di Manuela Ragucci
Ci sono voci che restano silenziose non per mancanza di pensieri, emozioni o talento, perché il corpo o le circostanze non concedono gli strumenti per farsi sentire. Eppure, a volte, la vita trova un ponte: la tecnologia, se guidata dalla coscienza e dal cuore, può trasformarsi in voce. Non fredda e meccanica, ma capace di portare in superficie il canto di chi altrimenti resterebbe invisibile.
È la storia di Gennaro Morra, poeta e giornalista che ha scoperto nell’intelligenza artificiale un modo per dare corpo musicale alle proprie parole. Nato con una grave disabilità motoria e di linguaggio, Morra ha coltivato una passione immensa per la musica, senza poterla praticare come avrebbe voluto. Scrivere, invece, era possibile: poesie, racconti, testi rimasti chiusi in una cartella, in attesa di qualcuno, o qualcosa, che li facesse vibrare nell’aria.
Oggi quelle parole hanno trovato respiro grazie al Gemo AI Project, dove l’AI diventa complice e non sostituta, strumento di espressione e non scorciatoia, un modo per trasformare il sogno in realtà.
Tra i frutti di questo percorso nasce La guerra di tutti, brano incluso nell’EP Canzoni artificiali, scritto da Gennaro Morra e dedicato a Lino Romano e a tutte le vittime innocenti della violenza.
La canzone è stata presentata al Premio Lino Romano, La guerra di tutti, che intreccia memoria, arte e impegno civile. La vicenda di Lino Romano, giovane operaio ucciso a Napoli per un tragico scambio di persona, diventa simbolo di una violenza cieca che può colpire chiunque e lasciare una ferita nella comunità intera.
La ballata racconta la quotidianità che si trasforma in tragedia: gli occhi, i sogni, una sera che sembra “un film” ma che si rivela drammatica realtà. Un racconto sobrio, senza retorica, che invita ad ascoltare, sentire e assumersi la responsabilità collettiva.
Il videoclip, realizzato con l’ausilio dell’AI, accompagna la canzone con immagini essenziali e simboliche. L’intelligenza artificiale non è protagonista: è strumento che amplifica la storia, conferendo respiro e profondità a una vicenda reale, dolorosa e necessaria da ricordare.
Il progetto si inserisce in un percorso artistico e civile che Morra porta avanti da anni: La guerra di tutti è anche il titolo di un racconto da cui sono nati un cortometraggio e il Premio Lino Romano, oggi giunto all’ottava edizione.
Da poeta a giornalista e ora anche autore musicale: come hai trovato la possibilità di dare corpo alla tua scrittura in diversi ambiti?
La musica è sempre stata una parte di me. Da giornalista ho intervistato tanti protagonisti della scena musicale partenopea, e ogni volta provavo un po’ di invidia: il mio sogno più grande, fin da bambino, era fare il cantautore. Ma la spasticità mi ha sempre impedito di provare.
Se non potevo fare il musicista o il cantante, volevo almeno essere autore di testi. In passato qualche canzone l’ho scritta con amici musicisti, ma nessuna ha avuto vita propria. Poi ho scoperto piattaforme di intelligenza artificiale che trasformano i testi in musica: è stato come vedere finalmente vibrare le parole rimaste chiuse nel computer. Dopo prove e studi, sono riuscito a ottenere risultati degni di essere ascoltati. Così è nato il Gemo AI Project: un piccolo miracolo personale, dove la tecnologia diventa voce dell’anima.
Sei una di quelle persone che deve molto alla tecnologia. Sei riuscito a mantenere un sano distacco dai social?
Ogni strumento può essere dono o distrazione: dipende dall’uso che se ne fa. Ho passato periodi interi a litigare online su temi importanti, sprecando tempo ed energia. Oggi ho imparato a scorrere oltre, a non farmi catturare dalla rabbia, e a usare la tecnologia per creare invece che distruggere.
Molti musicisti guardano con sospetto l’uso dell’intelligenza artificiale nella musica. Qual è il tuo punto di vista?
Li capisco. Musicisti che si esercitano anni vedono arrivare qualcuno che, senza sapere quasi nulla, ottiene un brano ben arrangiato in pochi minuti. È normale che ci siano timori.
Ma l’AI non sostituirà mai i musicisti, così come i computer non hanno eliminato orchestre e band. È un altro modo di fare musica, una possibilità per chi ha talento ma non può esprimerlo con i mezzi tradizionali. Io non potrò mai fare un concerto dal vivo con l’AI: il palco resta il regno dei musicisti veri.
Dove vuoi arrivare con questo progetto? È solo un gioco?
Per ora è divertimento e piccola rivincita personale. Dimostrare che i miei testi possono vivere è già una grande gioia. Ho altri brani pronti e voglio ascoltare la reazione delle persone: il sogno è un disco, pubblicato sulle piattaforme di streaming. Poi, come sempre, vedremo dove porterà la vita.
#GennaroMorra #LaGuerraDiTutti #GemoAIProject #MusicaInclusiva #AIeArte #TecnologiaUmanistica #DisabilitàECreatività #MemoriaCivile
