L’area dei Campi Flegrei è tornata a far parlare di sé con un nuovo sciame sismico che ha riportato l’attenzione sulla fragilità della grande caldera vulcanica e sul rischio associato al bradisismo attivo. Nel pomeriggio si è verificata una scossa di magnitudo 2.7, la più forte della giornata, avvertita distintamente dalla popolazione tra Pozzuoli, Fuorigrotta, Bagnoli e alcune zone di Napoli. Secondo le prime rilevazioni dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, l’evento si inserisce in una sequenza di terremoti superficiali legati alla pressione dei fluidi idrotermali che da mesi caratterizza la dinamica flegrea.
L’aspetto che più ha allarmato gli abitanti è stato però l’odore di zolfo segnalato in varie zone della città, un fenomeno connesso alle fuoriuscite di gas nella zona della Solfatara e di Pisciarelli, dove temperature e degassaggi risultano in costante aumento. L’odore forte, riconoscibile e persistente è uno degli indicatori della vivacità del sistema idrotermale, che in caso di ulteriori pressioni può generare eventi improvvisi come le esplosioni freatiche: un rischio reale, e recentemente richiamato anche da diversi esperti intervistati dai media.
Nonostante la magnitudo relativamente modesta, la percezione sociale del fenomeno è stata amplificata sia dalla densità abitativa dell’area sia dalla memoria recente degli episodi più intensi avvenuti nell’ultimo anno. Ogni sciame sismico nella caldera è infatti osservato con attenzione, perché le dinamiche dei Campi Flegrei non seguono necessariamente gli schemi dei tradizionali vulcani con cono eruttivo. Qui la sorgente della sismicità è spesso legata a variazioni della pressione interna del vasto sistema di fratture e camere idrotermali. Questo significa che anche scosse leggere possono inserirsi in un processo graduale di accumulo di energia che coinvolge il sollevamento del suolo, le emissioni gassose e le deformazioni del sistema geologico.
Gli esperti sottolineano però che, allo stato attuale, non ci sono segnali che suggeriscono un’eruzione imminente. Il monitoraggio prosegue h24, con sensori che rilevano spostamenti millimetrici del terreno, variazioni chimiche dei gas e micro-sismicità distribuita. L’equilibrio della caldera rimane delicato, e la popolazione continua a convivere con un fenomeno naturale complesso che alterna fasi più tranquille a momenti di accelerazione come quello in corso.
#CampiFlegrei #Pozzuoli #SciameSismico #Bradisismo #Napoli #INGV #OsservatorioVesuviano #RischioVulcanico