Napoli diventa un universo di immagini, simboli, memorie e devozioni nella nuova mostra Atlas Partenope di Andrea Fogli, ospitata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte dal 23 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. L’esposizione, curata da Vincenzo Stanziola, propone un viaggio nell’anima più profonda e misteriosa della città, attraverso disegni, dipinti e sculture che reinterpretano il patrimonio religioso, mitologico e popolare partenopeo. Un percorso artistico nel quale sacro e profano, memoria e immaginazione, tradizione e contemporaneità si intrecciano per restituire una Napoli sospesa tra realtà e visione.
Il progetto arriva dopo la recente mostra antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove sono stati presentati i sette Atlanti realizzati dall’artista negli ultimi venticinque anni, rappresentativi dei principali cicli della sua ricerca. Con Atlas Partenope, Andrea Fogli inaugura un nuovo percorso creativo: l’ottavo Atlante, denominato Atlante delle devozioni, di cui il progetto napoletano costituisce il primo capitolo inedito.
La scelta di Napoli non è casuale. La città, con la sua straordinaria stratificazione culturale, rappresenta un territorio privilegiato per indagare il rapporto tra le immagini e il sentimento della devozione. Per Fogli, infatti, il capoluogo campano custodisce una particolare dimensione spirituale e immaginativa, nella quale convivono antichi culti, riti religiosi, superstizioni, personaggi popolari e figure della contemporaneità.
L’artista definisce questo patrimonio una «galassia immaginale partenopea», un universo nel quale una statua, un vulcano, un sogno, un teschio, una maschera o persino un grande calciatore possono diventare oggetto di un culto particolare. È proprio questa capacità di trasformare immagini e personaggi in presenze collettive, cariche di significati affettivi e simbolici, a rappresentare il cuore della mostra.
L’esposizione si inserisce nel programma culturale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che continua a valorizzare il dialogo tra il patrimonio storico e i linguaggi dell’arte contemporanea. Dopo il progetto dedicato alla canzone napoletana del maestro Emilio Isgrò, il museo propone un’ulteriore interpretazione dell’identità cittadina, questa volta attraverso lo sguardo visionario di Andrea Fogli.
Come sottolinea il direttore Eike Schmidt, le tre sale del secondo piano della Reggia, con il prezioso presepe settecentesco sullo sfondo, rappresentano uno spazio ideale per proseguire un racconto originale di Napoli. La mostra si colloca inoltre accanto all’installazione permanente dedicata alla scrittrice Anna Maria Ortese, rafforzando l’idea di un luogo capace di accogliere letture non convenzionali della città, della sua memoria e delle sue contraddizioni.
Il percorso espositivo si sviluppa nelle sale 81, 83 e 84 del secondo piano di Capodimonte, attraverso tre ambienti distinti ma profondamente collegati. Ogni spazio rappresenta una tappa di un itinerario nel quale le immagini vengono trasformate, reinterpretate e riportate a una nuova vita mediante differenti tecniche artistiche.
Il fulcro della mostra è costituito dai dieci polittici dell’Atlas Partenope, esposti nella sala centrale. Si tratta di una grande quadreria composta da disegni a carboncino, caratterizzati da figure evanescenti e atmosfere sospese, nelle quali il visitatore può riconoscere immagini appartenenti alla storia artistica e culturale di Napoli.
Tra le suggestioni emergono riferimenti alle opere conservate a Capodimonte, ai capolavori custoditi nelle chiese e negli altri musei cittadini, ma anche alle immagini che abitano le case, le strade, il cinema e il teatro napoletano. Ogni figura sembra riaffiorare da una memoria comune, assumendo una forma nuova senza perdere completamente il legame con la propria origine.
L’intento dell’artista non è quello di riprodurre fedelmente un patrimonio iconografico già esistente, ma di riscoprirne la forza evocativa. Andrea Fogli descrive infatti il proprio lavoro come un Atlante delle «immagini del cuore», sottolineando la necessità di riabitare e rianimare le immagini, anziché abbandonarle alla cancellazione e alla rovina.
In questa prospettiva, il disegno diventa uno strumento capace di recuperare ciò che il tempo ha depositato nella memoria individuale e collettiva. Le immagini non vengono semplicemente conservate, ma attraversano un processo di metamorfosi che restituisce loro nuove possibilità espressive.
Il tema della trasformazione caratterizza anche la prima sala, dove trovano spazio le particolari ripitture di santini e cartoline postali alle quali l’artista si dedica da oltre trent’anni. Intervenendo con la tempera su immagini già esistenti, Fogli ne modifica gradualmente i contorni, cancella alcuni elementi e ne introduce altri, fino a trasformare la rappresentazione originaria in un paesaggio visionario e fluttuante.
Le figure religiose, i panorami e i soggetti convenzionali delle vecchie cartoline perdono così la propria funzione iniziale per diventare parte di un universo immaginario. È come se l’artista cercasse di attraversare la superficie delle immagini per scoprire ciò che si nasconde oltre la loro apparenza.
A questa ricerca appartiene anche la serie Voyage au centre du monde, titolo scelto per le cartoline ridipinte realizzate dal 2008 a oggi, un viaggio simbolico nel cuore delle immagini, dove la realtà visibile si apre a interpretazioni inattese.
