Il rinnovo del CCNL bancari 2026 entra in una fase decisiva e il sindacato chiede una svolta concreta nella trattativa con l’ABI. Al centro del confronto ci sono gli aumenti salariali, il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, il rafforzamento del welfare, la tutela dell’occupazione e la riduzione dell’orario di lavoro. A rilanciare con forza queste priorità è Luca Pinton, segretario generale di UNISIN/CONFSAL, che indica una scadenza precisa per la conclusione del negoziato: arrivare alla firma del nuovo contratto collettivo nazionale dei bancari entro dicembre 2026, senza lasciare che le operazioni finanziarie e le trasformazioni del settore rallentino il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.
La posizione del sindacato emerge dal comunicato diffuso a Roma il 26 ottobre 2026, al termine dell’incontro con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Un appuntamento importante per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del credito, dal quale UNISIN/CONFSAL si sarebbe aspettata indicazioni più puntuali sulle richieste contenute nella piattaforma sindacale unitaria. Pur prendendo atto del quadro generale illustrato dalla rappresentanza delle banche, l’organizzazione sindacale giudica infatti ancora troppo generico l’atteggiamento della controparte, soprattutto rispetto alle risposte economiche e normative attese dalla categoria.
Per Luca Pinton è arrivato il momento di superare le dichiarazioni di principio e affrontare concretamente i nodi della trattativa. Il segretario generale ritiene che il negoziato debba entrare rapidamente nella fase delle decisioni, con l’obiettivo di evitare ulteriori rinvii e garantire certezze ai dipendenti del settore bancario. La richiesta di concludere il rinnovo entro l’anno assume un significato particolarmente rilevante considerando che il precedente CCNL bancari, sottoscritto il 23 novembre 2023 per il personale delle aree professionali e i quadri direttivi, aveva come scadenza il 31 marzo 2026. La trattativa riguarda quindi il nuovo assetto delle condizioni economiche e delle tutele professionali di una categoria chiamata ad affrontare profonde trasformazioni organizzative e tecnologiche.
La questione più urgente resta quella degli aumenti degli stipendi dei bancari e della difesa del potere d’acquisto. Secondo UNISIN/CONFSAL, le richieste economiche avanzate dalle organizzazioni sindacali devono trovare pieno accoglimento, perché il recupero dell’inflazione non può essere considerato un elemento secondario della contrattazione. L’aumento del costo della vita ha reso ancora più importante il rapporto tra retribuzioni, condizioni di lavoro e capacità economica delle famiglie. Da qui la necessità, sostenuta dal sindacato, di assicurare una valorizzazione salariale effettiva, capace di riconoscere il contributo quotidiano del personale alla crescita e alla solidità degli istituti di credito.
Il confronto assume un significato ancora più evidente alla luce dei risultati economici conseguiti dalle banche. Pinton richiama infatti l’attenzione sui bilanci positivi del settore creditizio e sui consistenti margini di utile che caratterizzano numerosi istituti. In questo contesto, la previsione della distribuzione di significativi anticipi sui dividendi agli azionisti nel mese di novembre viene indicata dal sindacato come un elemento che rende ancora più urgente un riconoscimento economico per i dipendenti. Il ragionamento è chiaro: se il sistema bancario dispone delle risorse per remunerare il capitale investito, deve dimostrare un’attenzione altrettanto concreta verso coloro che contribuiscono ogni giorno alla produzione dei risultati aziendali.
È proprio sulla distanza tra la solidità finanziaria delle banche e la prudenza mostrata durante il confronto contrattuale che si concentra una delle critiche più nette di UNISIN/CONFSAL. L’organizzazione sindacale considera insufficiente l’apertura sui temi del welfare aziendale, delle tutele sociali e degli altri aspetti della piattaforma di rinnovo. Una posizione che, secondo Pinton, rischia di non riconoscere pienamente il valore delle professionalità impegnate quotidianamente nelle filiali, negli uffici e nelle strutture operative degli istituti di credito. Il sindacato chiede quindi un cambio di passo che rimetta al centro il capitale umano, considerato una componente essenziale della qualità dei servizi bancari e della capacità delle aziende di affrontare le sfide del mercato.
