Il Premio Fausto Rossano 2026 entra nel vivo a Napoli con una giornata dedicata al cinema sociale, alla salute mentale, ai diritti umani e alla solidarietà internazionale. Sabato 7 novembre, la dodicesima edizione del Festival di Cinema del Sociale e della Salute Mentale propone due appuntamenti di particolare rilievo: al Teatro Bolivar l’incontro “Sguardo al Medio Oriente”, tra proiezioni cinematografiche e testimonianze sulla situazione palestinese, e negli spazi de La Santissima la cerimonia di premiazione dei cortometraggi in concorso, durante la quale l’attrice Chiara Martegiani riceverà il Premio Speciale Fausto Rossano.
Un’edizione particolarmente significativa, quella del 2026, che porta il titolo di “GenitorIAlità” e conferma la volontà della manifestazione di utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di riflessione sui grandi temi della contemporaneità. Dalla genitorialità nelle sue molteplici dimensioni alle fragilità psicologiche, dalle guerre alle disuguaglianze sociali, dalla violenza sulle donne alla solitudine urbana, il festival attraversa esperienze e condizioni umane differenti, cercando di restituire visibilità a persone e storie spesso escluse dal dibattito pubblico.
Ideato e organizzato da Marco Rossano, con la direzione artistica di Sergio Sivori, il Premio Fausto Rossano ha preso il via il 5 novembre e proseguirà con ulteriori incontri fino all’appuntamento conclusivo del 12 dicembre 2026, previsto al Pio Monte della Misericordia. La manifestazione ha raccolto quest’anno oltre 400 opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, un risultato che testimonia la dimensione internazionale raggiunta dal progetto e il crescente interesse verso un cinema capace di raccontare il disagio, la cura, l’inclusione e la dignità della persona.
Sono 33 le opere finaliste, distribuite nelle sei sezioni del concorso: Cortometraggi, Focus Campania, Animazioni, Studenti, Laboratori e Documentari. Tra i dati evidenziati dagli organizzatori figura anche la presenza di 11 registe donne, a conferma di una partecipazione femminile significativa all’interno della selezione.
Il programma di sabato 7 novembre si apre al Teatro Bolivar di Napoli, in via Bartolomeo Caracciolo 30, dove dalle 10 alle 13 è previsto l’incontro “Sguardo al Medio Oriente”. L’iniziativa intende offrire uno spazio di approfondimento sulla realtà mediorientale attraverso opere cinematografiche, testimonianze dirette e contributi di studiosi, operatori umanitari e rappresentanti della comunità palestinese.
Al centro della mattinata ci saranno tre cortometraggi internazionali. Il primo è Gazelle, produzione iraniana del 2026 della durata di 20 minuti, diretta da Saman Hosseinpuor. Seguirà Saqfa, opera palestinese del 2025 di 17 minuti firmata da Omar Saleh, mentre il terzo film in programma sarà Ishaq, coproduzione tra Germania, Iraq e Turchia del 2025, della durata di 20 minuti, diretta da Tuna Kaptan.
Tre lavori che, attraverso provenienze geografiche e sensibilità artistiche differenti, contribuiranno a costruire un percorso cinematografico di confronto sul Medio Oriente. La scelta di affiancare alle proiezioni un dibattito pubblico risponde alla vocazione del festival di considerare il cinema non soltanto come espressione artistica, ma anche come occasione per interrogarsi sulle conseguenze umane, sociali e psicologiche dei conflitti.
A intervenire saranno Simona Taliani, antropologa dell’Università di Napoli L’Orientale, Riccardo Sartori, infermiere di Emergency a Gaza, Dario Carotenuto, membro della Global Sumud Flotilla 2026, e Omar Suleiman, rappresentante della comunità palestinese campana. In collegamento da Gerusalemme parteciperà anche Hanadi Adameh, ricercatrice palestinese.
La presenza di figure impegnate nella ricerca, nell’assistenza sanitaria e nella testimonianza civile permetterà di affrontare il tema del conflitto da prospettive diverse, mettendo in relazione le esperienze vissute dalle popolazioni coinvolte con le riflessioni sulla tutela dei diritti fondamentali, sulla salute mentale e sulle conseguenze della violenza.
Nel corso dell’incontro sarà inoltre proiettato il videoclip L’eletto e l’infedele di Valerio Rossano, insieme alla presentazione audiovisiva di Falastin Hurra – Mostra di fumetti e illustrazioni da e per la Palestina, progetto curato da Alino e Giansandro Morelli. L’inserimento di linguaggi espressivi differenti, dalla musica all’illustrazione, amplia ulteriormente il racconto della realtà palestinese, sottolineando il ruolo della cultura nella costruzione di memoria, consapevolezza e partecipazione.
La giornata proseguirà dalle 18 alle 21 negli spazi de La Santissima, in vico Trinità delle Monache 1, con la cerimonia di premiazione dei vincitori della dodicesima edizione del Premio Fausto Rossano. Entrambi gli appuntamenti saranno condotti da Marialuisa Firpo, che accompagnerà il pubblico attraverso i diversi momenti di confronto e celebrazione.
Tra i protagonisti della serata figurano i registi e gli autori delle opere selezionate, il cui lavoro rappresenta il cuore della manifestazione. La consegna dei riconoscimenti valorizzerà la capacità del cinema di affrontare questioni delicate e complesse, offrendo punti di vista originali su esperienze personali, condizioni di vulnerabilità e trasformazioni della società.
Uno dei momenti più attesi sarà la consegna del Premio Speciale Fausto Rossano all’attrice Chiara Martegiani, ospite della cerimonia. Il riconoscimento si inserisce in una serata che intende celebrare non soltanto la qualità delle produzioni cinematografiche, ma anche il valore della sensibilità artistica e culturale nella rappresentazione delle relazioni umane.
