O Vico torna con ’A cosa chiù bella, il nuovo singolo disponibile dal 5 giugno in radio e su tutte le piattaforme digitali, confermando un percorso artistico che unisce radici napoletane, scrittura popolare e sonorità contemporanee. Il brano anticipa il secondo album della formazione campana, atteso in formato digitale e fisico dal 26 giugno, e segna un nuovo capitolo nella ricerca musicale di una band che ha scelto la lingua napoletana come strumento vivo, diretto e profondamente identitario.
Con ’A cosa chiù bella, ’O Vico costruisce un racconto musicale solare, immediato e al tempo stesso ricco di memoria. La canzone si muove tra groove, melodia e dialetto, recuperando atmosfere anni Ottanta e suggestioni legate al Napule’s Power, ma senza cedere alla semplice nostalgia. L’obiettivo è piuttosto quello di rileggere un immaginario sonoro e sentimentale attraverso una sensibilità attuale, capace di parlare al presente senza recidere il legame con la tradizione partenopea.
La voce intensa di Tony Matarazzo guida il brano con naturalezza, dando corpo a un sentimento raccontato senza eccessi retorici. Alla base del progetto ci sono la scrittura e la visione creativa di Antonio Bruno, autore di testi e musiche, insieme alla produzione della band e alla collaborazione con Zeno Music di Samuele Sfingi. Il risultato è una canzone che parla d’amore con semplicità e autenticità, lontana dagli stereotipi romantici più convenzionali, preferendo la forza delle immagini quotidiane, dei ricordi e delle emozioni sincere.
Ad accompagnare il singolo c’è anche un reel diretto da Mirko Manzo e interpretato dalla modella Francesca Catapano, pensato come una dichiarazione d’amore all’immaginario degli Eighties. Una spiaggia al tramonto, un walkman tra le mani, la leggerezza di un’estate sospesa nel tempo e la musica come veicolo di sogno, memoria e connessione emotiva diventano gli elementi centrali di un racconto visivo volutamente nostalgico. L’immagine dell’ascolto, dell’attesa e del ricordo restituisce al brano una dimensione cinematografica e sentimentale, in cui il passato non è rifugio, ma materia viva da trasformare.
Il progetto di ’O Vico nasce proprio dall’incontro tra passato e presente. Le sonorità dei vicoli di Napoli dialogano con le possibilità della produzione moderna; le chitarre suonate si intrecciano con l’elettronica; il dialetto napoletano diventa lingua espressiva capace di raccontare il contemporaneo senza perdere la propria radice popolare. La band porta avanti una poetica diretta, senza filtri, costruita intorno a storie di vita quotidiana, sentimenti personali e temi sociali.
La formazione è composta da Tony Matarazzo alla voce solista, Mena De Rosa a voce, cori e percussioni, Antonio Bruno autore e chitarra elettrica, Vincenzo Caiella al basso elettrico, Maurizio Rossi alla chitarra acustica, Fabio Schiavo al pianoforte e alle tastiere, e Gianni Michelangelo Cirillo alla batteria. Nati quasi per gioco cinque anni fa in una piccola sala prove, i sette componenti condividono una precisa idea di musica: raccontare la realtà attraverso il suono, la lingua e l’identità culturale di Napoli.
Simbolo del gruppo è il triangolo, figura che rappresenta equilibrio, unione e condivisione. Sono proprio questi elementi a definire l’identità di ’O Vico, una band che recupera la forza espressiva della tradizione musicale partenopea e la fonde con folk contemporaneo, pop-rock ed elementi elettronici. Dopo il singolo d’esordio Che bella jurnata del 2022 e l’album Patria Nosta, il percorso del gruppo è proseguito con Annammorat’e e me e Nun avè paura, tappe che hanno consolidato una cifra stilistica riconoscibile e profondamente radicata nel territorio.
Il nuovo album, anticipato da ’A cosa chiù bella, avrà come filo conduttore l’amore, raccontato nelle sue molteplici sfumature: intime, viscerali, leggere, malinconiche e autentiche. Un sentimento complesso e contraddittorio, proprio come la terra da cui la band proviene. In questa prospettiva, ’O Vico non si limita a cantare Napoli, ma prova a trasformarla in linguaggio musicale contemporaneo, portando nei brani il suono di un vicolo che canta, ricorda, sogna e si ribella.
Con ’A cosa chiù bella, ’O Vico consolida dunque una precisa identità artistica: partire dalla tradizione per costruire un suono moderno, popolare e riconoscibile. Il singolo diventa così non solo l’anticipazione di un nuovo progetto discografico, ma anche la conferma di una traiettoria musicale che guarda alla memoria come a una forza creativa, capace di unire generazioni, linguaggi e sentimenti.
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(foto fornite dall’Ufficio Stampa in allegato al cimunicato)
