Il Maggio del Pianoforte 2026 apre una nuova stagione dedicata ai giovani talenti della musica classica e sceglie uno dei luoghi più suggestivi di Napoli per celebrare l’arte pianistica. Domenica 25 ottobre, alle ore 11, il Museo Darwin-Dohrn, nella Villa Comunale di Napoli, ospiterà il concerto inaugurale della competizione promossa dall’associazione Maggio della Musica, con protagonista la giovane pianista Giuditta La Marca. Un appuntamento che unisce talento, passione e partecipazione del pubblico, chiamato ancora una volta a scegliere il vincitore del concorso.
L’edizione 2026 si presenta con due importanti novità. La prima riguarda la sede della manifestazione, che si trasferisce nei saloni del Museo Darwin-Dohrn, a pochi passi dal lungomare partenopeo, inaugurando l’utilizzo degli spazi museali per concerti nella fascia mattutina festiva. La seconda è particolarmente significativa sul piano umano e culturale: il premio sarà intitolato a Giuseppe Fucci, cofondatore dell’associazione Maggio della Musica, recentemente scomparso. Un riconoscimento che diventa così anche un omaggio alla sua memoria e al contributo offerto alla crescita della vita musicale napoletana.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione presieduta da Luigia Baratti, con la direzione artistica di Stefano Valanzuolo, conferma la volontà di valorizzare le nuove generazioni di interpreti, offrendo loro un palcoscenico prestigioso e un’occasione di confronto diretto con gli appassionati. Il Premio Giuseppe Fucci vedrà protagonisti quattro giovani pianisti: Nicolas Giacomelli, Giuditta La Marca, Giovanni Pierotti e Paolo Salvi, accomunati da percorsi di formazione di alto livello, esperienze con solisti di fama e studi presso importanti istituzioni musicali, tra cui l’Accademia di Pinerolo.
A rendere particolare il contest Maggio del Pianoforte è soprattutto il meccanismo di selezione, che affida agli spettatori un ruolo determinante. Non sarà infatti una giuria tecnica a stabilire il vincitore, ma il pubblico presente ai concerti, chiamato a esprimere la propria preferenza attraverso il voto. Una formula che trasforma ogni recital in un momento di partecipazione attiva, creando un rapporto immediato tra musicisti e ascoltatori. Il vincitore dell’edizione 2026 raccoglierà idealmente il testimone di Paolo Ehrenheim, premiato nel 2025.
Ad aprire la competizione sarà Giuditta La Marca, pianista nata nel 2000 e già protagonista di un percorso artistico ricco di riconoscimenti. Il suo concerto proporrà un viaggio nel cuore del Romanticismo musicale, attraverso le opere di Clara Wieck Schumann, Johannes Brahms e Robert Schumann, tre personalità profondamente legate tra loro da rapporti artistici, sentimentali e umani. Un programma che non si limita a mettere in risalto la grande letteratura pianistica dell’Ottocento, ma ne esplora anche le emozioni, le influenze reciproche e le vicende biografiche.
Il recital prenderà avvio con il Notturno in Fa maggiore op. 6 n. 2 di Clara Wieck, tratto dal ciclo Soirées musicales, composto tra il 1835 e il 1836. Pianista celebrata in tutta Europa e figura centrale della cultura romantica, Clara Wieck fu anche una compositrice di notevole sensibilità, sebbene questa dimensione della sua attività artistica sia rimasta a lungo in secondo piano rispetto alla fama di interprete. Il brano scelto per il concerto racconta la precocità del suo talento creativo: appena sedicenne, la musicista si confrontava già con forme espressive raffinate, lasciando emergere l’influenza di autori come Fryderyk Chopin e Felix Mendelssohn.
Il programma proseguirà con i Tre Intermezzi op. 117 di Johannes Brahms, composti nel 1892 e considerati tra le testimonianze più profonde della sua maturità artistica. Le tre pagine pianistiche nascono in una fase particolarmente dolorosa della vita del compositore, segnata da lutti e riflessioni personali. La loro scrittura, raccolta e introspettiva, sembra trasformare la musica in uno spazio intimo di meditazione e consolazione. Lo stesso Brahms, legato a Clara Wieck da un rapporto di profonda amicizia e stima, attribuiva a queste composizioni il valore emotivo di una ninna nanna capace di alleviare il dolore.
