All’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli il numero programmato non viene presentato come un semplice filtro all’ingresso, ma come una precisa scelta strategica legata alla qualità della formazione e alla sostenibilità della didattica. È questa la linea ribadita dal rettore Lucio d’Alessandro, che rivendica un modello costruito negli anni e oggi sostenuto anche dai dati sull’occupazione dei laureati. In un panorama universitario in cui spesso il dibattito sul numero chiuso si concentra soltanto sul tema della selezione, l’ateneo napoletano insiste invece su un altro aspetto: la possibilità di seguire davvero ogni studente nel proprio percorso, accompagnandolo non solo durante gli anni di studio, ma anche nella fase decisiva dell’ingresso nel mondo del lavoro.
Il Suor Orsola sarà anche quest’anno il primo ateneo del Mezzogiorno ad avviare le prove selettive per le immatricolazioni all’anno accademico 2026-2027. La sessione primaverile dei test partirà il 16 marzo e proseguirà fino al 19 marzo, con quattro diverse sessioni giornaliere e una procedura interamente telematica di prenotazione che permette ai candidati di scegliere giorno e fascia oraria, anche pomeridiana. Le iscrizioni restano aperte fino al 18 marzo e il test è gratuito, una scelta che secondo l’ateneo vuole favorire una decisione più consapevole da parte degli studenti, lasciando loro la possibilità di misurarsi con più opzioni universitarie senza il peso di costi aggiuntivi.
I corsi coinvolti in questa prima tornata di selezione sono quattro e intercettano aree disciplinari particolarmente significative per la formazione contemporanea. C’è il corso di laurea triennale in Economia aziendale, che dal 2016 viene indicato dall’ateneo come il primo in Italia specificamente dedicato alla Green Economy; c’è il corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione; c’è il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva; e c’è il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, che rappresenta un unicum nel Mezzogiorno perché a numero programmato, con accesso limitato a 150 studenti l’anno. Si tratta di una proposta formativa che riflette un’idea precisa di università: non puntare soltanto sui grandi numeri, ma costruire una comunità accademica in cui l’efficienza didattica sia compatibile con un rapporto più diretto tra docenti, strutture e studenti.
Il cuore del ragionamento espresso dal rettore Lucio d’Alessandro è proprio questo. Il numero “chiuso”, nel linguaggio dell’ateneo, diventa un numero “sostenibile”, cioè calibrato sulla reale capacità di assicurare qualità dell’insegnamento, laboratori, tutorato, orientamento e accompagnamento al placement. Una formula che il Suor Orsola collega apertamente ai risultati ottenuti in termini di efficacia della laurea sul mercato del lavoro e di coinvolgimento degli studenti in stage e tirocini già nel corso dei percorsi triennali, richiamando i dati di AlmaLaurea. In particolare, l’università sottolinea come la spendibilità occupazionale dei propri titoli risulti superiore di oltre dieci punti percentuali rispetto alla media nazionale, un dato che rafforza la narrazione di un ateneo orientato non soltanto alla formazione teorica, ma anche alla concreta costruzione del futuro professionale dei laureati.
In questo quadro il test d’ingresso viene inserito in un processo più ampio di orientamento. Non è soltanto una prova di ammissione, ma un primo passaggio di autovalutazione. Lo sottolinea anche Paola Villani, direttore del SOT, il Servizio di Orientamento e Tutorato dell’ateneo, che richiama una filiera ormai collaudata: informarsi, valutare, testare, eventualmente riprovare e poi scegliere con consapevolezza. È un approccio che riduce l’idea della selezione come momento traumatico e la trasforma in uno strumento di accompagnamento, tanto più perché chi non supererà il test di marzo o chi preferirà tentare in un secondo momento potrà contare su altre due finestre già programmate, dall’8 al 15 luglio e dal 9 al 21 settembre.
La scelta di anticipare già in primavera le selezioni ha anche un valore simbolico e pratico. Simbolico, perché segnala la volontà dell’università di intercettare per tempo gli studenti che stanno definendo il proprio progetto formativo. Pratico, perché consente di pianificare con maggiore anticipo l’ingresso nei corsi, dando ai candidati più occasioni per mettersi alla prova. In un contesto in cui le nuove professioni richiedono competenze sempre più specifiche e trasversali, dal green marketing ai profili legati al diritto delle nuove tecnologie, il Suor Orsola cerca così di proporsi come un ateneo capace di unire specializzazione, accompagnamento e concretezza occupazionale.
Accanto ai corsi a numero programmato con test, l’università prepara anche l’apertura delle immatricolazioni ai corsi ad accesso libero. Dal 25 marzo partiranno le iscrizioni per quattro corsi di laurea triennale: Lingue e culture moderne, Scienze dei beni culturali: turismo, arte e archeologia, Scienze del servizio sociale e Scienze dell’educazione. Dal 1° giugno si apriranno invece le immatricolazioni per sette corsi di laurea magistrale ad accesso libero: Comunicazione pubblica e d’impresa, Consulenza pedagogica, Digital Humanities per le materie letterarie ed i beni culturali, Economia, Management e Sostenibilità, Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, Management del turismo, Programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali e Psicologia: risorse umane, ergonomia cognitiva, neuroscienze cognitive.
Anche in questo caso, tuttavia, l’accesso libero non coincide con l’assenza di una programmazione numerica. L’ateneo precisa infatti che pure questi corsi prevedono un numero definito di posti, pur senza selezione iniziale, con immatricolazioni aperte fino a esaurimento della disponibilità. È una logica coerente con la filosofia generale dell’università: calibrare gli accessi sulle esigenze didattiche dei singoli percorsi. Emblematico è il caso del nuovo corso di laurea magistrale in Management del turismo, per il quale sono disponibili 116 posti. Il percorso nasce con un’impostazione fortemente professionalizzante e guarda ai settori dell’incoming tourism management e dell’event management, attraverso moduli innovativi e attività laboratoriali progettate secondo il modello di EDUNEXT, iniziativa promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR.
Resta poi da definire il calendario di altri due appuntamenti rilevanti. A settembre, con data nazionale unica che sarà comunicata dal ministero nei prossimi mesi, si terrà il test per il corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria, direttamente abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Su questo fronte il Suor Orsola rivendica un primato nazionale per numero di posti disponibili, con 690 posti registrati lo scorso anno. Sempre a fine settembre si svolgeranno inoltre le tre giornate di selezione per il corso di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali, tra i pochi in Italia direttamente abilitanti alla professione di restauratore.
Nel complesso, il messaggio che arriva dall’Università Suor Orsola Benincasa è chiaro: il numero programmato non viene interpretato come un ostacolo, ma come uno strumento per alzare la qualità della formazione, migliorare il rapporto tra studenti e servizi e rafforzare l’efficacia del titolo di studio sul piano occupazionale. In un sistema universitario che spesso deve misurarsi con il sovraffollamento dei corsi, la dispersione e l’incertezza sul futuro lavorativo dei laureati, l’ateneo napoletano prova a differenziarsi puntando su selezione, orientamento e personalizzazione del percorso. Una scelta che, almeno nelle intenzioni e nei dati richiamati dall’università, mira a trasformare il test d’ingresso non in una barriera, ma in un primo passo verso una formazione più solida, più mirata e più vicina alle esigenze del mercato del lavoro.
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