La Campania punta sull’eccellenza della propria tradizione orafa per conquistare nuovi mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese del territorio. Il 27 e 28 ottobre 2026, il Centro Orafo Il Tarì di Marcianise, in provincia di Caserta, ospiterà la seconda edizione di Jewels of Campania 2026, l’importante appuntamento dedicato all’internazionalizzazione del settore orafo e gioielliero regionale, promosso dalla Regione Campania in collaborazione con il Distretto Orafo Campano D.OR.
Saranno 39 le aziende orafe campane protagoniste delle due giornate di incontri commerciali con buyer internazionali selezionati, in un evento che rappresenta una concreta opportunità per valorizzare la qualità delle produzioni locali, ampliare le relazioni economiche e consolidare la presenza della gioielleria campana sui mercati europei. Un’iniziativa che mette al centro non soltanto il prodotto finito, ma anche il patrimonio di competenze, creatività, artigianalità e innovazione che caratterizza uno dei comparti manifatturieri più rappresentativi dell’economia regionale.
Dopo la prima edizione del novembre 2025, Jewels of Campania torna con una formula basata sul confronto diretto tra produttori e operatori commerciali stranieri. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta attraverso appuntamenti professionali B2B, creando le condizioni per nuove collaborazioni, accordi di distribuzione e possibili opportunità di esportazione.
Le 39 imprese coinvolte rappresentano le diverse anime del sistema produttivo orafo regionale e provengono dai principali poli della filiera: Il Tarì di Marcianise, Oromare, il Consorzio del Corallo e Cammeo di Torre del Greco e il Borgo Orefici di Napoli. Realtà differenti per storia, specializzazioni e organizzazione produttiva, ma accomunate dalla volontà di rafforzare il valore e la riconoscibilità del gioiello campano oltre i confini nazionali.
A incontrare gli imprenditori saranno buyer provenienti da otto Paesi europei: Germania, Portogallo, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Grecia, Lussemburgo e Francia. Si tratta di mercati considerati strategici per ampliare le opportunità commerciali delle imprese e promuovere produzioni capaci di coniugare qualità manifatturiera, ricerca stilistica e tradizione artigianale.
L’organizzazione dell’evento è promossa e coordinata dall’Assessorato alle Attività produttive della Regione Campania, con il supporto operativo di Sviluppo Campania e la collaborazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, alle quali è stata affidata la selezione degli operatori internazionali. Una rete istituzionale e imprenditoriale che punta a rendere sempre più strutturato il percorso di apertura verso i mercati esteri.
Il programma prevede incontri commerciali mirati, occasioni di confronto professionale e attività dedicate alla conoscenza delle produzioni locali. L’intento è permettere ai buyer di valutare direttamente collezioni, lavorazioni e capacità produttive delle aziende campane, favorendo contatti qualificati che possano trasformarsi in rapporti commerciali duraturi.
L’iniziativa assume un significato particolarmente importante per un territorio che vanta una lunga tradizione nell’arte della lavorazione dei metalli preziosi, nella creazione di gioielli e nella produzione di coralli e cammei. Da Napoli a Torre del Greco, passando per Marcianise, la filiera orafa campana rappresenta infatti un intreccio di conoscenze tramandate nel tempo, capacità imprenditoriali e competenze professionali che costituiscono un patrimonio produttivo e culturale di grande valore.
Proprio il legame tra storia e futuro sarà uno degli elementi distintivi della manifestazione. Durante la permanenza al Tarì, i buyer internazionali avranno la possibilità di visitare la mostra Il Tempo dell’Oro, organizzata dal centro orafo e dedicata alla storia della gioielleria napoletana e meridionale dal 1800 al 2000.
L’esposizione propone un percorso attraverso due secoli di creatività e manifattura, raccontati mediante 74 gioielli storici esclusivi che testimoniano l’evoluzione del gusto, delle tecniche di lavorazione e delle eccellenze artistiche del territorio. Un’occasione per mostrare come il valore della gioielleria campana non risieda esclusivamente nella preziosità dei materiali, ma anche nella capacità di trasformare tradizioni, identità e saperi artigianali in creazioni riconoscibili.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla formazione professionale, considerata uno degli strumenti fondamentali per garantire continuità e sviluppo al settore. Il programma valorizza le scuole orafe di eccellenza della regione, tra cui la Tarì Design School e lo storico Istituto Degni di Torre del Greco, realtà impegnate nella trasmissione delle competenze artigianali e nella preparazione delle nuove generazioni di professionisti.
