La gestione del demanio marittimo in Campania torna al centro del confronto pubblico. Dopo una stagione estiva caratterizzata da polemiche, segnalazioni e forti discussioni sui social, FIBA Confesercenti Campania interviene per respingere quella che definisce una rappresentazione generalizzata e distorta delle imprese balneari. L’associazione rivendica il ruolo svolto dagli operatori regolari nella tutela delle coste, nella sicurezza dei bagnanti e nello sviluppo dell’economia turistica regionale, chiedendo che il dibattito distingua con chiarezza eventuali irregolarità dalle attività condotte nel rispetto delle norme.
La posizione dell’organizzazione arriva mentre Comuni e istituzioni sono chiamati ad applicare il Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio marittimo, il PUAD, e a completare i relativi Piani Attuativi comunali, indicati come PAD. Si tratta degli strumenti attraverso i quali deve essere regolata la destinazione delle aree costiere per finalità turistico-ricreative, trovando un punto di equilibrio tra libera fruizione degli arenili, tutela del paesaggio, accessibilità, servizi e attività economiche in concessione.
Secondo FIBA Confesercenti Campania, proprio questa fase di pianificazione dovrebbe essere affrontata attraverso il confronto tra amministrazioni, associazioni di categoria, cittadini e concessionari. L’obiettivo indicato è arrivare a una gestione trasparente e partecipata, capace di riconoscere le buone pratiche già adottate, tutelare le imprese che operano correttamente e garantire un rapporto equilibrato tra spiagge libere e aree affidate in concessione.
Il quadro regionale stabilisce che i Piani comunali debbano rispettare gli indirizzi del PUAD. Tra le previsioni rientra la presenza di aree destinate alla libera e gratuita fruizione in misura non inferiore al 30% della lunghezza degli arenili e al 30% delle altre superfici demaniali utilizzabili per la balneazione. Una disposizione che rende ancora più importante la pianificazione locale, chiamata a contemperare l’interesse collettivo con la continuità delle attività turistico-balneari regolari.
L’associazione esprime piena solidarietà agli enti locali che, in un contesto normativo definito complesso, stanno lavorando per assicurare il rispetto delle disposizioni regionali e nazionali. Per FIBA Confesercenti Campania, le amministrazioni impegnate nella redazione dei PAD devono poter operare senza essere coinvolte in giudizi sommari, purché garantiscano legalità, accessibilità, tutela ambientale e corretta utilizzazione del bene pubblico.
La stessa posizione viene espressa nei confronti delle imprese balneari campane, molte delle quali sono attività familiari presenti sui territori da decenni. L’associazione sottolinea gli investimenti compiuti dagli operatori per migliorare i servizi, innovare le strutture, sostenere l’occupazione stagionale e contribuire alla promozione delle località costiere. In questa prospettiva, gli stabilimenti regolari non sarebbero soltanto attività commerciali, ma anche presidi capaci di offrire assistenza, sorveglianza e servizi legati alla sicurezza in mare.
Il presidente regionale di FIBA Confesercenti Campania, Raffaele Esposito, chiarisce che l’organizzazione non intende difendere comportamenti abusivi, irregolari o poco inclusivi. La richiesta, tuttavia, è evitare che singoli episodi vengano utilizzati per formulare un giudizio negativo sull’intera categoria. Le segnalazioni e le violazioni, quando accertate, devono essere affrontate dagli organi competenti, senza trasformarsi in una condanna collettiva di imprese, lavoratori e amministrazioni.
«Non difenderemo mai comportamenti non inclusivi o abusivi», afferma Raffaele Esposito, ricordando però il disagio manifestato da numerosi imprenditori del settore, che si sarebbero sentiti mortificati da quella che l’associazione considera una continua campagna di delegittimazione. Da qui la scelta di esprimere vicinanza agli operatori, ai territori e alle pubbliche amministrazioni impegnate quotidianamente nell’organizzazione dei servizi costieri.
Nel comunicato viene richiamata anche la situazione del Cilento, indicato come uno dei territori campani maggiormente riconosciuti per il valore paesaggistico, turistico e ambientale delle sue coste. Secondo l’associazione, l’immagine di interi litorali non può essere compromessa da generalizzazioni che rischiano di ignorare le esperienze virtuose, la qualità del mare e il lavoro portato avanti dalle comunità locali.
Per Raffaele Esposito, il confronto sulla gestione del demanio marittimo dovrebbe inoltre occuparsi con maggiore attenzione dell’erosione costiera e del rischio idrogeologico. La progressiva riduzione degli arenili, infatti, produce conseguenze che coinvolgono contemporaneamente cittadini, turisti, imprese e amministrazioni: meno spiaggia significa minori spazi disponibili per la fruizione pubblica, maggiori difficoltà per gli operatori e una crescente vulnerabilità delle comunità costiere.
A queste criticità si aggiunge l’aumento dei costi sostenuti dalle famiglie e dalle aziende. Energia, materie prime, servizi e costo generale della vita incidono sia sulla capacità degli italiani di andare in vacanza sia sull’organizzazione delle attività turistiche. Per l’associazione, quindi, il vero tema non dovrebbe essere soltanto chi gestisce una porzione di spiaggia, ma soprattutto come questa gestione viene esercitata, quali servizi vengono assicurati e in che modo si garantiscono accesso, sicurezza, trasparenza e sostenibilità.
Il punto centrale rimane la ricerca di un equilibrio. Le spiagge sono un patrimonio collettivo e devono restare accessibili nel rispetto delle norme; allo stesso tempo, le attività in concessione rappresentano una componente dell’offerta turistica e una fonte di lavoro per giovani e famiglie. La pianificazione del demanio, sostiene FIBA Confesercenti Campania, deve quindi evitare contrapposizioni ideologiche e valorizzare un modello nel quale aree libere e stabilimenti regolari possano convivere.
L’associazione chiede che i concessionari vengano coinvolti nelle fasi di ascolto, che le pratiche positive siano valutate sulla base di elementi documentabili e che la continuità aziendale venga considerata per le imprese che hanno rispettato le regole e gestito correttamente i beni affidati. Non una difesa indiscriminata delle concessioni, dunque, ma la richiesta di un confronto fondato sui comportamenti effettivi e sulla qualità della gestione.
FIBA Confesercenti Campania ribadisce infine la volontà di sostenere un’organizzazione del demanio marittimo trasparente, inclusiva e orientata al futuro. Una gestione capace di tutelare il diritto dei cittadini alla fruizione delle coste, riconoscere il lavoro delle imprese in regola, rafforzare la sicurezza e salvaguardare l’ambiente può diventare uno strumento decisivo per la competitività del turismo campano e per la protezione di un patrimonio che appartiene all’intera comunità.
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- FIBA Confesercenti Campania
- Regione Campania – Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio marittimo
- Regione Campania – Approvazione del PUAD
- Regione Campania – Criteri per il commissariamento relativo ai PAD
- Regione Campania – Disposizioni su spiagge libere e accessibilità
