Il futuro del tonno rosso Made in Italy passa attraverso innovazione tecnologica, tracciabilità, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle produzioni nazionali. È questo il messaggio emerso dalla due giorni organizzata da Coldiretti Pesca a Cetara, nel cuore della Costiera Amalfitana, dove istituzioni italiane ed europee, rappresentanti del comparto ittico, ricercatori ed esperti si sono confrontati sulle prospettive di una filiera strategica per l’economia del Paese. Dalla realizzazione di allevamenti in mare, le cosiddette farm, all’introduzione di sistemi intelligenti per il monitoraggio delle catture, fino a nuove certificazioni di origine e strumenti contro le frodi alimentari, il settore punta a rafforzare la competitività del prodotto italiano sui mercati internazionali, garantendo maggiore trasparenza ai consumatori e nuove opportunità alle imprese della pesca.
L’appuntamento di Cetara, svoltosi il 30 e 31 ottobre 2026, ha rappresentato una sorta di Stati generali della filiera del tonno rosso, confermando il ruolo centrale della Campania e delle sue comunità marinare nel dibattito nazionale ed europeo sulla gestione sostenibile delle risorse ittiche. Il confronto, promosso da Coldiretti Pesca, ha riunito personalità istituzionali e protagonisti del settore, tra cui il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, la responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, Daniela Borriello, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il commissario europeo alla Pesca e agli Oceani, Costas Kadis, intervenuto in collegamento.
A rappresentare il territorio e ad accogliere i partecipanti sono stati il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, il direttore regionale Roberto Mazzei e il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica. La scelta del borgo salernitano non è casuale: Cetara rappresenta da generazioni un punto di riferimento per la pesca e per la cultura marinara del Mediterraneo, un luogo dove tradizione, attività produttive e identità territoriale costituiscono un patrimonio economico e sociale da preservare. L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto europeo dedicato al futuro della filiera, con particolare attenzione alla tutela delle risorse marine, alla redditività delle imprese e alle nuove prospettive commerciali.
Uno degli elementi più significativi emersi durante i lavori riguarda il progetto delle farm italiane per il tonno rosso, impianti di allevamento in mare pensati per sviluppare una filiera nazionale maggiormente controllata e sostenibile. L’obiettivo è creare un modello produttivo capace di coniugare innovazione tecnologica, qualità del prodotto, attenzione all’ambiente e valorizzazione del lavoro delle imprese italiane. La prospettiva è quella di rafforzare il controllo delle diverse fasi della filiera, dalla cattura alla gestione degli esemplari, fino alla trasformazione e alla commercializzazione.
Il progetto assume un’importanza particolare in un mercato internazionale dove il tonno rosso rappresenta una risorsa di elevato valore commerciale e dove la provenienza del prodotto costituisce un elemento sempre più rilevante nelle scelte dei consumatori. Investire in impianti nazionali significa puntare sulla possibilità di mantenere in Italia una quota maggiore del valore generato dalla filiera, promuovendo nuove attività economiche e opportunità occupazionali nelle comunità costiere. La realizzazione delle farm dovrà naturalmente confrontarsi con esigenze ambientali, autorizzazioni, controlli e sostenibilità economica, ma la proposta indica una direzione precisa per lo sviluppo del comparto.
L’idea delle farm italiane, già sostenuta da Coldiretti Pesca, prevede anche un modello di gestione degli esemplari orientato a valorizzare le caratteristiche del prodotto e a rispondere alle esigenze del mercato europeo. La sostenibilità, in questa prospettiva, non riguarda soltanto l’impatto ambientale degli impianti, ma comprende anche le condizioni di lavoro, l’organizzazione della filiera e la capacità delle imprese di ottenere un reddito adeguato.
Accanto agli allevamenti in mare, un altro pilastro della strategia riguarda la tracciabilità del tonno rosso italiano e il contrasto alle frodi commerciali. In questo contesto si inserisce la campagna di trasparenza promossa dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), che prevede un sigillo di garanzia su ogni esemplare di tonno rosso per certificarne la provenienza e valorizzarne le caratteristiche qualitative.
Si tratta di un intervento che punta a offrire maggiori garanzie ai consumatori, permettendo di riconoscere con più chiarezza l’origine del pescato e contribuendo a contrastare pratiche commerciali scorrette. La certificazione rappresenta inoltre uno strumento di tutela per le imprese che operano nel rispetto delle regole e che rischiano di subire la concorrenza sleale di operatori meno trasparenti.
Secondo i dati illustrati da Coldiretti Pesca, sono quasi 400 le imbarcazioni italiane autorizzate alla cattura del tonno rosso, una realtà che comprende sia unità di maggiori dimensioni sia piccole imbarcazioni. Tra quelle più strutturate figurano 20 unità che utilizzano reti a circuizione, 40 palangari e due tonnare fisse, alle quali si aggiungono le barche di dimensioni inferiori.
Questi numeri evidenziano l’importanza economica e occupazionale di un comparto che coinvolge imprese, pescatori, operatori portuali, attività di trasformazione e commercializzazione. Proteggere l’origine del tonno rosso Made in Italy significa quindi salvaguardare non soltanto un prodotto di qualità, ma anche un sistema produttivo che contribuisce alla vitalità delle economie costiere.
L’innovazione tecnologica rappresenta l’altro grande fronte sul quale Coldiretti Pesca intende concentrare il proprio impegno. Tra le proposte presentate a Cetara figura l’introduzione di stereocamere per il monitoraggio delle catture, strumenti capaci di acquisire immagini da differenti punti di osservazione e di fornire informazioni utili per stimare il numero, la lunghezza e il peso degli esemplari.
