Giovedì 24 settembre 2026, alle ore 17.30, gli spazi de IlCartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, all’interno di Palazzo Ricca, ospiteranno l’inaugurazione della mostra “Il silenzio delle carte. La voce del corpo” di Giuseppe Leone. L’esposizione, curata da Noemi Verdoliva, propone un suggestivo incontro tra pittura contemporanea, documenti d’archivio, memoria collettiva e linguaggio audiovisivo.
Artista sannita attivo da oltre cinquant’anni, Giuseppe Leone ha sviluppato una ricerca capace di attraversare pittura, installazione, scrittura visiva e sperimentazione materica. Nel nuovo progetto espositivo, le carte antiche custodite dall’Archivio Storico del Banco di Napoli entrano in relazione con il corpo e con il gesto pittorico, trasformandosi in autentici “corpi narrativi”.
Manoscritti, fedi di credito, atti notarili e registri non vengono utilizzati come semplici superfici sulle quali intervenire, ma conservano la loro identità di testimonianze storiche. Sono tracce di persone, vicende, attività economiche e relazioni sociali che la pittura di Leone riporta simbolicamente alla luce, restituendole alla sensibilità del presente.
La scelta di Palazzo Ricca non rappresenta dunque soltanto una soluzione espositiva, ma diventa parte essenziale dell’opera. La sede della Fondazione Banco di Napoli, profondamente legata alla storia economica e sociale della città, permette infatti di costruire un dialogo diretto tra la memoria conservata nei documenti e la ricerca contemporanea dell’artista.
Un ruolo centrale è affidato agli ex voto, interpretati da Giuseppe Leone non come semplici riferimenti iconografici, ma come forme antropologiche della memoria. Queste immagini racchiudono piccoli racconti di sofferenza, salvezza, grazia e sopravvivenza: esperienze affidate alla rappresentazione visiva affinché possano resistere allo scorrere del tempo e non essere dimenticate.
Nella stessa tensione espressiva prende forma la “Scrittura Afona”, un alfabeto composto da segni, gesti e tracce pittoriche che si affiancano alle scritture originarie senza cancellarle. Il documento rimane leggibile nella sua fragilità, mentre l’intervento artistico apre nuovi significati e crea un legame fra la memoria scritta e quella dipinta, fra la materia della carta e la vulnerabilità del corpo umano.
La mostra costituisce anche il punto di partenza di un progetto culturale più ampio, ideato da Mario Esposito, nel quale la memoria passa dalla pittura al cinema. Durante l’inaugurazione sarà infatti presentato in anteprima nazionale il cortometraggio Francesco Branchetti legge Giuseppe Leone, diretto da Alberto Nigro.
Il corto nasce come un’ulteriore interpretazione dell’universo artistico di Leone e traduce nel linguaggio audiovisivo il rapporto tra corpo, immagine e memoria che caratterizza l’intera esposizione. La voce e la presenza scenica di Francesco Branchetti, attore e regista formatosi anche attraverso l’incontro con maestri come Vittorio Gassman e Gabriele Ferzetti, accompagnano lo spettatore attraverso le opere, i documenti e i segni elaborati dall’artista.
Nel corso della sua carriera, Francesco Branchetti ha concentrato la propria ricerca sulla complessità dell’essere umano, sulla memoria e sulle relazioni. Il confronto con il lavoro di Giuseppe Leone diventa così un nuovo terreno d’incontro fra parola, pittura, immagine cinematografica e presenza corporea.
La presentazione del cortometraggio rientra nel progetto “M2 Filming Experience – Mezzogiorno e Mediterraneo”, promosso e cofinanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026-2027, con la partnership della Fondazione Banco di Napoli e della Fondazione IlCartastorie.
Dal 25 settembre e per i successivi 14 giorni, Francesco Branchetti legge Giuseppe Leone potrà essere visto gratuitamente anche sulla banchina della stazione EAV di Napoli Piazza Garibaldi, attraverso un’installazione multimediale accessibile mediante QR code. Il progetto porterà così le opere e la ricerca di Leone fuori dall’archivio e dagli spazi tradizionalmente dedicati all’arte, inserendole nella quotidianità della città e rendendole disponibili a un pubblico più ampio.
Nato a Buonalbergo nel 1948, Giuseppe Leone vive e lavora nel Sannio. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha insegnato Tecniche e Tecnologie dell’Arte nelle Accademie di Catanzaro, Lecce, Sassari, Carrara e Napoli, dove ha ricoperto anche il ruolo di componente del Senato Accademico.
Il suo percorso espositivo ha avuto inizio nel 1979 alla Certosa di San Giacomo di Capri e si è sviluppato in importanti sedi italiane. Tra queste figurano gli Arsenali della Repubblica di Amalfi, il Museo Arcos di Benevento, che gli ha dedicato una mostra antologica, e Palazzo della Meridiana di Genova, inserito nel circuito dei Rolli UNESCO.
Attraverso cicli come “Esther”, “La luna e la chiave”, “Paesaggi di memoria”, “Vesuvi”, “Ex voto”, “Scarabattole”, “Narciso” e “Scrittura Afona”, l’artista ha costruito una ricerca coerente intorno ad alcuni interrogativi fondamentali: il tempo, la memoria, il segno, il sacro e la fragilità della condizione umana.
Carte antiche, foglia d’oro, frammenti, oggetti della tradizione e materiali recuperati vengono sottratti alla loro funzione originaria per acquisire un nuovo valore simbolico e poetico. Nell’opera di Giuseppe Leone, il passato non è una realtà conclusa, ma una materia ancora viva, capace di riaffiorare e interrogare il presente.
“Il silenzio delle carte. La voce del corpo” nasce proprio da questa visione: trasformare la memoria in un’esperienza estetica e umana, facendo incontrare la storia custodita dall’Archivio del Banco di Napoli con una ricerca artistica che da oltre mezzo secolo esplora la relazione tra materia, identità e tempo.
La mostra resterà aperta fino al 22 ottobre 2026 presso IlCartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, in via dei Tribunali 213, a Napoli. Sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 18.00, con chiusura il mercoledì. L’ingresso è libero e gratuito.
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Palazzo Ricca – Via dei Tribunali 213, Napoli

