Il fine settimana del Campania Teatro Festival 2025 si preannuncia intenso, carico di suggestioni culturali e artistiche, con appuntamenti imperdibili tra Napoli e Pompei. Tra questi spicca Scottature, melologo tratto dal racconto di Dolores Prato, diretto da Michela Cescon e interpretato da una straordinaria Anna Foglietta, che torna protagonista anche domenica con un emozionante monologo tratto da un testo di Maurizio Ponticello. Una doppia presenza per l’attrice romana, che incarna due figure femminili memorabili tra introspezione, storia e letteratura.
Sabato 5 luglio si comincia alle 21 al Teatro Mercadante con Scottature, viaggio iniziatico e spirituale di una giovane uscita dal convento per affrontare la vita reale. Un racconto poetico e simbolico, nel quale la protagonista affronta le “ustioni” dell’esistenza con voce intensa e vibrante. La musica della percussionista Alessia Salvucci accompagna il testo in un intreccio sonoro che rafforza il pathos emotivo della narrazione. Uno spettacolo che celebra la scrittura di Dolores Prato, autrice riscoperta negli ultimi anni per la sua potenza evocativa e stilistica.
Sempre sabato alle 21, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, Milena Vukotic incanta il pubblico con Nuvole. Fortune e sfortune di lady Hamilton di Giuseppe Rocca, nell’ambito della rassegna Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli. Un racconto di metamorfosi, ascesa sociale e rovina, tra tableau vivants, passioni travolgenti e scenari storici. Il personaggio di Lady Hamilton prende vita attraverso la voce elegante e misurata della Vukotic, che restituisce un ritratto complesso e struggente della celebre amante di Nelson.
Sempre il 5 luglio alle 22 al Teatro Tedér, va in scena Manifesto di un morto a cavallo, testo di Matteo Porru e Francesco Spiedo, con la regia di Simone Somma. Un’opera sospesa tra reale e onirico, dove il protagonista si confronta con la propria memoria in un limbo indefinito, accompagnato da un cast giovane e potente: Valerio Lombardi, Roberta Astuti e lo stesso Somma. Un flusso di coscienza scenico che riflette sul senso del tempo, dell’attesa e del ricordo.
A Pompei, al Teatro Grande, si replica Notte Morricone, coreografia di Marcos Morau sulle musiche del maestro Ennio Morricone, con i danzatori della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto. Un’opera visionaria che fonde danza, cinema e musica, capace di evocare emozioni profonde e collettive. Un viaggio immersivo nel patrimonio sonoro del Novecento che continua a incantare ogni generazione.
Domenica 6 luglio è ancora Anna Foglietta a catalizzare l’attenzione, questa volta al Cortile delle Carrozze (ore 21), con Quella notte, a Pererotta, intenso monologo tratto da un testo di Maurizio Ponticello, sempre per Il Sogno Reale. Ambientato durante la festa di Piedigrotta del 1860, il racconto segue Assunta Migliaccio della Sanità, donna sola nel caos del crollo borbonico e delle atrocità che accompagnano l’arrivo di Garibaldi a Napoli. La Foglietta dà corpo e anima a una voce popolare femminile, mescolando cronaca storica e memoria personale, in una performance di grande forza emotiva e politica.
Sempre domenica alle 20, al Teatro Nuovo, debutta Reminiscenze di e con Dalal Suleiman, artista italiana di origine palestinese. Uno spettacolo poetico e visivo che canta il Mediterraneo come spazio di memoria, cultura e conflitto, accompagnato dalla musica di Alessandra Ravizza, Tareq Abu Salameh e Masih Karimi. Un viaggio in parole, danza e suoni, tra poesia araba e memoria ancestrale.
Alle 21, ai Bipiani di Ponticelli, va in scena #Foodistribution VIII ∞ / La foglia d’oro, progetto teatrale e sociale a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, con la regia di Adriana Follieri. Un’azione collettiva e simbolica tra artisti e abitanti delle periferie, che racconta il passaggio da una vita nei prefabbricati a un desiderio concreto di riscatto abitativo e umano. Un’esperienza di comunità che si fa teatro, denuncia e speranza.
Alle 21 alla Sala Assoli, Sarajevo di Mario Gelardi e Biagio Di Carlo, con Giovanna Sannino, Luca Ambrosino e Francesco Ferrante, porta in scena un dramma familiare che attraversa la memoria e le ferite della guerra. Una riflessione profonda su identità, sangue e appartenenza, con interpreti provenienti dalle più seguite serie televisive italiane.
Chiude la domenica alle 22 al Teatro Tedér Giuseppe, spettacolo tratto dalle opere di Giuseppe Bonaviri, scritto da Orazio Condorelli e Alessandro Miele, con la regia dello stesso Miele. La storia di un medico che lascia la Terra per Plutone diventa metafora esistenziale sulla fuga e il ritorno, la memoria e l’identità.
Il weekend si conclude in musica al Giardino Romantico di Palazzo Reale, con i concerti Dopofestival: sabato 5 con Galera de Rua, domenica 6 con Trick Beat. Ingresso gratuito con prenotazione da convertire in biglietto serale.
Il Campania Teatro Festival è promosso dalla Fondazione Campania dei Festival, con il sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura. I biglietti, tra 5 e 8 euro, sono disponibili su campaniateatrofestival.it, con agevolazioni per disabili e titolari di assegno sociale.
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(ph. di Tommaso Vitiello, Paolo Laku e altri, fomite dall’Ufficio stampa Campania Teatro Festival)







