Il Governo è costretto a un parziale dietrofront sulla riforma delle pensioni inserita nella manovra 2026. Dopo le forti proteste di sindacati e categorie professionali, in particolare del mondo sanitario, l’esecutivo ha annunciato una correzione delle norme che avrebbero ridimensionato il peso contributivo del riscatto della laurea ai fini della pensione anticipata.
La misura, proposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevedeva un progressivo allungamento dei tempi necessari per andare in pensione per chi aveva riscattato gli anni universitari, riducendone l’efficacia nel raggiungimento dei requisiti contributivi. Una scelta che ha sollevato immediate polemiche, soprattutto perché avrebbe inciso anche su riscatti già effettuati e interamente pagati dai lavoratori.
I sindacati dei medici e delle professioni sanitarie hanno parlato di un intervento inaccettabile, annunciando possibili ricorsi e denunciando una penalizzazione per chi ha investito nella formazione universitaria e spesso ha iniziato a lavorare più tardi rispetto ad altri settori. Secondo le organizzazioni sindacali, il riscatto della laurea non può essere considerato un privilegio ma un contributo previdenziale a tutti gli effetti.
La tensione politica è salita fino all’intervento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che il 17 dicembre ha assicurato una revisione della norma. L’impegno del Governo è quello di eliminare qualsiasi effetto retroattivo: chi ha già riscattato la laurea non vedrà modificata la propria posizione previdenziale. Le eventuali nuove regole, se confermate, varranno solo per il futuro.
Resta comunque l’impianto generale della manovra, che punta a contenere la spesa pensionistica attraverso l’allungamento delle finestre di uscita per la pensione anticipata e un rafforzamento della previdenza complementare. Una linea che conferma l’attenzione dell’esecutivo alla sostenibilità dei conti pubblici, ma che apre un confronto politico e sociale destinato a proseguire durante l’iter parlamentare.
Il testo definitivo della legge di bilancio è atteso entro la fine dell’anno. Le modifiche annunciate dal Governo saranno decisive per capire se il capitolo pensioni riuscirà a evitare nuove tensioni sociali in una fase già segnata da inflazione e incertezza economica.
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