramente tecnica, per restituirla alla sua natura di patto vivo, quotidiano, collettivo. È in questo terreno che il ruolo delle donne appare decisivo: non come tema accessorio, ma come chiave concreta per leggere la qualità della democrazia e il grado di maturità di una società.
L’appuntamento di domenica 8 marzo a Napoli si annuncia dunque come un momento di forte intensità pubblica, capace di tenere insieme memoria, presente e responsabilità. In una fase in cui il dibattito sui diritti rischia spesso di irrigidirsi tra slogan contrapposti, “D-Day Donne per la Costituzione” prova a riaprire uno spazio di confronto reale, nel quale il valore del voto, la centralità della Costituzione e la voce delle donne possano tornare a intrecciarsi in modo fertile. Non una celebrazione rituale, ma un invito a esserci, a capire, a scegliere. Perché la democrazia, come ricordano appuntamenti di questo tipo, non è mai un dato acquisito una volta per tutte: vive nella conoscenza, nella partecipazione e nella capacità di difendere ogni giorno i diritti che fondano la convivenza civile.
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