L’investimento nella formazione assume un’importanza strategica per un comparto che deve confrontarsi con l’evoluzione delle tecnologie, i cambiamenti dei mercati e la necessità di preservare lavorazioni altamente specializzate. La sfida è riuscire a coniugare l’esperienza delle maestranze con nuove competenze progettuali, digitali e commerciali, senza perdere il legame con le radici culturali dell’oreficeria campana.
A sottolineare il valore del percorso avviato dal Distretto è Vincenzo Giannotti, presidente del D.OR. Campania e del Tarì, che individua nell’internazionalizzazione una delle principali priorità per il futuro delle aziende.
«Tra i progetti del Distretto, che abbiamo riassunto tempo fa in un documento programmatico condiviso con la Regione, c’è il futuro delle nostre aziende», spiega Giannotti, ricordando il lavoro compiuto nei primi due anni di attività su temi considerati decisivi per il sistema orafo regionale.
Il presidente evidenzia in particolare l’impegno nella costruzione di modelli di partecipazione collettiva alle fiere internazionali e nell’organizzazione di iniziative di incoming sul territorio, strumenti attraverso i quali anche le realtà produttive possono presentarsi sui mercati esteri all’interno di un sistema coordinato.
La strategia del Distretto Orafo Campano punta infatti a superare una visione frammentata del settore, favorendo una collaborazione più stretta tra imprese, istituzioni, strutture formative e operatori della distribuzione. Fare rete significa valorizzare le specificità delle singole aziende, ma anche sviluppare iniziative condivise capaci di aumentare la visibilità internazionale dell’intera filiera.
In questo contesto, Jewels of Campania 2026 rappresenta un tassello di un progetto più ampio, orientato a rafforzare l’identità produttiva regionale e a sostenere la crescita delle imprese attraverso strumenti di promozione, relazioni commerciali e cooperazione istituzionale.
La Regione Campania guarda già al 2027, con nuove iniziative destinate a consolidare la presenza del comparto orafo e dell’artigianato artistico nei principali appuntamenti nazionali ed europei.
A delineare le prossime strategie è Fulvio Bonavitacola, assessore regionale alle Attività produttive, che conferma la volontà di proseguire il percorso di promozione internazionale delle eccellenze campane.
«Confermeremo la partecipazione alle più importanti fiere internazionali della gioielleria in Europa», annuncia Bonavitacola, anticipando anche un nuovo progetto per la primavera del 2027, destinato a portare la gioielleria campana e l’alto artigianato artistico regionale sotto i riflettori nazionali ed europei.
L’attenzione delle istituzioni si concentra quindi sulla necessità di accompagnare le aziende in un percorso di crescita che non si esaurisca nella partecipazione a singoli eventi, ma possa tradursi in una presenza più stabile e riconoscibile nei mercati internazionali.
Accanto alla promozione commerciale, il Distretto individua nella sicurezza e nella formazione ulteriori priorità da affrontare attraverso il coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera. L’evoluzione del settore richiede infatti un sistema capace di interpretare le esigenze degli imprenditori, dei distributori e dei dettaglianti, individuando risposte comuni alle nuove sfide economiche e organizzative.
È ancora Vincenzo Giannotti a ribadire la necessità di anticipare e accompagnare il cambiamento, costruendo una rete di relazioni solida e capace di rappresentare le esigenze delle diverse componenti del comparto. Una prospettiva che punta a tutelare le peculiarità delle singole realtà produttive, senza rinunciare a una visione condivisa dell’interesse collettivo.
La seconda edizione di Jewels of Campania, dunque, va oltre la dimensione di un semplice appuntamento commerciale. Il confronto con i buyer europei diventa anche un’occasione per raccontare il territorio, valorizzare le sue competenze e rafforzare il rapporto tra tradizione manifatturiera e innovazione.
Per la Campania, la sfida dell’export orafo si gioca sulla capacità di trasformare il prestigio delle proprie lavorazioni in nuove relazioni economiche, facendo conoscere all’estero non soltanto i gioielli, ma anche la storia, la cultura e il talento delle persone che li realizzano.
Con 39 aziende protagoniste, otto Paesi europei coinvolti e due giornate dedicate agli incontri B2B, il Tarì di Marcianise si prepara così a diventare un punto di riferimento per il dialogo tra le eccellenze della gioielleria campana e i mercati internazionali. Un appuntamento che conferma la volontà di costruire un futuro per il Made in Campania, attraverso collaborazione, formazione, identità territoriale e nuove opportunità di sviluppo economico.
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