Bacoli si conferma protagonista della cultura e della letteratura italiana con la seconda edizione del Premio Michele Serio 2026, il riconoscimento nazionale dedicato alla narrativa di genere e alla memoria dello scrittore e giornalista napoletano Michele Serio. Sabato 24 ottobre, nella suggestiva cornice del Parco Borbonico del Fusaro, sono stati proclamati i vincitori di un appuntamento che ha riunito scrittori, editori, giornalisti, lettori e rappresentanti del panorama culturale nazionale. A conquistare i tre riconoscimenti principali sono stati Paolo Chiappero, Pino Imperatore e Bruno Russo, premiati rispettivamente nelle categorie Grottesco/Pulp, Giallo/Noir e Fantasy/Esoterico.
Un evento che, alla sua seconda edizione, rafforza il legame tra Bacoli, i Campi Flegrei e la letteratura contemporanea, trasformando un premio letterario in un’occasione di confronto sulle contraddizioni della società, sulle inquietudini dell’animo umano e sulla capacità della narrativa di raccontare il presente. Sei le opere finaliste, selezionate nelle tre sezioni del concorso, con una novità significativa rispetto alla precedente edizione: l’introduzione della categoria Fantasy/Esoterico, che amplia gli orizzonti del Premio e apre a nuove forme di espressione letteraria.
Nella categoria Grottesco/Pulp, il riconoscimento è stato assegnato a Paolo Chiappero per il romanzo La Sagrada, pubblicato dalla casa editrice Brè. L’autore si è imposto nella sezione dedicata a una narrativa capace di superare gli schemi tradizionali, ricorrendo a linguaggi provocatori, situazioni estreme e rappresentazioni spesso paradossali della realtà. In finale era presente anche Andrea K. Lanza con Il fottuto Quarto Reich, edito da Edikit. La presenza di opere differenti all’interno della stessa categoria testimonia l’attenzione del Premio verso una letteratura che non teme di confrontarsi con gli aspetti più controversi dell’esistenza e con le molteplici sfaccettature del comportamento umano.
Per la categoria Giallo/Noir, a conquistare il Premio Michele Serio 2026 è stato lo scrittore napoletano Pino Imperatore con I demoni di Pausilypon, pubblicato da HarperCollins. Un riconoscimento particolarmente significativo per una sezione che rappresenta uno dei nuclei fondamentali dell’eredità letteraria di Michele Serio. Il noir, infatti, non costituisce soltanto uno strumento di intrattenimento, ma anche una forma di indagine sulle fragilità individuali, sulle tensioni collettive e sulle zone d’ombra della società. A contendersi il premio con Pino Imperatore era Francesco Galardo, finalista con L’algoritmo del male, pubblicato da Homo Scrivens.
La nuova categoria Fantasy/Esoterico ha visto trionfare Bruno Russo con Le figlie della Partenogenesi, edito da Universo. L’introduzione di questa sezione rappresenta un passo importante nel percorso di crescita della manifestazione, perché riconosce il valore di quelle forme narrative che esplorano il mistero, il simbolismo e le dimensioni meno convenzionali dell’immaginazione. Accanto al vincitore figuravano tra i finalisti Sergio Chianese e Thomas Iuliano, autori di Tarocchi Napoletani, pubblicato da Colonnese. L’apertura al fantasy e all’esoterismo contribuisce così a rendere il Premio un punto d’incontro tra sensibilità letterarie diverse, accomunate dalla volontà di proporre storie originali e capaci di stimolare la riflessione.
Particolare attenzione è stata riservata anche al territorio flegreo attraverso l’assegnazione di due Menzioni Speciali, promosse dall’Associazione Culturale Ba.Cu.Le. – Bacoli Cultura e Letteratura in collaborazione con il Comune di Bacoli. I riconoscimenti, destinati a opere ambientate nei Campi Flegrei, sono andati a Fulvia Giacco per Partenopellade, pubblicato da Flegrea, e a Febo Quercia per La geometria del silenzio, edito da Colonnese. Due premi che sottolineano il rapporto tra narrazione e identità territoriale, valorizzando un’area della Campania ricca di storia, archeologia, paesaggi e tradizioni. I Campi Flegrei diventano così non soltanto lo scenario delle vicende letterarie, ma anche una fonte di ispirazione capace di alimentare nuove prospettive creative.
La seconda edizione del Premio Michele Serio non si è limitata alla proclamazione dei vincitori. L’intera giornata è stata costruita come un percorso culturale dedicato alle diverse forme del racconto e al loro rapporto con la realtà contemporanea. Tra gli incontri più significativi, “Il buio in prima pagina”, a cura della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha affrontato il rapporto tra narrativa noir e cronaca nera, due ambiti che, pur utilizzando linguaggi e strumenti differenti, condividono l’interesse per i conflitti, i misteri e le contraddizioni della società.
