Kimbo chiude il bilancio 2025 superando la soglia simbolica dei 300 milioni di euro e consegna al mercato un risultato che segna una fase nuova nella traiettoria industriale e commerciale dell’azienda napoletana del caffè. Il Consiglio di Amministrazione di Kimbo S.p.A. ha approvato un esercizio caratterizzato da una crescita rilevante dei principali indicatori economico-finanziari, in un contesto tutt’altro che semplice per il settore, ancora condizionato dalla volatilità delle materie prime, dall’aumento dei costi e dalle tensioni sui margini. Secondo i dati diffusi dalla società e ripresi anche da Radiocor, nel 2025 le vendite di caffè hanno superato i 300 milioni di euro, con una crescita del 32,8% rispetto al 2024.
Il dato assume un valore ancora più significativo se letto insieme al recupero della redditività. L’EBITDA si è attestato a 15,8 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 7 milioni dell’esercizio precedente, con un incremento del 125,9%. Anche il risultato ante imposte, pari a 10,7 milioni di euro, registra una crescita molto marcata rispetto ai 2,3 milioni del 2024. Sono numeri che indicano non soltanto un’espansione dei ricavi, ma anche un miglioramento della qualità della gestione industriale e commerciale, raggiunto nonostante il forte peso del costo della materia prima, salito a oltre 150 milioni di euro.
Per Kimbo, storica realtà nata a Napoli e legata all’identità dell’espresso napoletano, il 2025 rappresenta dunque un anno di svolta. Dopo esercizi segnati da marginalità più contenute, l’azienda mostra una capacità di reazione fondata su efficienza operativa, attenzione al mix di prodotto, controllo dei costi e rafforzamento del posizionamento del marchio. Il risultato appare particolarmente importante perché arriva in una fase in cui l’intera filiera del caffè è stata sottoposta a pressioni crescenti: rincari, volatilità internazionale, instabilità dei mercati e complessità logistiche hanno imposto alle imprese del comparto scelte rapide e strategie di adattamento.
Un altro elemento centrale del bilancio 2025 riguarda la struttura finanziaria. La posizione finanziaria netta è migliorata sensibilmente, passando da -18,1 milioni di euro del 2024 a -5,3 milioni, con un recupero indicato intorno al 70%. È un passaggio rilevante perché rafforza la capacità dell’azienda di sostenere nuovi investimenti, accompagnare la crescita e affrontare il 2026 con una base patrimoniale più solida. In questo quadro, la crescita non appare come un dato isolato, ma come il risultato di una strategia più ampia di riorganizzazione e rilancio.
Determinante è stato anche il contributo dei mercati esteri. Le vendite internazionali sono cresciute del 46% e rappresentano oggi il 27% del totale. Per Kimbo, questo dato conferma la validità di una strategia che punta a portare fuori dai confini nazionali non soltanto un prodotto, ma un’identità: quella del caffè napoletano, della sua cultura, della sua ritualità e della sua riconoscibilità nel mondo. La vocazione internazionale, dunque, non cancella la matrice territoriale del brand, ma la valorizza come elemento distintivo in un mercato globale sempre più competitivo.
A sottolineare il valore del risultato è Mario Rubino, Chairman di Kimbo dal 2023, che parla di risultati andati “al di là di ogni aspettativa” e richiama il ruolo della squadra, della famiglia e delle persone che lavorano in azienda. Nelle sue parole emerge l’idea di una trasformazione non solo economica, ma anche culturale: un’azienda solida, forse “assopita”, che ha saputo ritrovare energia attraverso un processo di cambiamento interno, maggiore comunicazione, responsabilizzazione delle persone e condivisione di una visione comune.
La nuova fase viene letta anche dalle giovani generazioni della famiglia Rubino come un passaggio decisivo. Gerardo Evangelista, Business Analyst e Sales Performance Supervisor di Kimbo, evidenzia come il superamento dei 300 milioni di euro non rappresenti soltanto un traguardo dimensionale, ma soprattutto il ritorno a una redditività sostenibile. Luca Amabile, Industrial Controller di Kimbo, richiama invece le difficoltà degli ultimi anni, segnati dall’aumento dei costi, dalla volatilità delle materie prime e da uno scenario globale imprevedibile, sottolineando come il bilancio confermi la solidità delle scelte strategiche intraprese dalla nuova governance.
Nel racconto aziendale, il 2025 diventa così l’anno in cui Kimbo riesce a tenere insieme tradizione e trasformazione. Da un lato resta centrale la qualità del prodotto, indicata come valore fondativo e “mantra” dell’impresa; dall’altro emerge una maggiore attenzione alla qualità del lavoro, alla valorizzazione delle competenze interne e alla costruzione di un clima aziendale più partecipativo. È in questo equilibrio tra radici napoletane, innovazione gestionale e apertura internazionale che l’azienda individua la propria traiettoria futura.
Guardando al 2026, Kimbo punta a consolidare la crescita profittevole, rafforzare ulteriormente la presenza sui mercati esteri e continuare a valorizzare il proprio patrimonio identitario. La sfida sarà mantenere la competitività in un comparto ancora esposto alla volatilità delle materie prime, senza rinunciare alla qualità e al posizionamento distintivo che hanno reso il marchio riconoscibile in Italia e nel mondo. La chiusura scelta da Mario Rubino, nel ricordo del padre Elio Rubino, fondatore dell’azienda nel 1963 insieme ai fratelli Gerardo e Francesco, restituisce il senso emotivo di questo passaggio: “E chi s’ ‘o credeva!”. Una frase napoletana che diventa sintesi di stupore, orgoglio e continuità familiare.
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