Il sistema proposto prevede l’utilizzo delle stereocamere già durante il trasferimento dei tonni dalle reti di cattura alle gabbie di trasporto. In questa fase sarebbe possibile ottenere una prima stima quantitativa degli esemplari, registrando informazioni accompagnate da immagini verificabili. I dati raccolti verrebbero successivamente confrontati con quelli rilevati durante l’ingabbiamento negli impianti di allevamento.
Questa doppia verifica potrebbe consentire di ricostruire con maggiore precisione il percorso del prodotto, migliorando l’affidabilità dei controlli e riducendo il rischio di discrepanze tra le diverse rilevazioni. Una procedura particolarmente importante in un settore nel quale la corretta misurazione delle catture e il rispetto delle disposizioni vigenti costituiscono condizioni essenziali per garantire la legalità delle attività.
Le reti intelligenti e i sistemi digitali di controllo della pesca potrebbero quindi diventare strumenti fondamentali per una gestione sempre più moderna delle risorse marine. L’utilizzo di immagini documentabili e dati confrontabili offrirebbe maggiori garanzie sia alle autorità competenti sia alle imprese, che potrebbero disporre di informazioni più omogenee per dimostrare la correttezza delle operazioni effettuate.
L’obiettivo non è soltanto rendere più efficienti i controlli, ma costruire un sistema nel quale trasparenza, innovazione e sostenibilità procedano insieme. Una gestione basata su dati verificabili può infatti contribuire a rafforzare la fiducia degli operatori, migliorare la tutela della risorsa ittica e sostenere la reputazione del tonno rosso italiano nei mercati nazionali ed esteri.
Particolare attenzione è stata riservata anche a una delle questioni più delicate per il settore: le catture ricorrenti di tonni rossi al di sotto della taglia minima consentita. Si tratta di un problema che richiede un approfondimento scientifico, considerando le caratteristiche biologiche della specie, la distribuzione degli esemplari e le differenti modalità di pesca.
Per affrontare questa criticità, Coldiretti Pesca e BlueChain hanno avviato uno studio tecnico-scientifico nell’ambito del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027. Il progetto è finalizzato alla raccolta e all’analisi di dati verificati relativi alle catture, alla presenza degli esemplari nelle diverse aree e alle tecniche utilizzate dalle imbarcazioni.
La finalità è individuare possibili soluzioni gestionali da sottoporre alle autorità competenti, basandosi su evidenze scientifiche e mantenendo come priorità la sostenibilità della risorsa. Il lavoro di ricerca potrà contribuire a comprendere meglio le condizioni nelle quali si verificano le catture di esemplari sotto taglia e a valutare eventuali interventi compatibili con la tutela degli stock ittici e con le esigenze delle imprese.
La collaborazione tra mondo produttivo e ricerca scientifica assume, in questo scenario, un valore strategico. Una gestione efficace della pesca del tonno rosso richiede infatti strumenti di monitoraggio affidabili, regole chiare e la capacità di adattare le politiche alle informazioni raccolte sul campo. La disponibilità di dati accurati permette di affrontare questioni complesse evitando soluzioni generiche e favorendo decisioni più coerenti con le reali condizioni del settore.
Il confronto di Cetara ha inoltre riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Per le imprese della pesca, investire in nuove tecnologie, adeguarsi ai sistemi di controllo e migliorare la tracciabilità comporta costi e trasformazioni organizzative che devono essere accompagnati da politiche capaci di sostenere la competitività del comparto.
In questa prospettiva, la valorizzazione del tonno rosso Made in Italy potrebbe rappresentare una leva importante per riconoscere maggiore valore al lavoro dei pescatori, favorire investimenti e sviluppare opportunità per l’intera filiera. La qualità del prodotto, la certificazione dell’origine e l’affidabilità dei controlli diventano fattori competitivi in un mercato dove il consumatore presta crescente attenzione alla provenienza e alla sostenibilità degli alimenti.
Per la Campania e per territori come Cetara, questo percorso assume anche un significato legato alla difesa delle tradizioni marinare e alla possibilità di costruire nuove prospettive di sviluppo. La pesca non rappresenta soltanto un’attività economica, ma una componente essenziale dell’identità di numerose comunità costiere, nelle quali competenze professionali e conoscenze del mare si tramandano da generazioni.
L’incontro promosso da Coldiretti Pesca ha dunque delineato una strategia che mette insieme innovazione, ricerca, certificazione di origine e tutela del lavoro. Le farm italiane, le stereocamere, i sistemi di tracciabilità e gli studi scientifici sulle catture rappresentano tasselli di un progetto più ampio, il cui successo dipenderà dalla concreta realizzazione degli interventi proposti e dalla collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca.
La sfida è trasformare queste prospettive in strumenti operativi capaci di migliorare la gestione del tonno rosso, contrastare le frodi e rendere più competitivo il prodotto nazionale senza compromettere l’equilibrio dell’ecosistema marino.
Da Cetara arriva quindi un messaggio rivolto all’intera filiera ittica italiana: il futuro del tonno rosso Made in Italy si costruisce investendo nella qualità, nella trasparenza e nella conoscenza scientifica, con l’ambizione di fare della pesca italiana un modello riconosciuto a livello internazionale per innovazione, legalità e sostenibilità.
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- Coldiretti – Cetara capitale europea del tonno rosso, evento del 30 e 31 ottobre 2026
- Coldiretti – Il progetto delle farm italiane per il tonno rosso
- Coldiretti Pesca
- Masaf – Normativa sulla campagna di pesca del tonno rosso 2026
