Pollica torna al centro del dibattito internazionale sulla rigenerazione dei territori, sulla tutela della biodiversità e sui nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Dal 22 al 24 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, il Paideia Campus della Fondazione Future Food Institute ospita per il sesto anno consecutivo RegenerAction, il retreat internazionale dedicato alla leadership rigenerativa e al cambiamento sistemico. Un appuntamento che porterà nel cuore del Cilento oltre trenta protagonisti internazionali tra artisti, economisti, innovatori sociali, designer, imprenditori, ricercatori e changemaker, confermando Pollica come uno dei luoghi più avanzati in Europa per la sperimentazione di pratiche territoriali fondate su ecologia integrale, innovazione istituzionale e comunità.
Nato a Pollica nel 2021, RegenerAction è diventato nel tempo molto più di un evento: oggi rappresenta una piattaforma internazionale di ricerca, formazione e azione collettiva che lavora alla costruzione di nuovi modelli di leadership e trasformazione sistemica. La sua forza sta nella capacità di connettere sviluppo umano, rigenerazione ecologica, innovazione sociale, cultura mediterranea e nuove economie territoriali. In un’epoca segnata da crisi climatiche, perdita di biodiversità, fragilità delle aree interne e diseguaglianze crescenti, l’esperienza cilentana propone una visione concreta: non limitarsi a conservare i territori, ma renderli capaci di generare futuro.
La scelta di celebrare RegenerAction in concomitanza con la Giornata Mondiale della Biodiversità, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 22 maggio, assume un valore simbolico e politico particolarmente forte. La biodiversità non viene presentata soltanto come patrimonio naturale da proteggere, ma come infrastruttura viva delle comunità, base materiale e culturale della salute, dell’alimentazione, dell’economia locale e della coesione sociale. Il Cilento, patria della Dieta Mediterranea e territorio riconosciuto per la ricchezza dei suoi ecosistemi, diventa così un laboratorio in cui il rapporto tra uomo, ambiente, cibo e comunità viene ripensato in chiave rigenerativa.
Tra gli ospiti attesi figurano personalità di rilievo internazionale come Hunter Lovins, pioniera mondiale dell’economia rigenerativa e membro del Club of Rome; Merijn Dols, esperto europeo di circular economy e system thinking e rappresentante del Bioregional Weaving Labs Collective; Massimo Redaelli, imprenditore e innovatore impegnato sui temi della trasformazione sostenibile; Matteo Mocchi, designer e strategist; Erik Bruun Bindslev, esperto internazionale di finanza rigenerativa e nuovi modelli economici per la transizione ecologica; Anthony Bennett, CEO di Reboot The Future e promotore globale della Golden Rule; Peter Klosse, tra i principali studiosi internazionali del gusto e della gastronomia sostenibile; e Nicola Iacopelli, fondatore di Save The Bees, impegnato nella tutela degli ecosistemi impollinatori e della biodiversità.
L’edizione 2026 assume un significato ulteriore perché si svolge insieme a MISTAKE, grande laboratorio di arte partecipata e ricerca transdisciplinare che coinvolgerà oltre ottanta giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e ricercatori provenienti dai mondi dell’Agraria, della Biologia e dell’Ingegneria dei Materiali dell’Università Federico II. Pollica diventa così uno spazio aperto di sperimentazione collettiva, dove arte, scienza, design, tecnologia e cittadinanza attiva si incontrano per immaginare nuove forme di relazione tra comunità e ambiente. Non una semplice rassegna, ma un processo vivo di social design e citizen science, capace di trasformare il territorio in un campo di ricerca condiviso.
Al centro delle giornate ci sarà anche il Cilento Bioregional Weaving Lab, una delle esperienze europee più avanzate di bioregionalismo applicato, recentemente entrata nella rete internazionale dei Bioregional Weaving Labs. Il modello lavora sulla costruzione di comunità territoriali capaci di rigenerare insieme ecologie, economie, cultura e coesione sociale attraverso processi collaborativi. In questa prospettiva, il territorio non viene considerato come un semplice contenitore amministrativo, ma come una bioregione: un sistema complesso fatto di paesaggi, relazioni, saperi, filiere produttive, risorse naturali e capitale umano.
Il Paideia Campus si conferma il cuore operativo di questa visione. Il Future Food Institute descrive Pollica come un Living Lab a cielo aperto, in cui il cibo diventa il punto di connessione tra comunità, ambiente, salute e innovazione. È proprio da questa impostazione che nasce la capacità del territorio di attrarre ricercatori, imprese, istituzioni e giovani talenti da tutta Europa, trasformando la Dieta Mediterranea da eredità culturale in piattaforma contemporanea di rigenerazione.
Durante le giornate saranno presentati i risultati delle prime ricerche e sperimentazioni sviluppate negli ultimi anni nel Cilento attraverso il Paideia Campus, oggi riconosciuto come laboratorio internazionale per l’ecologia integrale, la Dieta Mediterranea e l’innovazione territoriale. Un percorso che non riguarda solo la sostenibilità ambientale, ma anche la capacità delle comunità locali di ripensare lavoro, formazione, turismo, agricoltura, alimentazione e politiche pubbliche in una logica di lungo periodo.
Un ruolo centrale sarà riservato anche al Masterplan Cilento Sud – Future Lands, guidato dal sindaco Stefano Pisani. Il progetto punta a trasformare i territori marginali in piattaforme di rigenerazione ecologica, sociale ed economica, attraverso nuove alleanze pubblico-private, strategie plurifondo e modelli territoriali replicabili anche in altri contesti internazionali. È una visione che guarda alle aree interne e costiere non come luoghi periferici, ma come avamposti di innovazione, capaci di anticipare risposte alle grandi sfide del nostro tempo: crisi climatica, abbandono dei borghi, fragilità demografica, sicurezza alimentare e tutela degli ecosistemi.
In questo scenario, Pollica non celebra soltanto la biodiversità: la assume come principio guida di una nuova idea di sviluppo. Biodiversità naturale, ma anche culturale, economica e sociale. La rigenerazione, infatti, non si limita alla protezione dell’ambiente, ma coinvolge le persone, le istituzioni, i saperi locali, la creatività giovanile e le reti internazionali. È qui che RegenerAction trova il suo significato più profondo: costruire leadership capaci di agire dentro la complessità, connettendo competenze diverse e trasformando i territori in luoghi di apprendimento, innovazione e responsabilità condivisa.
Dal Cilento parte così un messaggio che parla all’Europa e al Mediterraneo: il futuro dei territori marginali non passa dalla loro omologazione ai grandi centri urbani, ma dalla valorizzazione della loro identità ecologica, culturale e comunitaria. Pollica, con il Future Food Institute, il Paideia Campus, il Cilento Bioregional Weaving Lab e il percorso di RegenerAction, si propone come modello concreto di transizione rigenerativa, dimostrando che biodiversità, cultura, cibo, arte e innovazione possono diventare gli elementi di una nuova grammatica dello sviluppo.
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