Al termine della premiazione è previsto il lancio di un contest fotografico dedicato alla memoria di Benedetta Esposito, iniziativa che aggiunge al programma un ulteriore momento di ricordo attraverso il linguaggio delle immagini. La serata si concluderà con una degustazione di vini curata da Vitematta Cantine.
Il filo conduttore dell’intera dodicesima edizione rimane la genitorialità, affrontata non esclusivamente nella sua dimensione biologica o familiare, ma come esperienza che coinvolge la responsabilità, la cura e la capacità di costruire relazioni. Il titolo “GenitorIAlità” invita a interrogarsi sui cambiamenti della famiglia contemporanea, sul desiderio di diventare genitori, sulle difficoltà che possono accompagnare questo percorso e sul ruolo delle comunità nel sostenere le persone nei momenti di maggiore fragilità.
Il festival affronta infatti anche questioni che apparentemente possono sembrare distanti dal tema centrale, ma che trovano un punto di incontro nella riflessione sulla condizione umana. L’Alzheimer, le relazioni tossiche, la povertà, le frontiere, le guerre, la violenza sulle donne, le difficoltà della vita quotidiana e i cambiamenti climatici rappresentano altrettanti ambiti nei quali emergono il bisogno di protezione, la responsabilità collettiva e il valore dei legami sociali.
È proprio questa visione ampia della cura a caratterizzare il progetto culturale promosso da Marco Rossano, che sottolinea come la genitorialità non possa essere ricondotta soltanto alla nascita di un figlio, ma debba essere interpretata anche come attenzione verso gli altri e verso il futuro.
«Attraverso il linguaggio del cinema – spiega Marco Rossano, ideatore e organizzatore del Premio – gli incontri con autori, professionisti e testimoni, il Premio Fausto Rossano intende esplorare queste molteplici dimensioni, dando voce a storie e sensibilità differenti perché la genitorialità non è soltanto un fatto biologico. È importante interrogarsi sul significato della cura, delle relazioni umane e della responsabilità verso gli altri e verso il futuro».
Una riflessione che richiama direttamente l’eredità umana e professionale di Fausto Rossano, lo psichiatra e psicoanalista junghiano scomparso prematuramente nel 2012, alla cui memoria è dedicata la manifestazione. Nel corso della sua attività professionale, Fausto Rossano ha posto al centro la dignità della persona, il riconoscimento dell’individualità e il superamento di quelle forme di esclusione che, per lungo tempo, hanno segnato la vita delle persone con sofferenza psichica.
Ultimo direttore sanitario dell’ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianchi di Napoli, Fausto Rossano contribuì al percorso di dismissione della struttura, sostenendo una concezione dell’assistenza fondata sul rispetto dell’identità personale e sulla restituzione dei diritti a chi aveva vissuto l’emarginazione manicomiale. Il suo lavoro si è distinto per l’attenzione alla complessità dell’essere umano, considerato nella sua dimensione psicologica, fisica, sociale e relazionale.
È da questa esperienza che nasce il significato più profondo del Premio: contrastare lo stigma legato alla sofferenza mentale e promuovere una cultura nella quale nessuno venga ridotto alla propria malattia, alla propria condizione sociale o alle proprie difficoltà. La scelta del cinema come linguaggio privilegiato risponde alla possibilità di avvicinare il pubblico a realtà spesso conosciute soltanto attraverso stereotipi, favorendo il riconoscimento dell’altro nella sua piena umanità.
Il Premio Fausto Rossano 2026 si sviluppa inoltre attraverso diversi luoghi della cultura campana, rafforzando il legame tra la manifestazione e il territorio. Oltre al Teatro Bolivar e a La Santissima, il calendario degli incontri coinvolgerà il Castello Doria di Angri, Palazzo Caracciolo, l’Institut Français Napoli, il Teatro Sala Molière di Pozzuoli e il Pio Monte della Misericordia.
Proprio quest’ultimo ospiterà il 12 dicembre 2026 l’appuntamento conclusivo, dedicato ai differenti aspetti della genitorialità. Sarà l’occasione per riprendere e approfondire i temi affrontati durante il festival, mettendo al centro il rapporto tra generazioni, la responsabilità educativa e le nuove forme di cura nelle società contemporanee.
La dodicesima edizione è realizzata con il contributo della Regione Campania e della Fondazione Film Commission Regione Campania, con il sostegno della Fondazione Pio Monte della Misericordia e con il patrocinio del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, dell’Ordine degli Psicologi della Regione Campania e del Comune di Angri.
Attraverso una programmazione che unisce opere cinematografiche internazionali, incontri con esperti, testimonianze e iniziative culturali, il Premio Fausto Rossano continua così a costruire uno spazio di dialogo tra cinema e società. Una manifestazione che non si limita a raccontare le fragilità del presente, ma invita a riconoscerle, comprenderle e affrontarle attraverso una maggiore consapevolezza collettiva.
Nel segno dell’eredità di Fausto Rossano, il festival ribadisce un messaggio che attraversa tutta la sua storia: la salute mentale, la dignità umana e il diritto alla cura non riguardano soltanto chi vive una condizione di difficoltà, ma rappresentano una responsabilità condivisa. E il cinema, con la sua capacità di trasformare le storie individuali in esperienze collettive, può contribuire a rendere questa responsabilità più visibile e concreta.
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- Premio Fausto Rossano – Programma 2026
- Premio Fausto Rossano – Storia e obiettivi della manifestazione
- Ordine degli Psicologi della Campania – XII edizione del Premio
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





