Due straordinari orologi storici tornano oggi a scandire il tempo nel Palazzo Reale di Napoli e a Villa Pignatelli grazie a un intervento di restauro promosso dal Rotary Club Napoli, che segna l’inizio di una nuova stagione di mecenatismo culturale nella città partenopea. L’orologio dell’Atlante, capolavoro attribuito al celebre orologiaio francese Jaques Augustin Thuret, è stato restituito al suo splendore nel Salone d’Ercole del Palazzo Reale, mentre una pregiata pendola da camino ha fatto ritorno nella sua sede originale, Villa Pignatelli, dopo anni di conservazione nei depositi. Entrambi i pezzi fanno parte della prestigiosa collezione di orologi antichi che il Palazzo Reale custodisce: 26 esemplari esposti e perfettamente funzionanti, che rendono il museo, dopo il Quirinale, quello con il maggior numero di orologi in attività in Italia.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla sponsorizzazione siglata lo scorso aprile tra Paola Ricciardi, Delegata alla Direzione del Palazzo Reale di Napoli e Villa Pignatelli, e Massimo Franco, Presidente del Rotary Club Napoli. È la prima iniziativa del genere per queste due istituzioni museali, e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, volto alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico cittadino.
Parallelamente alla sponsorizzazione, la Direzione ha avviato anche i primi progetti finanziati attraverso l’Art Bonus, il credito d’imposta del 65% destinato a cittadini e imprese che sostengono economicamente la cultura. È in fase di finalizzazione la prima donazione Art Bonus per la Serra di Villa Pignatelli, a cui seguirà la pubblicazione ufficiale del progetto per il restauro del raffinato Salottino Pompeiano, piccolo gioiello in stile neoclassico all’interno della villa storica sulla Riviera di Chiaia.
«La sponsorizzazione rinsalda il legame tra gli istituti museali e il territorio», ha dichiarato Paola Ricciardi, sottolineando come queste iniziative offrano «agli attori economici e sociali uno strumento concreto per promuovere la propria immagine attraverso un gesto di mecenatismo che contribuisce a salvaguardare un patrimonio collettivo».
Lo strumento dell’Art Bonus, reso permanente dalla legge di stabilità 2016, ha già coinvolto oltre 48.500 mecenati in Italia dal 2014 a oggi, sostenendo migliaia di progetti pubblicati sulla piattaforma www.artbonus.gov.it. Un esempio concreto di cultura partecipata, dove ogni cittadino o impresa può contribuire al recupero di opere d’arte, spazi monumentali e collezioni museali.
L’impegno della Direzione del Palazzo Reale di Napoli e di Villa Pignatelli va dunque oltre la conservazione: è un’azione di rilancio culturale che punta su sinergie territoriali, partecipazione civica e fiscalità premiale per garantire al pubblico una fruizione piena e consapevole del patrimonio. In attesa dei prossimi progetti, il ritorno degli orologi restaurati rappresenta non solo un gesto di cura, ma anche un potente simbolo di rinascita per la cultura napoletana.
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