Nel corso dell’appuntamento è stato conferito l’omonimo riconoscimento al giornalista napoletano Giuseppe Crimaldi, distintosi nel racconto dei fatti di cronaca. Il premio ha rappresentato un’occasione per riflettere sul ruolo dell’informazione e sulla responsabilità di chi racconta gli avvenimenti, soprattutto quando riguardano gli aspetti più drammatici della realtà. Il confronto tra giornalismo e letteratura ha evidenziato come il noir possa diventare uno strumento per interrogarsi non soltanto sui crimini e sulle loro conseguenze, ma anche sul contesto sociale nel quale maturano.
Grande rilievo ha avuto la partecipazione dello scrittore greco Petros Markaris, tra i nomi più autorevoli del noir mediterraneo. Ospite della manifestazione, l’autore è stato protagonista dell’incontro “Noir mediterraneo: crimine e contraddizioni del nostro tempo”, dedicato alla capacità della narrativa poliziesca di interpretare le trasformazioni sociali, politiche e culturali del mondo contemporaneo. La presenza di Markaris ha conferito alla manifestazione una dimensione internazionale, favorendo il dialogo tra differenti esperienze letterarie accomunate dall’appartenenza all’area mediterranea.
Il confronto ha posto al centro il valore del noir come strumento di osservazione critica della società. Attraverso le vicende criminali e le indagini dei protagonisti, questo genere letterario riesce spesso a mettere in evidenza problemi più profondi, dalle disuguaglianze ai conflitti sociali, dalle fragilità delle istituzioni alle contraddizioni della vita quotidiana. Durante la manifestazione, Eva Serio ha inoltre donato allo scrittore greco un’edizione di Pizzeria Inferno tradotta in greco, un gesto simbolico che ha richiamato la diffusione internazionale dell’opera di Michele Serio e il legame culturale tra Napoli e il Mediterraneo.
A completare il programma è stato l’incontro con il comico Daniele Ciniglio, protagonista di “Il lato oscuro della risata. Quando la comicità svela le nostre contraddizioni”. Un appuntamento che ha portato al centro dell’attenzione il potere dell’umorismo di raccontare la realtà attraverso l’ironia, il paradosso e la provocazione. La comicità, proprio come il grottesco e il pulp, può infatti diventare un linguaggio capace di affrontare argomenti complessi e mettere in discussione convinzioni consolidate, mostrando quanto la risata possa trasformarsi in uno strumento di osservazione sociale.
A valutare le opere in concorso è stata una giuria composta da personalità del mondo letterario e culturale: Andrea Carlo Cappi, Valerio Caprara, Angelo Petrella, Maurizio Ponticello, Serge Quadruppani, José Vicente Quirante Rives e Letizia Vicidomini. Una composizione che riflette la volontà degli organizzatori di garantire uno sguardo articolato sulle opere partecipanti, valorizzando la pluralità degli approcci narrativi e la qualità della scrittura.
Il significato del Premio Michele Serio va tuttavia oltre la dimensione strettamente letteraria. Nato per ricordare lo scrittore e giornalista napoletano Michele Serio, il riconoscimento intende custodire e tramandare l’eredità di un autore che ha saputo attraversare con originalità i territori del noir, del pulp e del grottesco. La sua produzione letteraria si è distinta per la capacità di raccontare le inquietudini del presente, esplorando le contraddizioni dell’animo umano attraverso una scrittura personale, provocatoria e lontana dagli schemi più convenzionali.
L’ideazione e la direzione artistica della manifestazione sono affidate a Eva Serio, figlia dello scrittore e presidente dell’Associazione Culturale Ba.Cu.Le.. Il progetto nasce dal desiderio di mantenere viva la memoria del padre, ma anche dall’ambizione di costruire una realtà culturale capace di guardare al futuro. In questa prospettiva, il Premio si propone di sostenere la narrativa di genere, valorizzare gli autori e creare occasioni di incontro tra professionisti dell’editoria, appassionati di lettura e nuove generazioni.
La scelta di Bacoli e del Parco Borbonico del Fusaro come sede della manifestazione assume un valore che supera quello della semplice collocazione geografica. Il territorio flegreo, con il suo patrimonio storico, naturalistico e archeologico, rappresenta infatti un contesto particolarmente significativo per un’iniziativa che intende intrecciare cultura, identità locale e promozione della lettura. La presenza delle menzioni speciali dedicate ai Campi Flegrei rafforza ulteriormente questa vocazione, mettendo in relazione la produzione letteraria con i luoghi, le memorie e le trasformazioni del territorio.
L’organizzazione del Premio è curata dall’Associazione Culturale Ba.Cu.Le. – Bacoli Cultura e Letteratura, con il patrocinio del Comune di Bacoli, dell’Associazione Campana Editori e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in collaborazione con i partner Di Pinto Photography, Ristorante Garibaldi, Villa Espero e Tolteka.
Con la proclamazione di Paolo Chiappero, Pino Imperatore e Bruno Russo, la seconda edizione del Premio Michele Serio 2026 si conclude consolidando un progetto culturale che unisce il ricordo di uno scrittore napoletano alla valorizzazione della narrativa contemporanea. Un’iniziativa che contribuisce a rafforzare il ruolo di Bacoli e dei Campi Flegrei nel panorama degli eventi letterari della Campania, dimostrando come la cultura possa diventare uno strumento di dialogo, partecipazione e valorizzazione del territorio.
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