Il Teatro Elicantropo di Napoli, fondato e diretto da Carlo Cerciello, inaugura la sua 30ª stagione teatrale mercoledì 8 ottobre 2025 con un forte messaggio etico e civile: un’intera programmazione dedicata al genocidio del popolo palestinese, definito “l’orrore più devastante del XXI secolo”.
Da trent’anni, lo spazio partenopeo rappresenta un presidio di arte e coscienza, un laboratorio di ricerca e formazione che ha saputo trasformare il teatro in un luogo di pensiero e di resistenza. La stagione 2025/2026 si presenta come un mosaico di voci e visioni che interrogano la contemporaneità, esplorando le ferite collettive e la necessità di testimoniare attraverso la scena.
“Il nostro tempo è segnato dall’orrore, dal cinismo, dalla dissoluzione dei valori umani – afferma Carlo Cerciello –. Fare teatro significa denunciare, non smettere di guardare. Questa stagione è dedicata al genocidio del popolo palestinese, simbolo di una nuova morte di Dio tra i corpi dei bambini e la brutalità quotidiana. Il teatro cerca di rispondere a questa disperazione muta, restando spazio di parola e coscienza collettiva”.
L’apertura è affidata a Scannasurice di Enzo Moscato, diretto da Carlo Cerciello e interpretato da Imma Villa (8–26 ottobre 2025). Il femminiello dei Quartieri Spagnoli torna come emblema della napoletanità ferita, tra oscenità e poesia, in una discesa agli inferi dell’animo umano.
A novembre seguono Chisció e Panza di Enzo Attanasio e Rosalba Di Girolamo (13–16 novembre), omaggio al Don Chisciotte di Cervantes, e Manuale di sopravvivenza sulla felicità di Chiara Claudi (21–22 novembre), un monologo-concerto che intreccia musica e psicologia. Chiude il mese Ginestre di Elvira Buonocore (27–30 novembre), regia Gennaro Maresca, opera civile che denuncia la spettacolarizzazione del dolore e la responsabilità del potere.
Dall’8 gennaio all’8 febbraio 2026 andrà in scena Definisci Antigone, adattamento di Carlo Cerciello con Imma Villa, Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Serena Mazzei. L’opera intreccia Sofocle, Brecht e le testimonianze del popolo palestinese, offrendo una riflessione profonda sulla ribellione come gesto umano e politico.
A marzo (11–22) il teatro celebra se stesso con Buon Compleanno, spettacolo corale diretto da Cerciello con Roberto Azzurro, Paolo Coletta e altri protagonisti della storia dell’Elicantropo: trent’anni di passione, lotte e poesia.
La primavera teatrale apre con Lu cunto de li cunti (9–12 aprile), interpretato da Silvio Barbiero, seguito da Nostoi ‘O Tturna di Giovanni Piscitelli (16–19 aprile), ispirato al ritrovamento dei Bronzi di Riace. Dal 23 al 26 aprile sarà la volta di Anna Cappelli di Annibale Ruccello, interpretato e diretto da Patrizia Eger con le coreografie di Elena D’Aguanno.
Chiude la stagione Oltre la linea 2026 (30 aprile–3 maggio), rassegna di danza contemporanea curata da Rosario Liguoro, con compagnie e coreografi di rilievo nazionale come Emma Cianchi, Marco Auggiero, Erminia Sticchi e Anita Mosca.
Il Teatro Elicantropo conferma così la sua identità di spazio di resistenza culturale, poetica e politica, un luogo dove la memoria incontra il mito e la tragedia diventa gesto di rinascita. Con la collaborazione della Fondazione Eduardo De Filippo, continua inoltre l’attività del Laboratorio Teatrale Permanente e il progetto degli Studi Eduardiani, oltre ai corsi di Perfezionamento Professionale per Attori.
La stagione 2025/2026 non è solo un cartellone di spettacoli, ma un atto di responsabilità artistica e civile. Un viaggio che attraversa mito, dolore e sogno, riaffermando il teatro come ultimo spazio libero di coscienza collettiva.
Info e prenotazioni:
3491925942 – 081296640
Teatro Elicantropo
#TeatroElicantropo #NapoliCultura #StagioneTeatrale #CarloCerciello #TeatroCivile #Scannasurice #Antigone #ArteEResistenza #DanzaContemporanea #TeatroNapoli
Instagram: @teatroelicantropo @raimonadamo
Facebook: @teatroelicantropo @raimonadamo1
LinkedIn: @teatro-elicantropo @raimondoadamo
(immagini fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




