Il mare come infrastruttura naturale, economica e culturale del Paese. È questo il filo conduttore del convegno “Piano Mare 2026: un’opportunità da cogliere per il futuro”, in programma sabato 23 maggio, alle ore 18.00, presso la sede della Lega Navale di Napoli, al Molosiglio. Un appuntamento pensato come momento di confronto sulle prospettive di sviluppo della blue economy, sulla centralità della portualità, sulla tutela degli ecosistemi marini e sulle politiche strategiche che riguardano uno degli asset più importanti per l’Italia e, in modo particolare, per il Mezzogiorno.
Relatore dell’incontro sarà Riccardo Rigillo, Capo di Gabinetto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, ruolo confermato anche dagli organi ufficiali della Presidenza del Consiglio. La sua presenza a Napoli assume un significato particolarmente rilevante perché consente di portare sul territorio una riflessione diretta sugli strumenti attraverso i quali il Governo intende rafforzare la politica marittima nazionale, in una fase in cui il mare non è più soltanto uno spazio geografico o identitario, ma un vero sistema integrato fatto di economia, sicurezza, logistica, ambiente, turismo, innovazione e cooperazione internazionale.
A introdurre l’intervento sarà il prof. Giulio Zuccaro, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e responsabile scientifico di Plinius, centro di competenza della Protezione civile nazionale. La sua partecipazione collega il tema delle politiche del mare a quello della prevenzione, della resilienza dei territori costieri, della gestione del rischio e della capacità delle comunità di affrontare le trasformazioni ambientali e infrastrutturali che interessano le aree marittime.
Il convegno si inserisce in un momento decisivo per la definizione del Piano del Mare 2026-2028, il nuovo quadro strategico nazionale chiamato a proseguire e aggiornare il percorso avviato con il Piano 2023-2025. Tra le aree tematiche indicate dal Dipartimento per le politiche del mare rientrano spazi marittimi, rotte commerciali, porti e logistica, energia dal mare, transizione ecologica dell’industria marittima, pesca, acquacoltura, cantieristica, industria armatoriale, lavoro marittimo e formazione.
Per Napoli e per la Campania, questi temi hanno un valore strategico evidente. La città e il suo golfo rappresentano da secoli un punto di incontro tra cultura mediterranea, traffici commerciali, cantieristica, turismo, ricerca scientifica e vocazione nautica. Discutere oggi di Piano Mare 2026 significa interrogarsi non solo sul futuro delle infrastrutture portuali, ma anche sulla qualità dello sviluppo, sulla protezione dell’ambiente marino, sulla capacità di creare lavoro qualificato e sulla possibilità di rendere il mare una leva concreta di crescita per le nuove generazioni.
Nel corso dell’incontro saranno affrontati anche gli aspetti legati alla recente normativa nazionale sul mare. La Legge 7 maggio 2026, n. 70, recante “Valorizzazione della risorsa mare”, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio 2026 e costituisce uno dei principali interventi normativi recenti dedicati al coordinamento delle politiche marittime italiane. Il provvedimento interviene su diversi ambiti, dalla governance alla pianificazione, dalla nautica alle attività subacquee, rafforzando l’idea di una gestione più organica del sistema mare.
La nuova cornice normativa si collega direttamente al ruolo del CIPOM, il Comitato interministeriale per le politiche del mare, e alla necessità di superare la frammentazione delle competenze. L’obiettivo è costruire una visione nazionale capace di tenere insieme sviluppo economico, tutela ambientale, sicurezza, infrastrutture, ricerca e formazione. È proprio su questo terreno che il Piano Mare 2026 può diventare uno strumento decisivo: non un semplice documento programmatico, ma una piattaforma di indirizzo per orientare investimenti, politiche pubbliche e progettualità territoriali.
Particolarmente significativo è il richiamo alla blue economy, un settore che comprende portualità, logistica, cantieristica, pesca, acquacoltura, turismo costiero, nautica da diporto, energie marine, ricerca scientifica e tutela degli ecosistemi. Per un Paese come l’Italia, proteso nel Mediterraneo e caratterizzato da una forte identità costiera, la sfida è trasformare questa vocazione in un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare competitività e responsabilità ambientale.
In questa prospettiva, il Mezzogiorno può giocare una partita decisiva. Napoli, la Campania e l’intero sistema portuale meridionale si trovano al centro di rotte, relazioni e opportunità che riguardano il Mediterraneo allargato. Il mare diventa così spazio di connessione, ma anche banco di prova per politiche pubbliche più efficaci: dalla modernizzazione dei porti alla valorizzazione delle professioni marittime, dalla protezione delle coste alla promozione del turismo nautico, dalla cooperazione tra istituzioni alla capacità di coinvolgere imprese, università, associazioni e comunità locali.
“Abbiamo l’onore di ospitare, per l’ultimo dei tre appuntamenti della rassegna di grande successo che la Lega Navale di Napoli ha realizzato per esplorare le potenzialità del nostro territorio e, in particolare, delle aree marittime, il Capo Gabinetto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare”, sottolinea l’avv. Michele Sorrenti, Presidente della Lega Navale di Napoli. “In un territorio come quello campano, storicamente legato alla cultura e all’economia del mare, approfondire i temi della valorizzazione delle risorse marittime, della sostenibilità ambientale, della sicurezza e dello sviluppo delle infrastrutture portuali significa costruire una visione concreta di crescita per le nuove generazioni”.
Le parole di Michele Sorrenti restituiscono il senso più profondo dell’iniziativa: il mare non è soltanto una memoria identitaria, ma una risorsa viva, da governare con competenza e lungimiranza. È una leva per l’innovazione, il turismo, l’occupazione, la formazione e la cooperazione tra istituzioni, imprese e cittadini. In questa direzione, la Lega Navale di Napoli conferma il proprio ruolo di presidio culturale e civile, promuovendo occasioni di confronto qualificate su temi che riguardano direttamente il futuro del territorio.
Il convegno di sabato 23 maggio al Molosiglio rappresenta dunque un appuntamento di particolare rilievo per comprendere come il Piano Mare 2026 possa tradursi in opportunità concrete. La sfida sarà quella di passare dalla visione alla progettazione, dalla programmazione agli investimenti, dalla tutela alla valorizzazione. Per Napoli e per la Campania, cogliere questa occasione significa riaffermare una vocazione antica con strumenti nuovi, facendo del mare non solo un orizzonte simbolico, ma una piattaforma strategica per il futuro.
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