Il panel “Il Blu dell’esplorazione”, tra i momenti più intensi della terza edizione del Festival del Management, ha acceso i riflettori sull’integrazione tra mare, spazio e sostenibilità, ponendo la governance strategica al centro del dibattito. Un confronto di alto profilo ha visto protagonisti esponenti istituzionali e manager di aziende chiave nel panorama italiano e internazionale, in un momento storico in cui i temi legati all’economia blu e allo spazio stanno finalmente entrando con forza nell’agenda politica.
Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, ha sottolineato come la recente istituzione di un ministero dedicato e di un comitato interministeriale rappresentino un passo epocale verso il riconoscimento strategico del mare, ricordando che il 90% delle merci globali viaggia via mare. Ha però evidenziato criticità persistenti in termini di sicurezza geopolitica e minacce informatiche. In risposta a queste sfide, l’innovazione diventa un valore imprescindibile.
Renata Mele, vicepresidente Sustainability di Leonardo, ha evidenziato come la capacità di adattamento delle imprese, specie in un contesto di trasformazioni epocali, debba fondarsi su una cultura dell’innovazione, elemento chiave anche per un management resiliente e lungimirante. Leonardo, ha spiegato, ha scelto di fare dell’innovazione una vera e propria strategia di business.
Sul fronte industriale, Ugo Salerno, presidente di RINA, ha portato l’esempio di un’azienda solida e globale, con oltre un miliardo di fatturato e circa 6.000 addetti. Ha ribadito come management e leadership debbano procedere insieme: il primo per “fare bene le cose”, la seconda per “fare le cose giuste”.
Ha concluso il panel Alessandro Garbellini, responsabile dell’Ufficio Spazio della Farnesina, con un richiamo all’urgenza di aggiornare la legge spaziale del 1967, oggi obsoleta rispetto alla rapidissima evoluzione del settore. Garbellini ha inoltre auspicato un’accelerazione da parte dell’industria italiana, sostenuta da un lavoro sinergico tra Paese e Unione Europea, per cogliere appieno le opportunità economiche della cooperazione con i Paesi emergenti.
Grande partecipazione di studenti e giovani manager anche ad altri due eventi chiave ospitati nello spazio Open Dot – Beyond the Blue. Il primo, dedicato a “Il blue dell’eleganza. Il management del passaggio generazionale”, ha visto il confronto tra Maurizio e Alessandro Marinella, intervistati da Claudio Tranchino (Ateneapoli), in un racconto intergenerazionale di valori, imprenditoria e tradizione sartoriale napoletana. Il secondo, “Il blue del fare banca”, ha proposto l’intervista a Roberto Ghisellini, condirettore generale di Crédit Agricole Italia, da sempre partner strategico del Festival, con un focus sull’importanza della banca nel sostegno ai territori e alle economie locali.
“Sostenibilità e innovazione sono le nostre linee guida”, ha ribadito Ghisellini, annunciando il prossimo passo dell’istituto: la nascita di Le Village by Crédit Agricole Campania, prevista per il 2026. Dopo il successo della sede siciliana a Catania, anche Napoli ospiterà un hub dedicato alle startup e alle imprese innovative, con un focus specifico sull’economia del mare. Una scelta non casuale, che guarda a un futuro in cui Sud e Mediterraneo saranno protagonisti dello sviluppo sostenibile, in connessione con le traiettorie dell’innovazione globale.
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