Villa di Donato rinnova una delle tradizioni più colte e meno conosciute della storia presepiale partenopea con un evento di rara intensità estetica e simbolica. Dal 9 all’11 gennaio 2026, nell’antico Salone degli Affreschi della Villa, prende vita Il Mistero di Pasqua di Villa di Donato, tra Luca Giordano e l’arte performativa dei Tableaux Vivants, una rappresentazione che intreccia arti figurative, teatro dal vivo e storia del presepe a personaggi.
L’evento nasce da un’idea di Patrizia de Mennato e affonda le sue radici in un patrimonio iconografico e devozionale che attraversa tre secoli di cultura visiva europea. Al centro vi è il Mistero di Pasqua, declinazione settecentesca del presepe napoletano, in cui la narrazione non si ferma alla Natività ma si spinge fino alla Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. Una tradizione raffinata, destinata ai salotti aristocratici e agli ambienti colti, oggi raramente visibile.
La rappresentazione mette in dialogo il Seicento di Luca Giordano, con la sua pittura drammatica e teatrale, il Settecento del Presepe a personaggi custodito dalla Villa e l’Ottocento dei tableaux vivants, vere e proprie “pitture viventi” che animavano le dimore nobiliari europee. Proprio attraverso i tableaux vivants, una preziosa e antichissima raffigurazione sacra della collezione di Villa di Donato viene restituita al pubblico in forma scenica.
La messa in scena è affidata al Ludovica Rambelli Teatro, con la regia di Dora De Maio, e vede protagonisti Elena Fattorusso, Rocco Giordano, Maria Giovanna La Greca, Fiorenzo Madonna, Antonio Stoccuto, Angela Tamburrino. I corpi degli attori diventano materia plastica, luce e composizione, ricreando dal vivo le posture, i gesti e la tensione emotiva delle iconografie sacre.
Fulcro narrativo dell’evento è la scena della Schiodazione, già presentata nella mostra La collezione dimenticata. Il presepe dei Baroni di Donato di Sant’Eframo Vecchio, ospitata nella Villa nel dicembre 2024. Quell’esperienza espositiva è stata documentata in un volume edito da Rogiosi, a cura della storica dell’arte Rossana Di Poce, che introdurrà anche le serate di gennaio, offrendo al pubblico una chiave di lettura storico-artistica e simbolica dell’opera.
Il percorso proposto non è solo spettacolo, ma atto di restituzione culturale: un modo per riportare alla luce una Napoli colta, barocca e illuminata, in cui arte sacra, devozione, teatro e collezionismo dialogavano senza confini disciplinari. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania e prevede ingressi contingentati, per preservare l’intimità e la forza evocativa della rappresentazione.
Le serate del 9, 10 e 11 gennaio 2026 prevedono ingressi alle 18.30, 20.00 e 21.00, con gruppi di massimo 30 persone. Le prenotazioni sono obbligatorie scrivendo a prenotazioni@villadidonato.it. È inoltre possibile prenotare un servizio bussino al momento dell’acquisto del biglietto.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
