Napoli si prepara a diventare uno dei principali punti di incontro tra innovazione tecnologica, startup e industria marittima, rafforzando il proprio ruolo nello sviluppo della Blue Economy italiana. Venerdì 30 ottobre 2026, a partire dalle ore 14.30, il Centro Congressi della Stazione Marittima ospiterà il Blue Waves Startup Contest, uno degli appuntamenti dedicati all’innovazione nell’ambito della Naples Shipping Week 2026. L’iniziativa ha già registrato oltre 40 candidature provenienti da cinque regioni italiane, coinvolgendo startup, nuovi progetti imprenditoriali e spin-off accademici, con l’obiettivo di trasformare idee e tecnologie in opportunità concrete per l’economia del mare.
L’appuntamento si inserisce nella settima edizione della Naples Shipping Week, manifestazione internazionale in programma dal 26 ottobre al 1° novembre 2026, organizzata da The International Propeller Club Port of Naples, diretto da Umberto Masucci, e da ClickutilityTeam, guidata da Carlo Silva. Una settimana dedicata al futuro della portualità, dello shipping, della logistica e delle attività marittime, che quest’anno riserva particolare attenzione alle tecnologie emergenti e alla capacità delle nuove imprese di contribuire alla trasformazione industriale del settore.
Il mare, del resto, rappresenta da sempre una straordinaria infrastruttura di connessione. Molto prima della nascita delle reti ferroviarie, delle autostrade e di Internet, le rotte marittime hanno permesso lo scambio di merci, conoscenze e culture, contribuendo allo sviluppo delle economie e delle città. Oggi questa funzione assume un significato nuovo: attraverso intelligenza artificiale, robotica, digitalizzazione e transizione energetica, il mare può diventare uno degli ambienti più importanti per sperimentare tecnologie sostenibili e nuovi modelli di impresa.
È proprio questa prospettiva ad animare il Blue Waves Startup Contest, promosso da ClickutilityTeam e CyberTribu, in collaborazione con NAStartUp e Fabbrica Italiana dell’Innovazione. La competizione nasce per individuare progetti imprenditoriali capaci di rispondere alle esigenze dell’industria marittima, favorendo il confronto diretto tra giovani innovatori, aziende consolidate, investitori, università e centri di ricerca. Non si tratta soltanto di presentare soluzioni tecnologiche, ma di creare le condizioni affinché possano trovare applicazione nel mercato e contribuire allo sviluppo economico dei territori.
Le oltre 40 candidature raccolte testimoniano l’interesse verso un comparto che offre possibilità di innovazione in numerosi ambiti. Le proposte riguardano la valorizzazione delle risorse marine, la bioeconomia, le biotecnologie blu, l’energia rinnovabile, la gestione delle risorse idriche e il turismo costiero. Accanto a queste attività emergono progetti dedicati al trasporto marittimo, alla cantieristica navale, alle infrastrutture portuali, alla logistica integrata, alla robotica e alla sicurezza. Un insieme di settori che dimostra quanto la Blue Economy possa rappresentare un terreno di incontro tra sostenibilità ambientale, ricerca scientifica e competitività industriale.
Il percorso delle startup finaliste inizierà giovedì 29 ottobre, con lo StartUpLab, una mattinata dedicata alla formazione e alla preparazione delle presentazioni imprenditoriali. Le attività comprenderanno il programma Idea to Enterprise, dedicato al passaggio dall’idea alla realizzazione concreta di un progetto, un workshop di public speaking e sessioni di lavoro collaborativo. L’obiettivo sarà aiutare i partecipanti a raccontare in modo efficace la propria soluzione, evidenziandone le caratteristiche innovative, il potenziale commerciale e le possibili applicazioni nell’industria del mare.
Il momento centrale arriverà venerdì 30 ottobre, dalle 14.30, con StartupLive e la finale del Blue Waves Startup Contest. Le startup selezionate avranno a disposizione dai quattro ai cinque minuti per presentare il proprio progetto davanti a una giuria tecnica e agli operatori del settore marittimo, portuale e industriale. Un tempo breve, ma determinante, durante il quale i team dovranno dimostrare la solidità delle proprie idee, la capacità di rispondere a esigenze reali del mercato e le prospettive di crescita delle tecnologie proposte.
Alle attività del contest prenderanno parte Vincenzo Monno di CyberTribu, Luigi Nardullo di PlugIN × Creazionedimpresa.it, Carlo Silva di ClickutilityTeam, Antonio Prigiobbo di NAStartUp e un rappresentante della Fabbrica Italiana dell’Innovazione. La presenza di professionisti provenienti da differenti realtà dell’ecosistema imprenditoriale punta a offrire ai partecipanti un confronto che vada oltre la semplice valutazione dei progetti, mettendo in relazione competenze tecnologiche, esperienza industriale e opportunità di investimento.
Al termine delle presentazioni saranno individuate le tre migliori startup, i cui rappresentanti parteciperanno nella stessa serata a una Networking Dinner riservata, prevista alle 19.30. L’incontro consentirà ai progetti selezionati di dialogare direttamente con imprenditori, professionisti e protagonisti della Blue Economy, favorendo la nascita di possibili collaborazioni. Secondo il regolamento ufficiale del contest, alla startup prima classificata sarà inoltre assegnato un premio dedicato allo sviluppo del progetto, i cui dettagli saranno comunicati dagli organizzatori.