Il rinnovo del contratto dei bancari non riguarda però soltanto la componente retributiva. Tra le priorità indicate da UNISIN/CONFSAL figura la tutela dell’area contrattuale, fondamentale per garantire che le attività e le professionalità del settore continuino a essere adeguatamente protette dalla disciplina collettiva. Accanto a questo obiettivo si colloca la promozione di un’occupazione stabile e di qualità, in un sistema bancario interessato da processi di riorganizzazione, innovazione e trasformazione dei modelli operativi. Il sindacato ritiene necessario che tali cambiamenti non compromettano le garanzie occupazionali e le prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori.
Particolare rilievo assume anche la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, che Pinton considera uno degli elementi qualificanti della piattaforma sindacale. La proposta viene collegata sia al miglioramento del benessere organizzativo sia alla possibilità di redistribuire in maniera più equa i guadagni di produttività realizzati dalle aziende. In questa prospettiva, una diversa organizzazione dei tempi di lavoro può rappresentare uno strumento per migliorare la conciliazione tra vita privata e attività professionale, senza penalizzare economicamente il personale. Si tratta di una richiesta che inserisce il confronto contrattuale in una riflessione più ampia sull’evoluzione del lavoro bancario e sulle opportunità offerte dall’innovazione.
Proprio la digitalizzazione del settore bancario costituisce un altro passaggio centrale della posizione espressa da UNISIN/CONFSAL. La progressiva diffusione di nuove tecnologie, strumenti digitali e modelli organizzativi richiede, secondo il sindacato, un sistema di regole capace di accompagnare il cambiamento senza trasferirne gli effetti negativi sui dipendenti. Pinton sottolinea l’importanza di garanzie normative solide e di percorsi formativi adeguati, affinché l’innovazione possa tradursi in occasioni di crescita professionale e di aggiornamento delle competenze. L’obiettivo è evitare che la trasformazione tecnologica diventi una fonte aggiuntiva di pressione sul personale, favorendo invece un’evoluzione sostenibile delle attività e delle professionalità.
La formazione assume quindi un ruolo strategico anche nella prospettiva della tutela occupazionale. L’introduzione di nuovi strumenti e processi modifica progressivamente le competenze richieste ai dipendenti, rendendo indispensabile un aggiornamento costante. Per il sindacato, governare questa transizione significa accompagnare il personale nelle nuove modalità operative e fare in modo che i benefici dell’innovazione siano condivisi. La contrattazione collettiva viene così individuata come uno degli strumenti attraverso cui stabilire garanzie, diritti e opportunità professionali in un settore in continua evoluzione.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il cosiddetto risiko bancario, ossia il processo di operazioni straordinarie e riassetti che interessa il sistema del credito. Fusioni, acquisizioni e riorganizzazioni possono incidere sugli equilibri aziendali e sulle condizioni di lavoro, rendendo ancora più importante il coordinamento tra la contrattazione nazionale e quella sviluppata a livello di singola banca o gruppo bancario. UNISIN/CONFSAL riconosce la rilevanza di questa fase di trasformazione, ma esclude che le dinamiche delle operazioni finanziarie possano diventare una giustificazione per rallentare il percorso di rinnovo del contratto nazionale.
Su questo punto, Pinton ribadisce una distinzione fondamentale: la gestione delle operazioni straordinarie deve procedere parallelamente alla contrattazione collettiva, senza condizionarne i tempi né ridimensionarne gli obiettivi. La tutela dei lavoratori e il riconoscimento delle loro aspettative economiche e normative devono mantenere una propria centralità, indipendentemente dalle strategie industriali e finanziarie perseguite dai singoli istituti. La richiesta sindacale è dunque quella di garantire continuità e concretezza al confronto con l’ABI, evitando che questioni esterne alla piattaforma negoziale finiscano per assorbirne le priorità.
Il messaggio lanciato da UNISIN/CONFSAL attraverso il suo segretario generale è quindi una sollecitazione a trasformare il confronto in risultati verificabili. La scadenza di dicembre 2026 diventa il punto di riferimento di una trattativa che dovrà dare risposte su stipendi, inflazione, welfare, tutele occupazionali, orario di lavoro e innovazione tecnologica. Per Luca Pinton, il nuovo CCNL bancari dovrà riconoscere concretamente il valore del lavoro in un settore che continua a mostrare importanti risultati economici, assicurando al tempo stesso maggiori garanzie per il futuro professionale dei dipendenti. La conclusione del negoziato entro l’anno resta dunque l’obiettivo dichiarato dal sindacato, mentre la possibilità di raggiungere un’intesa dipenderà dalle risposte che emergeranno ai prossimi tavoli di confronto con l’ABI.
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