Nell’ultima sala il percorso assume invece una dimensione più essenziale e scultorea. Qui compare l’installazione inedita in argilla cruda realizzata appositamente per Capodimonte, costituita da due capuzzelle sferiche ottenute attraverso la trasformazione del calco in argilla di un teschio.
L’opera richiama direttamente una delle tradizioni più riconoscibili della religiosità popolare napoletana, quella legata al culto delle anime del Purgatorio e dei teschi, attraverso i quali la città ha costruito nei secoli un rapporto particolare con la morte, la memoria e la speranza di rinascita.
Accanto all’installazione campeggia la frase «Cenere torna argilla», che diventa una chiave interpretativa dell’intera esposizione. La materia, apparentemente destinata alla dissoluzione, recupera una nuova possibilità di esistenza. La morte non rappresenta soltanto una conclusione, ma diventa il punto di partenza di un processo di rigenerazione.
La mostra assume così il significato di un esorcismo vitale, un tentativo di restituire energia alle immagini sedimentate nella psiche, trasformando ciò che appare consumato o dimenticato in una nuova presenza artistica.
L’ottavo Atlante di Andrea Fogli nasce dunque dall’incontro con una città che ha fatto della contaminazione culturale uno dei tratti fondamentali della propria identità. Napoli custodisce infatti elementi della tradizione greca e romana, riferimenti alla spiritualità cristiana, tracce di culture lontane, credenze popolari e suggestioni cosmopolite.
L’artista attraversa questo universo evocando Veneri, Madonne e Meduse, il serpente e il Benino del presepe, le scarpette dell’Annunziata e il teschio con le orecchie, il Vesuvio e il bosco sacro, l’Immacolata, la Mater Matuta e le Sirene.
La sua ricognizione comprende anche Pulcinella, l’unicorno, la Sfinge, la grotta Neapolitana, l’Ermafrodito, il Femminiello e Sileno, insieme ai fiori, alla vegetazione mediterranea e alle immagini del diorama delle porcellane. Un insieme ricchissimo di figure che abbraccia mitologia, spiritualità, natura, sessualità, tradizioni e cultura popolare.
Questa pluralità di riferimenti non costituisce un semplice repertorio iconografico, ma racconta una città nella quale epoche e credenze differenti continuano a dialogare. Napoli appare come un grande archivio vivente, dove ogni immagine conserva una storia e, nello stesso tempo, può generare nuovi significati.
Ad arricchire ulteriormente il progetto è il contributo del regista sperimentale napoletano Salvatore Sansone, autore di un video girato in Super 8 che introduce il visitatore all’esposizione. Il filmato documenta un’escursione compiuta insieme a Fogli da Cuma a Castel dell’Ovo, attraverso alcuni dei luoghi più emblematici dell’area partenopea.
Durante questo viaggio, le 140 immagini dell’Atlas sono state disseminate in diversi punti del territorio, dando vita a un intervento che collega idealmente il paesaggio reale con quello dell’immaginazione artistica. Il percorso diventa così un’esplorazione fisica e simbolica della città, delle sue radici antiche e delle sue continue trasformazioni.
Il video permette di comprendere come Atlas Partenope non sia soltanto una mostra pensata per gli spazi museali, ma anche il risultato di un confronto diretto con Napoli, con la sua geografia, i suoi monumenti e le testimonianze materiali e immateriali della sua identità.
L’esposizione segna inoltre il ritorno di Andrea Fogli nel capoluogo campano dopo la personale del 2023 al Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina, curata da Marta Ragozzino. Un legame artistico che trova ora una nuova espressione negli ambienti della Reggia di Capodimonte.
La mostra, realizzata con il sostegno di Studio La Città di Verona e delle Gallerie Riunite di Napoli, si propone come un’occasione per osservare la città da una prospettiva diversa, lontana dalle rappresentazioni più convenzionali. Non una semplice celebrazione dell’immaginario napoletano, ma una riflessione sulla capacità delle immagini di sopravvivere al tempo, trasformarsi e continuare ad alimentare la memoria collettiva.
Atlas Partenope invita il pubblico a riconoscere nei simboli familiari qualcosa di inatteso, a ritrovare nelle figure della tradizione una vitalità ancora presente e a leggere Napoli come un luogo dove il passato non smette di dialogare con il presente.
La mostra sarà visitabile dal 23 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte, in via Lucio Amelio 2 a Napoli, nelle sale 81, 83 e 84 del secondo piano. L’accesso all’esposizione è incluso nel biglietto del museo, senza costi aggiuntivi. Informazioni aggiornate sugli orari e sulle modalità di visita sono disponibili attraverso i canali ufficiali dell’istituzione museale.
Un appuntamento significativo nel calendario delle mostre d’arte contemporanea a Napoli, che attraverso lo sguardo di Andrea Fogli trasforma Capodimonte in uno spazio di incontro tra storia, devozione, immaginazione e memoria, restituendo al pubblico il fascino di una città che continua a reinventare le proprie immagini e i propri miti.Keyword principale: Andrea Fogli Atlas Partenope Capodimonte
#AndreaFogli #AtlasPartenope #Capodimonte #MuseoDiCapodimonte #Napoli #MostreNapoli #Napoli2026 #Napoli2027 #ArteContemporanea #AtlanteDelleDevozioni #VincenzoStanziola #CulturaNapoli #ArteANapoli #MuseiCampania #EventiNapoli #CulturaCampania #SalvatoreSansone #SudNotizie
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)