L’iniziativa assume un significato ancora più ampio se inserita nella strategia di NAStartUp, acceleratore e community internazionale non profit nata a Napoli nel 2014 da un’idea di Antonio Prigiobbo. La realtà partenopea lavora da anni per collegare startup, investitori, imprese, acceleratori e professionisti, promuovendo occasioni gratuite di formazione, confronto e networking. Attraverso format come StartUpLab, StartupLive, StartUp Day e StartUp Play, la community ha costruito un modello partecipativo che mette al centro la condivisione delle competenze e la crescita dell’ecosistema dell’innovazione.
Il Blue Waves Startup Contest rappresenta inoltre una nuova tappa di un percorso già avviato il 15 settembre 2026, quando la Release 126 di NAStartUp, ospitata alla Palazzina Alilauro del Porto di Napoli, aveva acceso i riflettori sulla Blue Economy 4.0. Un impegno proseguito anche attraverso il sostegno della community a INNOWEEK 2026 in Calabria, confermando la volontà di estendere il dialogo sull’innovazione oltre i confini cittadini e di coinvolgere altri territori del Mezzogiorno.
La prospettiva più ambiziosa riguarda la costruzione di un ponte stabile tra Napoli e Genova, due città storicamente legate al mare e protagoniste del sistema portuale italiano. L’intenzione è sviluppare, nel tempo, una connessione tra la Naples Shipping Week e la Genoa Shipping Week, mettendo in relazione programmi di scouting, formazione imprenditoriale, incubazione, sperimentazione industriale e confronto con gli investitori.
Un progetto che punta a superare la dimensione del singolo appuntamento per costruire una rete continuativa di opportunità. Acceleratori, università, operatori logistici, cantieri navali, aziende portuali, centri di ricerca e realtà finanziarie potrebbero così diventare parte di un ecosistema capace di accompagnare le startup dalla fase iniziale fino all’ingresso nel mercato, favorendo il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove collaborazioni industriali.
A spiegare la visione alla base dell’iniziativa è Antonio Prigiobbo, fondatore e direttore di NAStartUp: «Il mare è stata la prima grande rete dell’umanità: molto prima di Internet ha permesso alle città di incontrarsi, alle conoscenze di circolare e alle imprese di crescere. Oggi possiamo utilizzare questa stessa infrastruttura per creare nuovi porti di accelerazione per l’innovazione, le startup e l’industria».
Una riflessione che mette in evidenza la volontà di considerare l’economia del mare non soltanto come un insieme di attività produttive tradizionali, ma come uno spazio aperto all’innovazione, nel quale le competenze scientifiche e tecnologiche possono contribuire a migliorare processi, servizi e infrastrutture.
Sulla stessa linea si colloca Carlo Silva di ClickutilityTeam, che sottolinea l’importanza della continuità: «Vogliamo collegare Napoli e Genova attraverso un percorso continuo nel tempo: una rete di appuntamenti, imprese e competenze capace di accompagnare i progetti dalla prima presentazione fino al mercato. Il valore di un evento si misura soprattutto da ciò che riesce a far nascere dopo».
Il collegamento tra Napoli e Genova potrebbe così rappresentare un’occasione significativa per rafforzare il ruolo dell’Italia nell’innovazione marittima, valorizzando le specificità dei territori e promuovendo una collaborazione tra il Mezzogiorno e il Nord del Paese. In questa prospettiva, la Blue Economy diventa anche uno strumento per sostenere l’imprenditorialità giovanile, attrarre competenze e investimenti e favorire la nascita di attività economiche legate alla sostenibilità e alla trasformazione digitale.
Particolare rilievo assume il ruolo di Napoli, città che attraverso il proprio porto, le università, i centri di ricerca e un ecosistema imprenditoriale in evoluzione può contribuire alla sperimentazione di nuove soluzioni per il settore marittimo. L’incontro tra startup e industria rappresenta infatti una delle sfide principali per trasformare il potenziale innovativo in applicazioni concrete, capaci di generare crescita, occupazione qualificata e benefici per l’intera filiera dell’economia del mare.
Per assistere all’appuntamento del 30 ottobre 2026, con inizio alle ore 14.30 presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, è previsto l’accredito online. Il programma delle attività e le informazioni aggiornate sono disponibili attraverso i canali ufficiali della Naples Shipping Week e di NAStartUp.
Con il Blue Waves Startup Contest, la città partenopea si prepara dunque a ospitare un confronto che guarda ben oltre i confini regionali. La sfida sarà trasformare le connessioni create durante la manifestazione in collaborazioni durature, capaci di unire ricerca, tecnologia, impresa e industria. Perché il futuro della Blue Economy non dipenderà soltanto dalla capacità di immaginare nuove soluzioni, ma soprattutto dalla possibilità di accompagnarle verso il mercato, facendo del mare una grande infrastruttura di innovazione e sviluppo.
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