Gragnano diventa un punto di incontro europeo per la cura delle ferite croniche e delle lesioni cutanee complesse. L’Asl Napoli 3 Sud rafforza il proprio impegno nella formazione specialistica, nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative e nella collaborazione internazionale attraverso un nuovo appuntamento del Visiting Therapy Center Program, in programma il 27 e 28 ottobre 2026. Due giornate dedicate al confronto tra professionisti sanitari italiani, spagnoli e portoghesi, con l’obiettivo di condividere esperienze cliniche, tecniche chirurgiche avanzate e modelli organizzativi capaci di migliorare la gestione delle patologie più difficili da trattare.
L’iniziativa, coordinata dal dottor Marino Ciliberti, responsabile della rete aziendale di riparazione tissutale dell’Asl Napoli 3 Sud, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento professionale e cooperazione sanitaria. Il centro principale delle attività sarà l’ospedale di Gragnano, sede della rete specializzata nella cura delle lesioni cutanee, mentre ulteriori momenti formativi si svolgeranno presso l’ospedale di Boscotrecase. Un progetto che valorizza le competenze maturate sul territorio campano e punta a rafforzare il dialogo con alcune realtà ospedaliere europee impegnate nel trattamento delle ferite croniche.
A partecipare al programma saranno tre équipe internazionali provenienti da strutture sanitarie di Spagna e Portogallo: l’Althaia – Hospital Sant Joan de Déu di Manresa, nell’area di Barcellona, l’Hospital Universitario de Canarias di Tenerife e il São João University Hospital di Porto. La presenza degli specialisti europei consentirà di mettere a confronto differenti esperienze assistenziali, approfondire protocolli terapeutici e condividere strategie multidisciplinari per affrontare condizioni cliniche che richiedono competenze altamente specializzate.
Al centro del confronto ci sarà soprattutto la gestione delle ulcere degli arti inferiori, del piede diabetico e delle lesioni da pressione, conosciute anche come piaghe da decubito. Si tratta di problematiche sanitarie che possono compromettere profondamente la qualità della vita dei pazienti, soprattutto quando sono associate a diabete, insufficienza vascolare, immobilità prolungata o altre patologie croniche. Le ferite che non riescono a guarire attraverso i normali processi di riparazione possono richiedere trattamenti prolungati, controlli frequenti e un’attenta integrazione tra assistenza medica, infermieristica e chirurgica.
Proprio per questa complessità, il trattamento delle ferite croniche non può essere limitato alla semplice medicazione della lesione. È necessario individuare le cause che ostacolano la guarigione, valutare le condizioni generali del paziente e costruire un percorso assistenziale personalizzato. In questo contesto, la collaborazione tra diverse figure professionali assume un ruolo determinante, perché permette di affrontare contemporaneamente gli aspetti clinici, chirurgici, riabilitativi e organizzativi della cura.
Uno degli elementi più significativi del Visiting Therapy Center Program sarà l’approfondimento delle tecnologie innovative per la riparazione tissutale. Tra gli strumenti oggetto delle attività formative figura la terapia a pressione negativa, conosciuta con l’acronimo NPWT, una metodologia che utilizza un sistema di aspirazione controllata per contribuire alla gestione della ferita, alla rimozione dei fluidi e alla preparazione dei tessuti al processo di guarigione. Saranno analizzate le indicazioni cliniche e le modalità di utilizzo dei diversi dispositivi, con attenzione alla scelta delle soluzioni più appropriate per le condizioni del singolo paziente.
Particolare spazio sarà riservato anche al sistema idrochirurgico Versajet, una tecnologia impiegata per la pulizia e la preparazione del letto della ferita attraverso un getto controllato di soluzione fisiologica. Questa procedura consente di intervenire sui tessuti da rimuovere, nell’ambito di trattamenti specialistici finalizzati a creare condizioni più favorevoli alla riparazione cutanea. Il confronto tra le équipe permetterà di approfondirne le applicazioni, le indicazioni e l’integrazione con altre strategie terapeutiche.
Un ulteriore ambito di interesse riguarderà la medicina rigenerativa, con particolare riferimento all’impiego di cellule staminali mesenchimali e sostituti dermici. Il programma prevede l’approfondimento di protocolli che integrano queste soluzioni nel trattamento di lesioni complesse, secondo criteri di selezione legati alle specifiche condizioni cliniche. Si tratta di un settore nel quale l’innovazione richiede un’attenta valutazione delle indicazioni, delle evidenze scientifiche e dei risultati ottenuti, con l’obiettivo di individuare percorsi terapeutici adeguati e sostenibili.
