La partita sembrava già scritta, poi l’ha riscritta il recupero. A Firenze, Fiorentina e Torino chiudono 2-2 nella 24ª giornata di Serie A, con i granata capaci di strappare un pareggio pesantissimo al 94’ grazie al colpo di testa di Guillermo Maripan, quando i viola pregustavano i tre punti dopo aver ribaltato il match in due minuti. È il classico finale che lascia due sensazioni opposte: da una parte l’orgoglio di un Torino che non molla fino all’ultimo pallone, dall’altra l’amarezza della Fiorentina, punita proprio nel momento in cui aveva rimesso tutto in carreggiata.
L’avvio racconta un match vivo, fisico, con occasioni subito da una parte e dall’altra: Moise Kean prova a indirizzarla con un colpo di testa già al 6’, ma Paleari devia e salva; al 12’ risponde il Torino con Coco, ancora di testa, ma la palla finisce fuori. È un preludio a un primo tempo che, a sorpresa, si tinge di granata: al 26’ la sblocca Cesare Casadei su assist di Ilkhan, una giocata che premia l’aggressività ospite e costringe la Fiorentina a inseguire.
Nella ripresa cambia l’inerzia e cambia, soprattutto, l’energia dei viola. La Fiorentina alza il baricentro, tiene di più il pallone e trova il pareggio al 55’: Manor Solomon finalizza su assist di Rolando Mandragora, riaccendendo il Franchi e spostando l’onda emotiva dalla parte di casa. E qui arriva la frustata che sembra decisiva: appena due minuti dopo, al 57’, Kean firma il sorpasso sfruttando un filtrante di Harrison, completando l’uno-due che ribalta il tabellone e, di fatto, la percezione della gara.
In quel momento la partita sembra incanalata nella direzione viola: Mandragora sfiora anche il tris su punizione (67’), con una traiettoria che passa vicina alla traversa e dà l’idea di una Fiorentina ormai padrona del campo. Ma il calcio, soprattutto quando entra nei minuti di recupero, è spesso una questione di dettagli, di gestione e di nervi. E infatti il Torino, invece di sbriciolarsi, resta appeso al match e ci torna dentro con la forza di chi ha ancora qualcosa da dire: nel quarto minuto dei sei di recupero, arriva l’assist di Gineitis e la testata di Maripan che vale il 2-2 e ribalta di nuovo le emozioni, trasformando la possibile sconfitta in un punto strappato con carattere.
Il racconto del dopo, inevitabilmente, si sposta anche sulle scelte e sulle letture: per La Stampa è “orgoglio Toro”, con Casadei che “illude” Marco Baroni e la rimonta viola (ancora nel segno di Solomon e Kean) che sembra apparecchiare la “vendetta dell’ex” per Paolo Vanoli, prima del pareggio finale che punisce una gestione troppo prudente della Fiorentina nei minuti conclusivi. E anche dalle indicazioni (parziali) delle pagelle emerge un’istantanea coerente con la partita: Kean protagonista, Ilkhan determinante nella costruzione dell’azione dell’1-0, e la sensazione che episodi e sostituzioni abbiano pesato parecchio nell’ultima fotografia del match.
Alla fine resta un 2-2 che vale più del semplice risultato: per il Torino è un segnale identitario, perché arrivare al pari al 94’ fuori casa significa avere struttura mentale e fiducia; per la Fiorentina è un campanello fastidioso, perché ribaltare una gara e poi farsela riprendere nel recupero lascia scorie e domande sulla gestione degli ultimi minuti. E proprio qui sta la chiave “seo” (e sportiva) di questa partita: Fiorentina-Torino 2-2 non è solo una rimonta e una contro-rimonta, ma una storia di equilibrio, di dettagli e di un colpo di testa che cambia la notte.
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