La leggendaria Villa Accademia di Cicerone a Pozzuoli potrebbe essere ancora nascosta nel sottosuolo dei Campi Flegrei, proprio sotto o nelle immediate vicinanze dello Stadio di Antonino Pio. Un’ipotesi archeologica che riaccende l’interesse per uno dei luoghi più misteriosi dell’antica Puteoli e che è stata al centro di un confronto scientifico durante la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Paestum, nell’ambito degli incontri promossi dalla Città Metropolitana di Napoli.
La possibilità di individuare finalmente una delle dimore appartenute a Marco Tullio Cicerone, tra i maggiori protagonisti della storia politica, filosofica e letteraria dell’antica Roma, rappresenta una prospettiva di grande interesse per gli studiosi. La villa, ricordata da numerose testimonianze storiche, non è stata infatti identificata con certezza, nonostante le ricerche condotte nel corso dei secoli. Il suo possibile collegamento con lo stadio romano di Pozzuoli potrebbe offrire nuovi elementi per ricostruire la geografia delle residenze aristocratiche che caratterizzavano il territorio flegreo.
A riportare l’attenzione su questa affascinante questione sono stati Gea Palumbo, presidente dell’Accademia dei Campi Flegrei, e Antonio Di Fiore, dottore di ricerca e tutor accademico, intervenuti nel panel scientifico della sezione ArcheoIncoming della BMTA. L’incontro, introdotto dal consigliere metropolitano delegato alla Promozione del Territorio Vincenzo Cirillo, ha consentito di approfondire una tesi sostenuta da studi bibliografici e archeologici che collocano una delle residenze di Cicerone nell’area oggi occupata dallo Stadio di Antonino Pio o nelle sue immediate adiacenze.
Il rapporto tra questo monumento e le proprietà dell’oratore romano affonda le radici in un episodio particolarmente significativo della storia imperiale. Nel 138 d.C., l’imperatore Adriano morì a Baia, località dei Campi Flegrei già celebre nell’antichità per le residenze imperiali, gli stabilimenti termali e le ville dell’aristocrazia romana. Secondo le fonti storiche, il suo corpo venne inizialmente sepolto nell’area di una villa appartenuta a Cicerone presso Pozzuoli.
Fu il successore Antonino Pio a ottenere successivamente il trasferimento delle spoglie dell’imperatore a Roma, superando le resistenze del Senato. Per onorare la memoria di Adriano e il suo profondo legame con la cultura greca, il nuovo imperatore promosse la costruzione dello stadio puteolano e istituì gli Eusebeia, competizioni di ispirazione olimpica che comprendevano prove atletiche e manifestazioni artistiche.
La relazione tra la prima sepoltura di Adriano e l’edificazione dello stadio costituisce uno degli elementi centrali dell’interpretazione illustrata a Paestum. Se il monumento sorse effettivamente nei pressi della villa che aveva accolto temporaneamente le spoglie imperiali, l’area potrebbe custodire ancora strutture riconducibili a una delle proprietà puteolane di Cicerone.
Lo stesso Stadio di Antonino Pio, riportato ampiamente alla luce attraverso le indagini archeologiche dei primi anni Duemila, rappresenta una testimonianza straordinaria della Pozzuoli romana. Situato su una terrazza naturale affacciata sul Golfo di Pozzuoli, nella parte occidentale dell’antica Puteoli, il complesso si sviluppava per circa 260 metri di lunghezza e 73 di larghezza. Era dotato di una pista destinata alle competizioni, gradinate per gli spettatori, corridoi di accesso e strutture monumentali che richiamavano la tradizione architettonica degli stadi greci.
La sua posizione, in prossimità dell’antica Via Domitiana, ne faceva un luogo facilmente raggiungibile e particolarmente adatto a ospitare importanti manifestazioni pubbliche. Nel corso dei secoli, tuttavia, trasformazioni urbanistiche, fenomeni naturali e interventi edilizi hanno modificato profondamente l’aspetto originario del sito, rendendo più complessa la ricostruzione delle strutture che esistevano prima della costruzione dello stadio.
A rendere ancora più interessante il dibattito contribuisce una testimonianza risalente al 1591. Lo storico Scipione Mazzella, descrivendo i luoghi dell’antica Pozzuoli, menzionava una villa di Cicerone chiamata Accademia, situata lungo la strada che conduceva alla Chiesa dell’Annunziata. Il cronista raccontava di un edificio un tempo magnifico, ormai ridotto a un ricovero per capre, pecore e altri animali. Una descrizione che documenta come, già alla fine del Cinquecento, il ricordo della residenza ciceroniana fosse ancora vivo nella tradizione locale, pur in un contesto di progressivo abbandono delle testimonianze dell’antichità.