Il programma formativo non sarà limitato agli approfondimenti teorici. Le due giornate comprenderanno infatti sessioni pratiche con tutor, discussioni multidisciplinari, analisi di esperienze cliniche e attività nei diversi contesti assistenziali, dall’ambulatorio alla sala operatoria, fino all’assistenza domiciliare. Un’impostazione che punta a collegare direttamente le conoscenze specialistiche alla gestione quotidiana dei pazienti, consentendo ai professionisti coinvolti di confrontarsi sulle procedure e sulle scelte terapeutiche adottate nei rispettivi centri.
Un aspetto centrale sarà anche quello dell’organizzazione sanitaria. La cura delle lesioni croniche, infatti, richiede continuità assistenziale, coordinamento tra ospedale e territorio e capacità di monitorare nel tempo l’evoluzione delle condizioni cliniche. Per questo motivo, il percorso prevede approfondimenti sulla raccolta e sull’analisi dei dati clinici, sanitari ed economici, sulla gestione delle risorse e sulla definizione di piani operativi attraverso i quali trasferire le competenze acquisite nella pratica professionale.
L’iniziativa coinvolgerà medici, chirurghi, infermieri e altri professionisti sanitari, con il contributo delle direzioni aziendali e delle strutture territoriali. L’obiettivo è promuovere un modello di assistenza nel quale le tecnologie avanzate siano accompagnate da una gestione coordinata dei servizi e da percorsi di cura capaci di seguire il paziente anche dopo il trattamento ospedaliero. Una prospettiva particolarmente importante per le persone che convivono con ferite difficili da guarire e che necessitano di controlli specialistici e interventi continuativi.
Il progetto nasce dall’esperienza della rete di riparazione tissutale dell’Asl Napoli 3 Sud, coordinata da Marino Ciliberti, che negli anni ha sviluppato un’organizzazione dedicata alla diagnosi e al trattamento delle lesioni cutanee complesse. Il centro di Gragnano rappresenta il riferimento principale di questa attività, integrando competenze chirurgiche e assistenziali con tecnologie specialistiche e percorsi terapeutici orientati alle necessità dei pazienti.
La dimensione internazionale del programma costituisce un ulteriore elemento di rilievo. Il confronto con ospedali di Spagna e Portogallo offre infatti la possibilità di conoscere differenti approcci clinici, individuare buone pratiche e valutare soluzioni organizzative da adattare alle rispettive realtà sanitarie. Non si tratta soltanto di presentare strumenti tecnologici, ma di costruire occasioni concrete di crescita professionale attraverso la condivisione delle competenze.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è lo stesso Marino Ciliberti, che evidenzia come la condivisione delle esperienze e delle tecniche più aggiornate rappresenti un elemento fondamentale per affrontare le ferite croniche più complesse. Il principio alla base del progetto è proprio quello di consolidare una rete di collaborazione capace di superare i confini territoriali e nazionali, mettendo in comunicazione professionisti e strutture accomunati dall’obiettivo di migliorare l’assistenza.
Il Visiting Therapy Center Program rappresenta dunque anche un’opportunità per valorizzare il ruolo della sanità campana nella formazione specialistica internazionale. La presenza di tre équipe ospedaliere europee a Gragnano testimonia l’importanza del confronto tra strutture sanitarie e della circolazione delle conoscenze, soprattutto in ambiti nei quali l’evoluzione tecnologica e scientifica richiede un aggiornamento costante.
Per l’Asl Napoli 3 Sud, l’appuntamento del 27 e 28 ottobre si inserisce in un percorso di sviluppo che punta sull’integrazione tra innovazione clinica, formazione continua e continuità delle cure. Una strategia che guarda oltre il singolo intervento terapeutico e considera la gestione delle ferite croniche come un processo complesso, nel quale organizzazione, competenze e tecnologie devono operare in maniera coordinata.
Da Gragnano all’Europa, il messaggio è quello di una sanità che investe nella collaborazione e nella condivisione delle conoscenze per affrontare le lesioni cutanee complesse. L’obiettivo finale resta quello di trasformare l’aggiornamento professionale e lo scambio di esperienze internazionali in opportunità concrete per migliorare la qualità dell’assistenza, rafforzare i percorsi di cura e offrire risposte sempre più appropriate ai bisogni dei pazienti.
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- Asl Napoli 3 Sud – Visiting Therapy Center Program
- Asl Napoli 3 Sud – Centro Lesioni Cutanee e Rete Ulcere Cutanee