A concludere il recital sarà il celebre Carnaval op. 9 di Robert Schumann, uno dei capolavori della letteratura pianistica romantica. Composta da ventidue brevi sezioni, l’opera racchiude un universo musicale popolato da personaggi, suggestioni, maschere e riferimenti personali. La fantasia compositiva di Schumann si manifesta attraverso continui cambiamenti di atmosfera, alternando momenti di slancio virtuosistico a episodi di delicata introspezione. Tra le figure evocate compare anche Clara, destinata a diventare sua moglie nel 1840 e presenza fondamentale nella sua vicenda umana e artistica. Il Carnaval rappresenta così la conclusione ideale di un percorso musicale costruito intorno ai legami che hanno attraversato una delle stagioni più affascinanti della storia della musica europea.
Per Giuditta La Marca, il concerto napoletano costituisce un’ulteriore tappa di una carriera avviata in giovanissima età. La pianista ha iniziato a studiare musica a soli cinque anni sotto la guida di Michele Petitto, distinguendosi progressivamente in numerosi concorsi nazionali e internazionali. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano quelli legati ai concorsi Città di Caltanissetta, Città di Palermo, Lucio Stefano D’Agata di Acireale, Benedetto Albanese di Caccamo, International Piano Competition Domenico Scarlatti e Rinaldi-Rota Piano Competition.
Nel 2023 ha conseguito la laurea di primo livello in Pianoforte con lode e menzione d’onore, studiando sotto la guida del padre Giuseppe La Marca. Ha successivamente approfondito la propria preparazione artistica partecipando a masterclass con musicisti e docenti di prestigio internazionale, tra cui Michele Campanella, Benedetto Lupo, Dmitry Masleev, Roberto Prosseda, Enrico Pace, Michele Marvulli, Vincenzo Balzani, Jin Ju, Clive Britton, Christopher Harding e Alice Di Piazza.
La sua esperienza concertistica comprende esibizioni sia come solista sia nell’ambito della musica da camera, con presenze in festival e istituzioni culturali italiane e internazionali. Ospite abituale di Piano City e dei concerti dell’Accademia Vincenzo Mannino, si è esibita in luoghi prestigiosi come Palazzo Branciforte a Palermo, il Palatul Culturii e la Casa Balș di Iași, in Romania, la città austriaca di Bad Vöslau e la Sala Eutherpe di León, in Spagna. Particolarmente significativa è stata l’esibizione come solista con la Bazzini Consort di Brescia, occasione nella quale le è stato assegnato il Premio Ennio Pastorino.
Attualmente Giuditta La Marca frequenta il secondo anno del biennio accademico al Conservatorio di Palermo, dove sta completando la propria formazione specialistica in Pianoforte e Musica da camera. La partecipazione al Maggio del Pianoforte rappresenta quindi una nuova opportunità per presentare al pubblico una maturità interpretativa costruita attraverso studio, esperienza e confronto con importanti personalità del panorama musicale.
Il Maggio della Musica 2026 proseguirà intanto domenica 1° novembre, sempre alle ore 11 al Museo Darwin-Dohrn, con Sempreverdi, un appuntamento dedicato alla musica e alle parole di Giuseppe Verdi. Protagonisti saranno il soprano Raffaella Ambrosino, il pianista Francesco Pareti e la voce recitante Patrizia Spinosi, impegnati in un percorso artistico che intreccia esecuzione musicale e narrazione.
Con il debutto del contest dedicato a Giuseppe Fucci, Napoli conferma il proprio legame con la grande tradizione musicale e rinnova l’attenzione verso i protagonisti del futuro. La scelta del Museo Darwin-Dohrn, nel cuore della Villa Comunale, aggiunge un valore particolare a un’iniziativa che porta il pianoforte fuori dai consueti spazi concertistici, avvicinando la musica classica alla città e ai suoi visitatori. Domenica 25 ottobre, il talento di Giuditta La Marca darà il via a una competizione nella quale virtuosismo, sensibilità e coinvolgimento del pubblico saranno gli elementi centrali di una nuova stagione di grande musica a Napoli.
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