Il confronto tra queste fonti, la topografia dell’antica Puteoli e i resti archeologici rappresenta oggi uno degli aspetti più delicati della ricerca. Occorre infatti distinguere tra la celebre Accademia di Cicerone e le altre proprietà che l’oratore possedeva nel territorio puteolano. Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, nella propria ricostruzione storica dello stadio, ricorda che l’Accademia è tradizionalmente collocata nell’area costiera tra l’Averno e il Lucrino, sulla base delle indicazioni di Plinio, mentre il settore dello stadio sarebbe collegato a un’altra villa di Cicerone, ereditata dall’amico Cluvio.
Si tratta di una distinzione importante, perché il collegamento storico tra lo stadio e una villa ciceroniana non dimostra automaticamente che quella dimora coincidesse con la famosa Accademia. Proprio per questo, l’ipotesi presentata alla BMTA costituisce un tema di confronto scientifico e non l’annuncio di un ritrovamento già accertato. Ulteriori ricerche archeologiche e documentarie potrebbero contribuire a chiarire l’esatta identificazione delle diverse residenze e il loro rapporto con il monumento di età imperiale.
L’incontro dedicato allo Stadio di Antonino Pio di Pozzuoli si è inserito nel più ampio programma di valorizzazione archeologica promosso dalla Città Metropolitana di Napoli alla ventottesima edizione della BMTA, svoltasi a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Al centro della partecipazione istituzionale il progetto “Adotta un bene archeologico”, pensato per costruire una rete di collaborazione tra Comuni, associazioni, enti di tutela, studiosi e operatori turistici, con particolare attenzione ai siti meno conosciuti del territorio napoletano.
Il consigliere Vincenzo Cirillo ha sottolineato come la partecipazione alla manifestazione, sostenuta dal sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, abbia avuto l’obiettivo di offrire visibilità a un patrimonio archeologico diffuso, che comprende testimonianze di epoche e civiltà differenti. Un’attenzione particolare è stata riservata ai Campi Flegrei, un territorio che attraversa una fase complessa a causa delle problematiche legate al bradisismo, ma che continua a rappresentare una delle aree di maggiore interesse storico e culturale del Mediterraneo.
La valorizzazione del patrimonio flegreo è passata anche attraverso la rievocazione storica. I componenti dell’associazione Militum Schola APS hanno proposto una performance in costumi d’epoca dedicata al Navigium Isidis, antico rito connesso al culto della dea Iside, accompagnata da un altare figurato e da uno spazio didattico sulla memoria romana dei Campi Flegrei e sulla Classis Misenensis, la flotta imperiale stanziata a Miseno.
Il programma scientifico promosso dalla Città Metropolitana ha affrontato anche altri aspetti del patrimonio archeologico e delle potenzialità turistiche del territorio. Anna Abbate, presidente dell’associazione Gruppo Archeologico Kyme, e Marco Giglio, archeologo dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, hanno presentato l’itinerario “Sulle vie del benessere dove l’acqua rigenera”, un percorso dedicato alle sorgenti termali e agli antichi complessi termali romani dell’area metropolitana di Napoli.
Ampio spazio è stato riservato anche all’isola d’Ischia, con l’approfondimento “Pithecusae: dalla scoperta archeologica al prodotto turistico”. A illustrare il progetto sono stati gli assessori del Comune di Lacco Ameno Dante De Luise, delegato al Turismo, e Mariella De Siano, delegata alla Programmazione strategica, insieme ad Antonio Monti di Solymar. Al centro dell’incontro, la valorizzazione dell’antica Pithecusae e la possibilità di trasformare le testimonianze archeologiche dell’isola in percorsi di conoscenza, promozione e sviluppo turistico.
Accanto agli incontri scientifici, la presenza della Città Metropolitana di Napoli alla BMTA di Paestum ha consentito agli operatori aderenti alla manifestazione di interesse di partecipare gratuitamente ai workshop professionali con buyer nazionali ed esteri selezionati da ENIT. Lo spazio espositivo dell’ente ha rappresentato inoltre una vetrina per numerose realtà locali, impegnate a raccontare le eccellenze storiche, archeologiche, culturali e produttive della provincia napoletana.
La vicenda della possibile Villa Accademia di Cicerone a Pozzuoli dimostra, in definitiva, quanto il sottosuolo dei Campi Flegrei possa ancora custodire testimonianze decisive per comprendere il passato. Tra documenti antichi, racconti rinascimentali e resti monumentali, il legame tra Cicerone, Adriano e Antonino Pio continua ad alimentare interrogativi che meritano nuovi approfondimenti.
La questione resta aperta: la celebre Accademia si trova davvero sotto lo stadio romano, nelle sue vicinanze oppure in un altro settore del territorio flegreo? Per il momento non esistono evidenze sufficienti per fornire una risposta definitiva. Ma il confronto avviato a Paestum rilancia l’importanza della ricerca archeologica e della tutela di un patrimonio che, anche a distanza di quasi duemila anni, continua a raccontare pagine ancora incomplete della storia di Pozzuoli e dei Campi Flegrei.
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- Parco Archeologico dei Campi Flegrei – Storia dello Stadio di Antonino Pio
- BMTA – Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
- Comune di Lacco Ameno
(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)






